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Riforma Licei 2026, fuori Marx e Spinoza dai programmi di filosofia

Riforma Licei 2026, fuori Marx e Spinoza dai programmi di filosofia

È bufera sulle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, la bozza di riforma dei programmi licenziata il 22 aprile 2026 dalla Commissione ministeriale presieduta dalla pedagogista Loredana Perla e attualmente in consultazione pubblica fino al 31 maggio. Nel mirino degli intellettuali italiani il nuovo canone degli autori per l'insegnamento della filosofia nei licei, dal quale risultano esclusi alcuni nomi cardine della tradizione moderna e contemporanea: Spinoza, Leibniz, Fichte, Schelling, Marx e Gramsci. Una scelta che ha portato oltre 60 docenti universitari di tutta Italia a firmare la petizione "Difendiamo l'insegnamento della filosofia a scuola", pubblicata su Change.org con in testa Massimo Cacciari (Università Vita-Salute San Raffaele) e Gaetano Lettieri (prorettore alle Politiche culturali della Sapienza), che ha già raccolto oltre 3.000 adesioni e che parla apertamente di "progetto di egemonia culturale". Il Ministero, attraverso la voce della stessa Perla, replica: "Sono indicazioni, non un elenco obbligatorio. Agli insegnanti nessuna imposizione". La riforma entrerà in vigore presumibilmente dall'anno scolastico 2027/2028.

Cosa prevede la bozza: il nuovo canone degli autori di filosofia

Le Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, pubblicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito il 22 aprile 2026 con il comunicato ufficiale "Pubblicato il testo delle nuove Indicazioni nazionali per i Licei", ridisegnano l'intero impianto della filosofia nel secondo ciclo. Il documento propone una doppia caratterizzazione della disciplina, "pratica concreta di riflessione, interrogazione, giudizio e argomentazione" da un lato, "sapere storico e teorico" dall'altro, invitando i docenti a "uscire dalla comodità del commento storiografico per entrare nella dimensione del laboratorio del pensiero".

Il canone proposto, pur dichiarato "esemplificativo e non vincolante", elenca i seguenti autori e correnti: presocratici, Socrate, Platone, Aristotele, filosofia ellenistico-romana, Agostino e patristica, Tommaso e scolastica, umanesimo e Rinascimento, Galilei, Cartesio, Hume, Kant per il problema della conoscenza, Hobbes, Locke e Rousseau per il pensiero politico, illuminismo, Hegel e idealismo, la "reazione allo hegelismo", la "filosofia italiana dell'Ottocento", positivismo, darwinismo, Nietzsche. Per il Novecento: Husserl, Freud, Heidegger, neoidealismo italiano (Croce e Gentile), Wittgenstein, neopositivismo logico, vitalismo, pragmatismo, personalismo, ermeneutica filosofica, marxismo e Scuola di Francoforte, Hannah Arendt, filosofia analitica anglo-americana.

Gli autori "espulsi": Spinoza, Marx, Fichte, Schelling, Gramsci

Il problema, secondo i firmatari dell'appello, sta in chi non compare nel canone. Nella lista degli autori da studiare nei licei mancano infatti diversi nomi tradizionalmente considerati imprescindibili: Baruch Spinoza e Gottfried Leibniz tra i grandi razionalisti del Seicento; Johann Gottlieb Fichte e Friedrich Schelling, anelli centrali dell'idealismo tedesco tra Kant e Hegel; Karl Marx, citato solo come "corrente" (marxismo) e non come autore singolo; Antonio Gramsci, completamente assente. Risulta inoltre ridotta la trattazione di Kant, mentre Hobbes, Locke e Rousseau – nucleo del pensiero politico moderno – sono inseriti con un approccio definito dai contestatori "superficiale".

L'appello di 60 prof: "Una polpetta avvelenata al mondo della scuola"

L'appello "Difendiamo l'insegnamento della filosofia a scuola", lanciato su Change.org il 12 maggio 2026 e rilanciato il giorno seguente da Il Fatto Quotidiano, ha raccolto in poche settimane le firme di oltre 60 docenti universitari di filosofia e discipline affini, oltre 3.000 adesioni complessive. Tra i firmatari spiccano i nomi di Massimo Cacciari, già sindaco di Venezia, professore emerito di Cà Foscari e preside della facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; Gaetano Lettieri, professore ordinario di Storia del cristianesimo e delle chiese e prorettore alle Politiche culturali dell'Università La Sapienza di Roma; Giuseppe Licata e Sandro Mezzadra, docenti universitari di filosofia.

Nel testo dell'appello gli accademici parlano di "temeraria esclusione di alcuni grandi classici della tradizione moderna e contemporanea, veri e propri giganti della filosofia razionalista e materialista e, più in generale, del pensiero critico". I docenti contestano in particolare il fatto che gli autori espunti vengano sostituiti con una "non meglio specificata filosofia italiana dell'Ottocento" e con il riferimento al "neo-idealismo crociano e gentiliano", quest'ultimo astratto – sottolineano – dalle sue radici nel marxismo italiano e dalla critica gramsciana. La conclusione è netta: si tratta di "un fantasioso progetto di egemonia culturale che un governo in ritirata tenta di lasciare, a legislatura quasi conclusa, come polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni".

