Da quest'anno chi viene sospeso per più di due giorni non resta semplicemente a casa: deve svolgere un'attività di cittadinanza solidale presso un ente convenzionato con la scuola. In Valle d'Aosta il meccanismo è partito, ma il numero di realtà disposte ad accogliere i ragazzi non è ancora sufficiente: per questo la Sovrintendenza agli studi ha pubblicato un nuovo avviso rivolto a Comuni, fondazioni, cooperative e associazioni del Terzo settore in vista del prossimo anno scolastico.
È il bilancio che emerge dai dati raccolti dalla Sovrintendenza sull'anno scolastico appena concluso, il primo di applicazione piena delle nuove regole sulle sanzioni disciplinari.
Quanti ragazzi riguarda davvero
I numeri aiutano a capire le dimensioni del fenomeno, che non è marginale ma nemmeno fuori controllo. Il monitoraggio della Sovrintendenza evidenzia l'andamento delle sanzioni disciplinari negli ultimi anni nei diversi ordini di scuola.
Nell'ultimo anno scolastico il quadro è questo:
- Scuole medie: 40 sospensioni, in netto calo rispetto alle 88 dell'anno precedente.
- Scuole superiori: 145 sospensioni, sostanzialmente in linea con le 147 dell'anno prima.
Cresce invece in modo evidente il numero di studenti effettivamente inseriti in un percorso solidale o riparativo: alle superiori si è passati da 35 ragazzi nel 2024/2025 a 85 nel 2025/2026; alle medie i percorsi attivati sono stati 17. Segno che le scuole hanno cominciato a usare lo strumento, non che i comportamenti problematici siano esplosi.
Cosa prevede la regola
Il principio arriva dalla legge 150 del 2024 – la cosiddetta riforma del voto in condotta – ed è stato tradotto in norma operativa dal regolamento che ha modificato lo Statuto delle studentesse e degli studenti. In sintesi: con un allontanamento fino a due giorni lo studente viene coinvolto in un'attività di approfondimento sulle conseguenze del proprio comportamento; oltre i due giorni scatta invece l'attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate, individuate dagli elenchi predisposti dall'amministrazione scolastica territoriale.
Due aspetti interessano da vicino le famiglie. Il primo: durante l'attività la vigilanza sullo studente è in capo alla struttura ospitante, che segnala tempestivamente alla scuola eventuali assenze. Il secondo: se strutture idonee o disponibili non ci sono, le attività si svolgono comunque, ma a favore della comunità scolastica. Il ragazzo, insomma, non torna al vecchio modello del "resta a casa": è quello che di fatto è successo in molti casi in Valle d'Aosta. Chi volesse leggere il testo può consultare il DPR 8 agosto 2025, n. 134, in vigore dal 10 ottobre scorso.
Il vero collo di bottiglia: chi accoglie i ragazzi
Qui sta il punto critico, e non riguarda solo la Valle d'Aosta. Trovare enti disposti ad assumersi la responsabilità di un minore per alcuni giorni è l'ostacolo pratico che rallenta l'applicazione della norma un po' ovunque.
Al momento in regione sono sei i Comuni pronti a stipulare convenzioni con le scuole – Charvensod, Gressan, Saint-Vincent, Donnas, Verrès e Pont-Saint-Martin – ai quali si aggiungono la Fondazione Sistema Ollignan, la Fondazione Iar e la cooperativa Indaco. Un elenco che, riconosce la stessa Sovrintendenza, non è bastato ad accogliere tutti gli studenti destinatari di una sospensione superiore a due giorni.
Da qui il nuovo avviso per l'anno scolastico 2026/2027, pubblicato sul portale della scuola valdostana Webécole: serve a confermare le adesioni già raccolte e ad allargare la rete a nuovi Comuni, fondazioni, cooperative ed enti del Terzo settore. Modalità, requisiti e termini per candidarsi sono indicati direttamente nell'avviso, che specifica per l'accreditamento requisiti certi di idoneità morale e organizzativa in capo agli enti, oltre alla stipula di apposite polizze assicurative a tutela dei minori ospitati.
Sul valore dell'operazione l'assessore regionale all'Istruzione Erik Lavevaz ha parlato di "un'esperienza formativa e di valore per tutta la nostra comunità", sottolineando il ruolo di raccordo del Coordinamento Solidarietà Valle d'Aosta e l'auspicio di un coinvolgimento più ampio del mondo associativo.
Cosa fare adesso
Per le scuole: settembre è vicino e le attività di cittadinanza attiva e solidale vanno indicate nel PTOF, con l'individuazione dei docenti referenti e la formalizzazione delle convenzioni con gli enti dell'elenco. Conviene arrivare all'avvio dell'anno con gli accordi già definiti, per non trovarsi a gestire il primo caso disciplinare senza un interlocutore esterno.
Per Comuni, associazioni e cooperative: chi è interessato ad accogliere studenti in progetti di utilità sociale può candidarsi rispondendo all'avviso pubblicato su Webécole, dove sono disponibili anche la modulistica e i requisiti richiesti, compresi quelli di idoneità morale, organizzativa e la prescritta copertura assicurativa per i minori.
Per le famiglie: vale la pena leggere il regolamento d'istituto aggiornato, perché è lì che ogni scuola definisce quali attività può proporre e con quali tempi. Le ore svolte rientrano nel monte orario utile alla validità dell'anno scolastico e il mancato svolgimento dell'attività pesa, in sede di scrutinio, sul voto di comportamento.




