Arrivano dure critiche dalla Federazione Gilda Unams sulla bozza della legge di Bilancio in corso di circolazione. Il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha definito il provvedimento "una beffa, l'ennesima, ai danni della Scuola e dell'Istruzione", denunciando la totale assenza di investimenti specifici per il settore.

"Ancora una volta è previsto zero per la Scuola, un fatto gravissimo", ha dichiarato Castellana in un video pubblicato sui social, puntando il dito contro le promesse del governo non seguite da atti politici concreti. Nel testo della manovra, secondo quanto denunciato, sono previsti quasi 7mila tagli giustificati dall'alibi della denatalità, un'occasione mancata invece per riportare le classi a dimensioni umane, mentre le scuole paritarie non subirebbero alcuna decurtazione.

Nel mirino del sindacato ci sono anche altre voci della manovra economica, tra cui l'investimento di circa un miliardo e duecento milioni per innalzare l'aliquota Irpef del 33% da 50 a 55mila euro, definito un "risultato risibile che non porta quasi nulla a chi ne beneficerà". Contestata inoltre la quota di risorse destinata alle spese militari: "Ma piuttosto, armiamo le menti e disarmiamo i cannoni", ha aggiunto Castellana.

La richiesta di un cambio di rotta e le iniziative di protesta

La Federazione Gilda Unams chiede un immediato cambio di rotta al governo, auspicando che la legge di Bilancio venga modificata attraverso gli emendamenti e l'immissione di risorse immediate. In caso contrario, l'organizzazione sindacale avverte che sarà inevitabile una mobilitazione di tutto il personale della scuola.

Il percorso di protesta prenderà il via con un incontro dei coordinatori provinciali e culminerà il 6 novembre, in occasione della giornata nazionale dedicata alle RSU, momento in cui si terrà la mobilitazione nazionale di tutte le rappresentanze sindacali unitarie della FGU per definire le successive iniziative.