Si rincorrono nelle ultime settimane indiscrezioni su un presunto piano del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per abolire il precariato della scuola affidando l'intero reclutamento ai concorsi e cancellando le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). I provvedimenti adottati negli ultimi dodici mesi non confermano l'abolizione delle GPS, ma delineano un riassetto che retrocede il peso assunzionale delle graduatorie provinciali e rafforza il concorso pubblico come canale ordinario di accesso al ruolo, affiancato dai nuovi elenchi regionali.
L'asse della strategia ministeriale è dichiarato: nelle comunicazioni ufficiali il Ministro ha definito ogni provvedimento sul tema come "un altro passo avanti nella lotta contro il precariato e per la continuità didattica". La linea è coerente con gli impegni assunti dal Governo italiano in sede europea, in particolare a seguito del deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per l'abuso dei contratti a termine nella scuola.
Cosa dice davvero la normativa: gli elenchi regionali
Il provvedimento più rilevante è il decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026, che ha disciplinato la costituzione degli elenchi regionali per le immissioni in ruolo dell'anno scolastico 2026/2027. Il decreto dà attuazione all'articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, comma introdotto dal decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, convertito nella legge 5 giugno 2025, n. 79, e successivamente modificato dal decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito nella legge 20 aprile 2026, n. 50.
Gli elenchi regionali accolgono i vincitori e gli idonei non assunti dei concorsi banditi dal 1° gennaio 2020 in poi, a condizione del superamento della prova orale con almeno 70 punti su 100 (o 56 punti nella prova scritta per il concorso straordinario 2020 bandito con DD n. 510/2020). L'iscrizione consente l'immissione in ruolo anche in una regione diversa da quella in cui si è sostenuto il concorso, secondo un meccanismo di compensazione territoriale. La finestra per la presentazione delle domande si è aperta il 6 maggio e si chiuderà il 25 maggio 2026.
La nuova gerarchia delle assunzioni
L'articolo 5 del DM 68/2026 fissa la sequenza con cui le diverse fonti vengono attivate per l'immissione in ruolo. Per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto, l'utilizzo degli elenchi regionali è consentito solo dopo l'esaurimento delle graduatorie dei vincitori di concorso e delle graduatorie degli idonei, comprese le integrazioni previste dalla normativa vigente, ovvero il cosiddetto "elenco del 30%".
Solo dopo lo scorrimento degli elenchi regionali si procede, per il sostegno, allo scorrimento della prima fascia delle GPS. Lo ha stabilito espressamente il decreto-legge 31 agosto 2025, n. 127, convertito con modificazioni dalla legge 24 ottobre 2025, n. 159, che ha prorogato per il 2026/2027 le assunzioni da GPS sostegno prima fascia disciplinate ora dal decreto ministeriale n. 58 del 31 marzo 2026.
Le GPS non sono abolite, ma diventano residuali
Le GPS non sono state né soppresse né messe in discussione come strumento per il conferimento delle supplenze. Le graduatorie sono in pieno aggiornamento per il biennio 2026/2027 – 2027/2028, con istanze già acquisite e attualmente in fase di verifica da parte delle scuole polo delegate dagli Uffici scolastici territoriali. Resta confermato il loro ruolo come bacino di riferimento per l'attribuzione delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche, tramite le 150 preferenze e la successiva mini call veloce per le sedi residue.
Quello che cambia, in modo significativo, è il loro peso ai fini delle immissioni in ruolo. L'introduzione degli elenchi regionali rende più residuale il bacino di posti che effettivamente arriva allo scorrimento delle GPS sostegno prima fascia, confermando comunque il canale come valvola di sfogo per le province con graduatorie concorsuali esaurite. Per i posti comuni, l'assunzione tramite GPS non è prevista in via ordinaria già dalla normativa previgente.
Il contesto europeo e il vincolo PNRR
Il riassetto si inserisce in un quadro vincolato dagli impegni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede l'assunzione di 70.000 docenti entro il 2026 attraverso le procedure concorsuali. A questo si aggiunge la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea pubblicata il 13 maggio 2026, che ha condannato l'Italia per l'inadempimento rispetto alla normativa europea sulla reiterazione dei contratti a termine nella scuola, con riferimento alla direttiva 1999/70/CE.
Su questo punto le organizzazioni sindacali hanno chiesto un piano straordinario di stabilizzazione anche per il personale ATA, che la pronuncia europea ha esplicitamente incluso nel perimetro della violazione contestata all'Italia.
La posizione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nel parere reso nella seduta plenaria n. 162 del 16 marzo 2026, ha espresso osservazioni sullo schema di decreto poi divenuto DM 68/2026, chiedendo al Ministero di fornire "certezza sui posti effettivamente vacanti e disponibili nelle singole regioni". Il MIM ha ritenuto la richiesta non praticabile, motivando con l'incompatibilità temporale tra la redazione degli elenchi e la conoscenza preventiva delle autorizzazioni assunzionali e degli esiti del reclutamento ordinario.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il DM 68/2026 rinvia a successivi decreti ministeriali, da adottare entro il 31 dicembre di ciascun anno, per la disciplina degli elenchi regionali negli anni futuri. Si tratta di un'indicazione che segnala l'intenzione di rendere strutturale, e non episodico, il canale degli elenchi. Sulla stessa linea si colloca la conferma del concorso pubblico come canale principale di accesso al ruolo, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 97 della Costituzione e dall'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Resta aperta, nel dibattito sindacale e politico, la questione del cosiddetto doppio canale di reclutamento, ipotesi più volte richiamata dalle organizzazioni sindacali e da una parte della maggioranza, che prevedrebbe l'apertura di un canale di stabilizzazione anche per i docenti precari con servizio pluriennale iscritti in GPS, fermo restando il concorso pubblico come canale ordinario. Allo stato attuale, nessun provvedimento normativo né dichiarazione ufficiale del Ministero ha formalizzato un'opzione in questa direzione.
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