Gli insegnanti di religione cattolica avranno 2.628 posti a tempo indeterminato per l'anno scolastico 2026/2027: il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha comunicato l'autorizzazione del contingente, che riguarda chi ha superato il concorso ordinario o la procedura straordinaria. Le nomine sono attese con decorrenza dal prossimo settembre. Se sei in una delle graduatorie utili, questo è il numero da tenere d'occhio.

Il dato è emerso nell'informativa tra Ministero e sindacati di fine giugno. Per una categoria che da anni chiede un piano di stabilizzazione stabile, è un passaggio atteso, anche se — come vedremo — non tutti i posti disponibili verranno coperti subito.

Come sono divisi i 2.628 posti

La ripartizione comunicata distingue tra i gradi di scuola:

Grado di scuolaPosti autorizzati
Infanzia e primaria991
Secondaria di primo e secondo grado1.637
Totale2.628

Sul canale di provenienza, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali presenti al tavolo, la maggior parte delle assunzioni — circa 1.972 — arriverebbe dal concorso ordinario, mentre le restanti (circa 656) dalla procedura straordinaria. Sono cifre riportate dai sindacati sulla base dell'informativa ministeriale; il provvedimento formale che fissa in via definitiva la ripartizione non risulta ancora pubblicato, quindi vanno lette come dati di indirizzo.

La novità: scorrono entrambe le graduatorie

L'aspetto più rilevante per chi aspetta la nomina riguarda il metodo. È stata accolta la richiesta, avanzata da più sigle sindacali, di procedere con lo scorrimento parallelo delle graduatorie del concorso ordinario e di quelle della procedura straordinaria, invece di esaurire prima un canale e poi l'altro.

In concreto significa che nessuna delle due graduatorie resta ferma in attesa dell'altra: entrambe vengono utilizzate contestualmente. Per i docenti collocati in posizione utile è una garanzia in più di non restare bloccati per il modo in cui sono organizzate le liste.

Attenzione: non tutti i posti saranno coperti subito

Qui sta il punto più delicato. A fronte dei posti disponibili, una quota resterà scoperta nell'immediato per effetto del meccanismo delle compensazioni territoriali. Tradotto: in alcune regioni una graduatoria potrebbe non registrare immissioni pur essendoci posti liberi a livello nazionale, perché quei posti vengono accantonati o redistribuiti secondo criteri di riequilibrio tra territori.

Le conseguenze pratiche sono due. La prima: la distribuzione delle assunzioni non sarà uniforme su tutta Italia. La seconda: alcune graduatorie potrebbero dover attendere ulteriori confronti tecnici tra Ministero e sindacati, previsti nelle prossime settimane, per capire come impiegare le disponibilità rimaste. Le sigle hanno già chiesto un tavolo dedicato proprio su questo, per evitare che il sistema delle compensazioni penalizzi determinate aree.

Il passaggio delle diocesi

C'è un tassello procedurale che i diretti interessati devono conoscere, anche se non dipende da loro. Per sbloccare i contratti, gli Ordinari diocesani devono confermare agli Uffici scolastici regionali l'idoneità all'insegnamento dei candidati in posizione utile. Senza questa conferma la nomina non si perfeziona. È un passaggio interno all'amministrazione e alla diocesi: al docente non è richiesto di attivarsi, ma spiega perché tra autorizzazione del contingente e firma effettiva del contratto passa del tempo.

Cosa fare adesso

Per ora non c'è una domanda da presentare né una scadenza a carico del singolo insegnante: le immissioni in ruolo si gestiscono d'ufficio, a partire dalle graduatorie esistenti e dagli elenchi regionali. Le cose utili da fare sono essenzialmente due:

  • Verifica la tua posizione nella graduatoria di merito o nell'elenco regionale di riferimento, così da sapere se rientri tra le posizioni potenzialmente utili sul contingente della tua regione.
  • Segui le comunicazioni dell'Ufficio scolastico regionale competente: sono gli USR, insieme agli Ordinari diocesani, a gestire le operazioni fino alla stipula dei contratti.

Resta aperta la partita più politica: alcune sigle considerano il contingente ancora insufficiente rispetto al fabbisogno e chiedono di rivedere la quota di posti riservabili a tempo indeterminato, oggi fissata dalla legge. Su questo, però, non ci sono novità normative confermate: se ne discuterà nei prossimi tavoli. Gli aggiornamenti operativi passeranno dai canali ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito e dagli Uffici scolastici regionali.