La replica di Loredana Perla: "Solo indicazioni, libertà piena per i docenti"

A rispondere alle critiche, sulle colonne de La Repubblica, è stata la stessa presidente della Commissione, Loredana Perla. "Solo indicazioni, agli insegnanti nessuna imposizione. Le loro correnti sono menzionate, i nuovi programmi sono al centro di una democratica consultazione in cui ogni contributo verrà tenuto in considerazione", ha dichiarato. Secondo Perla, "il dibattito su chi c'è e chi manca fra i filosofi elencati rischia di essere collegato solo al secondo approccio e di fraintendere l'intero impianto delle Indicazioni". Le nuove linee guida, ha sottolineato, "fanno riferimento alla libertà e all'esperienza del docente nel costruire il percorso di studio, pur nominando autori imprescindibili, ma non ritengono di dover imporre agli insegnanti un elenco obbligatorio o una sequela di autori da trattare". La pedagogista ha inoltre evidenziato che "in tutto il percorso di elaborazione delle Nuove Indicazioni vi è stata una costante consultazione con le Società di Filosofia appartenenti alla Consulta Nazionale di Filosofia e con la comunità filosofica italiana, con la possibilità di modificare il testo".

L'interrogazione parlamentare di AVS: "Ossessione ideologica"

Il caso è arrivato anche in Parlamento. Il 12 maggio 2026 il gruppo di Alleanza Verdi-Sinistra ha presentato un'interrogazione parlamentare, a firma del senatore Peppe De Cristofaro, che accusa il ministro Valditara di "ossessione ideologica" per la marginalizzazione di Spinoza e Marx dal canone proposto. L'interrogazione evidenzia preoccupazioni sul pluralismo culturale e sul rischio di una "visione centralizzata" dell'insegnamento della filosofia, chiedendo al Governo di garantire un curricolo "aperto, critico e democratico". Sul fronte opposto, da settori della maggioranza si difende l'impostazione ministeriale come un legittimo tentativo di "ricalibrare" il canone scolastico valorizzando la tradizione italiana e occidentale e introducendo, per la prima volta, l'obbligo di affrontare anche figure femminili di rilievo nella storia della filosofia, da Ipazia a Ildegarda di Bingen, da Madame de Staël a Edith Stein e Simone Weil.

Non solo filosofia: Promessi Sposi rinviati al quarto anno e addio alla Geostoria

La riforma Valditara non riguarda solo la filosofia. La bozza propone di rinviare lo studio integrale de "I Promessi Sposi" dal secondo al quarto anno di liceo, ipotesi che ha già scatenato un acceso dibattito mediatico. Su questo punto, peraltro, lo stesso ministro Valditara è intervenuto in una lettera a La Repubblica precisando che "si tratta di riflessioni di un gruppo di lavoro coordinato dal professor Claudio Giunta, senz'altro rispettabili e che non intendono affatto svalutare l'importanza dell'opera manzoniana, ma che non necessariamente condivido". Altre novità di rilievo: la separazione tra Storia e Geografia nel biennio, con l'archiviazione della Geostoria come materia integrata; l'introduzione strutturale dell'intelligenza artificiale come tematica trasversale, con particolare attenzione in matematica; l'inserimento dei syllabi di russo e cinese tra le lingue dei licei linguistici; il CLIL (insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera) che diventa curricolare e non più opzionale.

I prossimi passi: consultazione fino al 31 maggio, in vigore dal 2027/28

La bozza è attualmente in fase di consultazione pubblica fino al 31 maggio 2026. Il Ministero ha inviato a quasi tutte le scuole un questionario di nove pagine, elaborato dalla stessa Commissione Perla, da compilare esclusivamente online. L'Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha già contestato lo strumento, rilevando che "lo spazio a disposizione delle istituzioni scolastiche è troppo esiguo per formulare osservazioni e proposte adeguatamente argomentate" e che il questionario "consente esclusivamente l'espressione di giudizi positivi, escludendo di fatto la possibilità di formulare valutazioni più critiche". Solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica – che include incontri della Commissione con associazioni professionali, disciplinari, sindacali, dei genitori e degli studenti – il Ministro Valditara adotterà ufficialmente il nuovo impianto normativo. L'entrata in vigore a regime è prevista per l'anno scolastico 2027/2028, a partire dalle classi prime e con applicazione progressiva negli anni successivi. L'anno 2026/2027 sarà dedicato all'approvazione del decreto definitivo, alla preparazione di docenti e manuali. Nel frattempo, la mobilitazione degli intellettuali sembra destinata a crescere: i firmatari dell'appello hanno invitato esplicitamente "i colleghi, gli studenti, le società di settore a favorire l'apertura di una discussione autenticamente democratica" e a chiedere "il ritiro delle linee guida e una proposta alternativa realmente condivisa da tutti gli attori del mondo della scuola e dell'università".

Vincenzo Schirripa

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