Chi spera di lavorare più vicino a casa il prossimo anno scolastico ha una data da segnare: giovedì 9 luglio. È il giorno in cui, secondo la convocazione arrivata alle organizzazioni sindacali, Ministero dell'Istruzione e del Merito e sindacati dovrebbero firmare in via definitiva il contratto che regola utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale della scuola. Da quella firma dipende l'apertura delle domande di mobilità annuale per il 2026/2027.
In pratica: finché il contratto — il cosiddetto CCNI — non è sottoscritto, il Ministero non può pubblicare la nota con le istruzioni e le date per presentare domanda. La firma sblocca quindi l'intera procedura che interessa docenti, personale educativo e ATA.
Di cosa si tratta
Utilizzazione e assegnazione provvisoria sono le due strade della cosiddetta mobilità annuale: permettono a chi è di ruolo di prestare servizio per un solo anno scolastico in una scuola o in una provincia diversa da quella di titolarità, senza perdere la sede definitiva. È lo strumento a cui ricorre soprattutto chi è stato immesso in ruolo lontano da casa e chiede di avvicinarsi alla famiglia.
L'assegnazione provvisoria, in particolare, si può chiedere per motivi ben precisi: ricongiungimento ai figli, al coniuge o al convivente, assistenza a un familiare con disabilità grave (Legge 104) o gravi esigenze di salute. L'utilizzazione riguarda invece soprattutto il personale in esubero o che ha perso la sede, e i docenti che chiedono di essere impiegati su sostegno o su altri posti specifici.
Chi riguarda
La platea è ampia: docenti a tempo indeterminato di ogni grado, personale educativo, insegnanti di religione cattolica e personale ATA. Le modalità di presentazione cambiano a seconda della categoria — alcune presentano l'istanza online tramite POLIS/Istanze Online, altre con modello cartaceo — ma i dettagli saranno confermati dalla nota ministeriale che di norma accompagna la firma.
Le date per le domande? Ancora da fissare
Qui serve prudenza. La convocazione riguarda la firma del contratto, non ancora l'apertura delle domande. Le date esatte per presentare l'istanza non sono state pubblicate e arriveranno con la nota operativa del Ministero, attesa a ridosso della sottoscrizione. Negli anni scorsi la finestra si è aperta a metà luglio ed è durata circa una decina di giorni: è ragionevole aspettarsi tempi simili, ma conviene attendere la comunicazione ufficiale prima di dare per certa qualsiasi scadenza.
Il consiglio pratico, in queste ore, è uno solo: tenersi pronti. Chi conta di fare domanda può iniziare a mettere in ordine la documentazione — certificati per il ricongiungimento, documentazione relativa alla Legge 104, eventuali attestazioni sanitarie — così da non farsi cogliere impreparato quando la finestra si aprirà, quasi certamente con pochi giorni di preavviso.
Perché la firma conta
Il contratto su utilizzazioni e assegnazioni provvisorie va perfezionato prima dell'avvio del nuovo anno scolastico: senza quel passaggio, le assegnazioni resterebbero bloccate e chi ha diritto ad avvicinarsi non potrebbe presentare domanda in tempo utile per settembre. La firma del 9 luglio, se confermata, è quindi il via libera che molti aspettavano.
La FLC CGIL, che parteciperà all'incontro, ha fatto sapere che informerà i lavoratori sui contenuti dell'accordo e sulle date delle domande non appena disponibili.
Cosa fare adesso
- Verificare di rientrare tra gli aventi diritto (ricongiungimento familiare, Legge 104 o motivi di salute per l'assegnazione provvisoria).
- Preparare in anticipo la documentazione necessaria, senza aspettare l'ultimo momento.
- Seguire il portale del Ministero e i canali sindacali per la nota con date e modalità.
- Non fidarsi di scadenze presentate come "certe" prima della pubblicazione ufficiale: le date valide sono solo quelle indicate nella nota del Ministero.




