Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato il decreto che apre, dal prossimo anno scolastico, la possibilità di immissione in ruolo in regioni diverse da quelle in cui si è svolto il concorso. Si tratta del decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026, che disciplina la costituzione dei nuovi elenchi regionali previsti dall'articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 297/1994. Una misura attesa da migliaia di vincitori e idonei dei concorsi banditi dal 2020 in poi che, pur avendo superato le prove, non sono ancora stati assunti.
Cosa prevede il provvedimento
Il decreto dà attuazione alla norma introdotta dal decreto-legge 45/2025, convertito nella legge 79/2025, e successivamente modificata dal decreto-legge 19/2026, convertito nella legge 50/2026. L'obiettivo dichiarato è introdurre un meccanismo di compensazione territoriale: coprire con contratti a tempo indeterminato i posti vacanti nelle regioni in cui il numero degli aspiranti non risulta sufficiente a soddisfare il fabbisogno, attingendo a candidati di altre regioni. Gli elenchi regionali, suddivisi per classe di concorso e tipologia di posto, saranno pubblicati dagli Uffici Scolastici Regionali sui siti istituzionali e diventeranno operativi a partire dall'anno scolastico 2026/2027, con aggiornamento annuale.
Si tratta di un canale residuale e non sostitutivo: gli elenchi entreranno in gioco soltanto in caso di esaurimento delle graduatorie ordinarie dei vincitori e degli idonei, comprese le integrazioni del cosiddetto elenco del 30%. Avranno però priorità rispetto allo scorrimento della prima fascia GPS sostegno e alla mini call veloce, riducendo di fatto i posti disponibili per queste due procedure.
Chi può presentare domanda
Possono iscriversi agli elenchi regionali i candidati che hanno partecipato a una delle procedure concorsuali per posti comuni e di sostegno nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado bandite a decorrere dal 1° gennaio 2020, la cui graduatoria sia stata pubblicata entro il 31 agosto 2025 oppure tra il 1° settembre e il 10 dicembre 2025. Rientrano nello specifico i concorsi ordinari 2020, lo straordinario 2020 della scuola secondaria, le procedure STEM 1 e STEM 2, il concorso di educazione motoria nella scuola primaria, i concorsi PNRR 1 del 2023 e PNRR 2 del 2024.
Possono inoltre presentare istanza i candidati del concorso straordinario 2020 (decreto dipartimentale n. 510 del 23 aprile 2020) che abbiano conseguito almeno il punteggio minimo previsto per il superamento della prova scritta, pari a 56 punti, purché non già destinatari di un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato finalizzato al ruolo. Resta salva l'applicazione della riserva prevista dalla legge 68/1999 per le categorie protette. Per chi sta valutando di partecipare ed ha bisogno di chiarimenti sulle classi di concorso o sui requisiti di accesso, è possibile consultare i servizi di orientamento e formazione di Formacenter.
Una sola regione, una sola domanda
Ciascun candidato potrà concorrere per un'unica regione di destinazione e per tutte le classi di concorso per cui ha titolo, utilizzando una sola istanza. Qualora il candidato abbia titolo all'iscrizione per la stessa classe di concorso in più procedure concorsuali, la posizione sarà determinata sulla base della procedura temporalmente precedente. All'interno di ciascuna sezione l'ordine sarà definito dal punteggio conseguito; per il concorso straordinario 2020 conta esclusivamente il punteggio della prova scritta.
Ogni elenco regionale sarà articolato in due sezioni: una prima sezione riservata a chi ha sostenuto il concorso nella regione di iscrizione, una seconda sezione per chi ha sostenuto il concorso in una regione diversa. La precedenza è quindi accordata a chi resta nel proprio territorio concorsuale.
Come e quando presentare la domanda
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il Portale Unico del reclutamento (InPA), all'indirizzo www.inpa.gov.it. Per accedere alla compilazione dell'istanza occorre disporre delle credenziali SPID o CIE ed essere abilitati al servizio "Istanze on line". In alternativa, il servizio è raggiungibile dall'applicazione "Piattaforma Concorsi e Procedure selettive" sul sito del Ministero. Le istanze presentate con modalità diverse non saranno prese in considerazione.
La finestra temporale è di venti giorni: i termini saranno aperti dalle ore 9.00 del giorno di pubblicazione dell'avviso ufficiale e si chiuderanno alle ore 23.59 del diciannovesimo giorno successivo. Secondo quanto anticipato dalla UIL Scuola, la presentazione delle domande dovrebbe svolgersi dal 6 al 25 maggio 2026, ma le date sono ancora da confermare con apposito avviso del Ministero.
Cinque giorni per accettare la nomina
I candidati individuati tramite scorrimento degli elenchi regionali, destinatari di contratto a tempo indeterminato oppure di contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo (per chi non è ancora abilitato), dovranno accettare o rinunciare esplicitamente alla sede assegnata entro cinque giorni dalla proposta. L'accettazione di un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato finalizzato al ruolo determina l'immediata cancellazione dall'elenco regionale per tutte le classi di concorso e tipologie di posto in cui l'aspirante risulta inserito.
Per chi sottoscrive un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo perché non ancora abilitato, la stabilizzazione passa attraverso il completamento del percorso abilitante (i percorsi 30/36/60 CFU disciplinati dal DPCM 4 agosto 2023 o le procedure abilitanti del MIM) durante l'anno di servizio. In caso di completamento positivo, il contratto a tempo indeterminato decorre giuridicamente dal 1° settembre 2027 ed economicamente dalla presa di servizio nell'anno scolastico 2027/2028.
La voce del Ministro e il quadro complessivo
Per il Ministro Valditara si tratta di "un'altra promessa rispettata, un altro passo avanti nella lotta contro il precariato e per garantire la continuità didattica". Il provvedimento si inserisce nel più ampio quadro delle riforme del reclutamento docenti previste dal PNRR e mira, secondo il dicastero di viale Trastevere, a massimizzare le immissioni in ruolo riducendo l'incidenza del precariato e il ricorso ai contratti a tempo determinato.
Prima dell'apertura della procedura, gli Uffici Scolastici Regionali dovranno pubblicare la consistenza numerica delle graduatorie ancora vigenti per le immissioni in ruolo, tenendo conto delle operazioni di reclutamento già effettuate e delle cancellazioni previste. Un passaggio fondamentale per consentire ai candidati di valutare con cognizione di causa la regione di destinazione su cui orientare la propria istanza.
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