A Lerici, in provincia della Spezia, quest'estate qualcuno ha passato le mattine a montare piccoli robot e a discutere di come dovrebbe essere fatta una scuola ideale. Non erano ingegneri: erano ragazzine e ragazzini dell'Istituto Comprensivo ISA 10, in un edificio che a luglio, di solito, ha le persiane chiuse.
Il loro laboratorio è una delle tre storie che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha scelto questa settimana per il suo video racconto #NoiSiamoLeScuole, dedicato stavolta al Piano Estate: tre istituti, in Liguria, Sicilia e Molise, che tra giugno e luglio hanno tenuto aperti cancelli, palestre e aule mentre tutto il resto rallentava.
A Lerici si costruiscono robot (e una scuola immaginaria)
All'ISA 10 il filo conduttore è stato la robotica creativa. Secondo il racconto del Ministero, i ragazzi hanno costruito e programmato robot e hanno lavorato al progetto di una "scuola ideale": due attività che sembrano lontane e invece si tengono insieme, perché entrambe chiedono di immaginare qualcosa e poi provare a farlo funzionare davvero.
Il dettaglio meno appariscente è forse il più interessante. Il Ministero sottolinea che i laboratori sono stati pensati "per non lasciare indietro nessuno": in un istituto comprensivo, dove convivono bambini di età molto diverse e famiglie con possibilità molto diverse, un'aula aperta a luglio è anche un posto dove chi non parte per le vacanze non resta solo.
A Terme Vigliatore la musica arriva fino a Tindari
Nella Città Metropolitana di Messina, l'Istituto Comprensivo "Terme Vigliatore" ha puntato su altro: socializzazione, musica, inglese, gemellaggi elettronici con scuole partner. Cose che, elencate così, suonano come un progetto qualsiasi. Poi si legge dove sono finiti quei laboratori musicali.
Gli studenti si sono esibiti al Teatro Greco di Tindari — pietra affacciata sul mare, uno dei luoghi più belli della Sicilia settentrionale — suonando insieme al cantautore siciliano Mario Incudine. È il tipo di esperienza che, per un dodicenne di un comune di poche migliaia di abitanti, vale più di un anno di raccomandazioni sull'importanza della musica. Il Ministero la inserisce tra i risultati del percorso, insieme alla "promozione dei talenti" e all'educazione al rispetto reciproco: formule istituzionali che, in questo caso, hanno un palcoscenico concreto sotto.
A Campobasso il territorio diventa l'aula
La terza storia arriva dal Convitto Nazionale "Mario Pagano" di Campobasso, dove il Piano Estate ha portato gli alunni fuori dalle mura: attività in acqua, sport all'aria aperta, trekking culturali nell'area archeologica di Altilia-Sepino, la città romana che sta tra i campi del Matese e che molti molisani conoscono solo dai libri di scuola.
Il Ministero parla di un territorio trasformato in "un'aula a cielo aperto". È una definizione che regge, perché il progetto ha coinvolto alunni di gradi scolastici diversi — bambini e ragazzi insieme, cosa che durante l'anno accade raramente — mettendo insieme apprendimento, benessere e stare in gruppo.
Perché queste storie somigliano a tante altre
Il Piano Estate non è una novità: è la misura, sostenuta con i fondi europei del Programma Nazionale 2021-2027, che consente alle scuole di attivare moduli didattici nel periodo di sospensione estiva delle lezioni. Ogni anno centinaia di istituti la usano per organizzare sport, laboratori, recupero, musica, uscite sul territorio. Il video racconto ministeriale ne fotografa tre alla volta, a rotazione: la settimana precedente era toccato a tre scuole del Lazio.
Dietro ogni esperienza raccontata, però, c'è una parte che nei comunicati non compare. Qualcuno ha scritto la candidatura, qualcuno ha tenuto aperta la segreteria, qualcuno ha rinunciato a una settimana di ferie per accompagnare venti bambini a fare trekking sotto il sole di luglio. I docenti e il personale ATA che l'hanno fatto sanno bene quanto costi, in termini organizzativi, tenere in piedi una scuola quando l'anno scolastico è ufficialmente finito.
Vale la pena di ricordarlo proprio mentre si guardano i tre video: quello che si vede è un laboratorio di robotica, un coro su un palco antico, un gruppo di ragazzi in acqua. Quello che non si vede è la ragione per cui esistono.
Le tre storie sono pubblicate sul sito del Ministero: il racconto e i video di #NoiSiamoLeScuole.




