Aprile e maggio 2026 si annunciano come un periodo di forte agitazione per il mondo della scuola. Sono cinque le giornate di sciopero già proclamate tra il 20 aprile e il 7 maggio, con temi che spaziano dagli stipendi alle prove INVALSI, passando per la leva militare e le politiche scolastiche del Governo. Ecco il calendario completo con i dettagli su chi si ferma, perché e cosa rischiano le lezioni.
20 aprile 2026: doppio sciopero, manifestazione a Roma
Lunedì 20 aprile è la giornata più affollata di proclamazioni. Due sigle sindacali distinte hanno indetto lo sciopero per l'intera giornata, entrambe nel comparto Istruzione e Ricerca.
Il Saese (Sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia) chiama all'astensione tutto il personale docente e ATA a tempo indeterminato, atipico e precario della scuola. Tra le rivendicazioni: il divieto di svolgimento degli Open Day nei giorni festivi, il riconoscimento del diritto al riposo domenicale e l'opposizione ai provvedimenti legislativi del Governo in ambito scolastico.
L'Unicobas Scuola e Università ha proclamato anch'esso lo sciopero per l'intera giornata del 20 aprile, coinvolgendo il personale docente e ATA delle scuole, della ricerca e delle università. È prevista una manifestazione sotto al Ministero dell'Istruzione e del Merito in viale Trastevere a Roma dalle 9 alle 14. I motivi dichiarati sono: opposizione ai tagli alle ferie estive, richiesta di investimenti su scuola, casa e sanità, un aumento di 200 euro netti per tutti a recupero dell'inflazione, l'introduzione della quattordicesima mensilità e il no a ogni «svolta autoritaria nella scuola».
23 e 24 aprile 2026: sciopero generale del pubblico impiego
Il sindacato Csle ha proclamato uno sciopero nazionale di due giorni — giovedì 23 e venerdì 24 aprile — che interessa diversi comparti della pubblica amministrazione, tra cui quello dell'Istruzione e della Ricerca. Nel settore scolastico la mobilitazione è rivolta a tutto il personale, docente e ATA, senza distinzioni di ruolo o contratto.
Le due giornate si collocano a ridosso del ponte del 25 aprile, Festa della Liberazione, il che rende concreto il rischio di una settimana di lezioni fortemente compromessa per molte scuole. I dirigenti scolastici sono già stati invitati a comunicare tempestivamente alle famiglie l'eventuale impatto sulla didattica.
6 e 7 maggio 2026: sciopero contro le prove INVALSI
La stagione di proteste prosegue a maggio con le giornate più cariche di significato simbolico: mercoledì 6 e giovedì 7 maggio, in coincidenza con le date di somministrazione delle prove INVALSI nella scuola primaria.
Lo sciopero è stato proclamato da Cobas Scuola e Cobas Scuola Sardegna per entrambe le giornate, coinvolgendo il personale docente, ATA, educativo e dirigente a tempo determinato e indeterminato, in Italia e all'estero. Le sigle Sgb e Cub Sur scioperano solo il 6 maggio. Il sindacato Usb ha invece proclamato la propria adesione per il solo 7 maggio, aggiungendo alle rivendicazioni anche l'opposizione alla riforma degli istituti tecnici e alla reintroduzione della leva militare obbligatoria.
La scelta delle date non è casuale. Cobas Scuola ha spiegato apertamente la propria strategia: le prove INVALSI della primaria cadono proprio nei giorni 6 e 7 maggio, e lo sciopero punta a ridurne al massimo la somministrazione. Il sindacato non chiede ai docenti di scioperare necessariamente entrambi i giorni, ma di scegliere la giornata in cui l'adesione avrà maggiore impatto. Lo sciopero è comunque esteso a tutti gli ordini e gradi di scuola, non solo alla primaria.
Le motivazioni dichiarate contro le prove INVALSI sono di natura pedagogica: i test sarebbero «decontestualizzati» e incapaci di misurare reali competenze, avrebbero diffuso nelle scuole la pratica del teaching to test — cioè insegnare solo in funzione delle prove — e non avrebbero prodotto alcun miglioramento effettivo nel sistema educativo. Alle critiche sulle prove standardizzate si aggiungono le rivendicazioni sugli stipendi, il contrasto al precariato, il no alle Indicazioni Nazionali 2025 e l'opposizione alla riduzione a quattro anni dei percorsi di istruzione secondaria.
Cosa cambia per famiglie e studenti
Le scuole non chiudono automaticamente in caso di sciopero: gli istituti restano aperti, ma il regolare svolgimento delle lezioni dipende dal numero di lavoratori che decidono di aderire. In caso di adesione elevata possono verificarsi entrate posticipate, uscite anticipate o riduzioni dell'orario. I dirigenti scolastici sono tenuti a comunicare preventivamente alle famiglie la situazione, tramite registro elettronico o avvisi ufficiali.
Per consultare in tempo reale le proclamazioni di sciopero nel pubblico impiego è possibile fare riferimento al Cruscotto degli scioperi del Dipartimento della Funzione Pubblica, che raccoglie tutti gli atti ufficiali delle sigle sindacali.
Riepilogo date
- 20 aprile 2026 — Sciopero Saese e Unicobas (personale docente e ATA, intera giornata). Manifestazione a Roma in viale Trastevere, ore 9-14.
- 23-24 aprile 2026 — Sciopero generale Csle (tutto il personale scolastico, due giornate consecutive).
- 6 maggio 2026 — Sciopero Cobas Scuola, Cobas Scuola Sardegna, Sgb, Cub Sur (contro INVALSI, tutti gli ordini di scuola).
- 7 maggio 2026 — Sciopero Cobas Scuola, Cobas Scuola Sardegna, Usb (contro INVALSI, riforma istituti tecnici, leva militare).
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