Vai al contenuto
Corso Dattilografia Formacenter
Supplenze brevi, caos nelle scuole: sempre più difficile trovare docenti. Interpelli e MAD, un sistema che non convince

Supplenze brevi, caos nelle scuole: sempre più difficile trovare docenti. Interpelli e MAD, un sistema che non convince

Trovare docenti per le supplenze brevi è sempre più difficile. Le scuole segnalano criticità quotidiane nel coprire anche assenze di pochi giorni, con classi scoperte, studenti redistribuiti e docenti costretti a gestire carichi di lavoro aggiuntivi.

Un problema strutturale che negli ultimi mesi si è aggravato e che si intreccia con le nuove modalità di reclutamento fuori graduatoria, come gli interpelli. Strumenti introdotti per velocizzare le nomine, ma che nella pratica stanno generando più di una perplessità.

Supplenze brevi: una criticità ormai cronica

Le supplenze di breve durata rappresentano da sempre uno dei punti più fragili del sistema scolastico. Quando le graduatorie risultano esaurite o non disponibili, i dirigenti scolastici si trovano a dover reperire rapidamente docenti disponibili, spesso senza strumenti realmente efficaci.

La conseguenza è una gestione emergenziale: ore scoperte, continui adattamenti dell’orario e una didattica inevitabilmente discontinua per gli studenti.

Interpelli: uno strumento nato per semplificare

Per rispondere a queste difficoltà, è stato rafforzato l’utilizzo degli interpelli, ovvero avvisi pubblici attraverso i quali le scuole possono cercare docenti anche al di fuori delle graduatorie.

Si tratta di una procedura prevista nell’ambito delle supplenze:

L’obiettivo è garantire rapidità e trasparenza. Tuttavia, nella pratica, stanno emergendo criticità legate soprattutto alla gestione concreta delle procedure.

Tempi stretti e difficoltà di partecipazione

Uno dei problemi più segnalati riguarda i tempi di pubblicazione e scadenza degli interpelli, spesso estremamente ridotti.

In molti casi, gli avvisi restano aperti poche ore. Questo rende difficile la partecipazione anche per docenti interessati e disponibili, che non sempre riescono a intercettare tempestivamente le opportunità.

Il problema si riflette anche sui sistemi automatici di monitoraggio: non sempre le notifiche arrivano in tempo utile, rendendo di fatto casuale la possibilità di candidarsi.

Interpelli deserti e procedure non uniformi

Quando un interpello va deserto, non esiste una linea operativa uniforme. Alcune scuole ricorrono alle MAD (messe a disposizione), altre pubblicano nuovi interpelli, altre ancora cercano soluzioni interne.

Questa mancanza di regole condivise crea un sistema frammentato, difficile da interpretare sia per le scuole sia per i docenti.

Interpello preventivo: la svolta che riapre il dibattito

Per cercare di superare queste difficoltà, il Ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto con un chiarimento significativo.

Con la nota n. 160706 del 9 ottobre 2024 , è stato infatti precisato che i Dirigenti scolastici possono “attivare preventivamente le procedure previste dall’art. 13, comma 23, dell’O.M. n. 88/2024”.

In altre parole, le scuole possono pubblicare interpelli anche senza una supplenza immediata, raccogliendo in anticipo le disponibilità dei docenti, in particolare per incarichi fino a 10 giorni nella scuola dell’infanzia e primaria.

Nasce così l’interpello preventivo, pensato per velocizzare ulteriormente le nomine.

Ma allora cosa cambia rispetto alla MAD?

Ed è proprio qui che emerge il nodo centrale.

Se l’interpello diventa preventivo, quindi utilizzato per raccogliere candidature in anticipo senza una reale esigenza immediata, la differenza rispetto alla MAD si riduce notevolmente.

Da anni, infatti, la MAD consente ai docenti di segnalare la propria disponibilità alle scuole, creando un bacino di candidati da utilizzare al bisogno.

Con l’interpello preventivo accade qualcosa di molto simile: è la scuola a pubblicare l’avviso, ma il risultato è comunque la creazione di un elenco di disponibilità future.

La differenza appare quindi più formale che sostanziale.

Il punto di vista della redazione

L’introduzione dell’interpello preventivo rappresenta un tentativo di rendere il sistema più efficiente. Tuttavia, nella sua applicazione concreta, solleva un interrogativo legittimo: si sta davvero semplificando o si sta duplicando uno strumento già esistente?

Se la funzione è quella di raccogliere candidature in anticipo, la MAD svolge già questo ruolo da anni. Forse sarebbe stato più efficace intervenire proprio su questo strumento, regolamentandolo meglio e rendendolo più trasparente e uniforme.

Oggi, invece, ci si trova di fronte a un sistema in cui interpelli e MAD convivono, spesso sovrapponendosi, con modalità diverse da scuola a scuola.

Per i docenti significa maggiore incertezza e la necessità di monitorare più canali. Per le scuole, una gestione più complessa senza un reale vantaggio operativo evidente.

Serve una semplificazione reale

Il problema delle supplenze brevi resta aperto e richiede soluzioni più chiare e strutturate.

Servono regole uniformi, tempi certi e strumenti realmente centralizzati. Senza questi elementi, il rischio è quello di continuare ad aggiungere livelli di complessità senza risolvere le criticità di fondo.

E nel frattempo, le classi restano scoperte.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

Segui NewsIstruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola