Il superamento del precariato strutturale, il riconoscimento del servizio svolto e percorsi certi di stabilizzazione: sono questi i punti cardine presentati dal Comitato Precari Uniti per la Scuola durante un incontro dell'Intergruppo parlamentare al Senato dedicato alla manovra economica. Contestualmente al confronto istituzionale, il Comitato ha formalmente depositato presso la Commissione Cultura del Senato la propria proposta di riforma del reclutamento, con l'obiettivo di avviare un iter legislativo mirato a tutelare migliaia di docenti.

Secondo quanto evidenziato dal Comitato, le procedure concorsuali collegate al PNRR non hanno rappresentato una risposta strutturale per i precari storici, lasciando numerosi insegnanti nell'incertezza lavorativa nonostante gli anni di insegnamento sul campo. Pur non contestando il valore dei concorsi e il principio del merito, l'organizzazione sottolinea la necessità di unire la valutazione concorsuale alla reale valorizzazione dell'esperienza didattica già acquisita.

Il doppio canale e le modifiche al reclutamento

La soluzione principale indicata dal Comitato risiede nell'istituzione di un doppio canale di reclutamento effettivo, che preveda la suddivisione paritaria al 50% dei posti disponibili tra:

  • Graduatorie concorsuali, includendo vincitori e idonei;
  • GPS di prima e seconda fascia, destinate ai docenti che abbiano maturato almeno 36 mesi di servizio negli ultimi dieci anni.

Tra le altre misure sottoposte ai parlamentari, figura la piena apertura della mobilità intercompartimentale per docenti di ruolo e personale ATA verso altre amministrazioni pubbliche, così da favorire il ricambio generazionale e ampliare le possibilità di assorbimento del personale non di ruolo. Viene inoltre richiesta l'abrogazione della riserva del 15% nei concorsi a favore di chi ha svolto il servizio civile universale e nazionale, considerata penalizzante per i lavoratori con maggiore anzianità anagrafica e di servizio.

Condizioni di lavoro e appello al Governo

Il documento presentato al Senato estende le richieste alle condizioni generali dell'attività scolastica quotidiana. Vengono sollecitati interventi per:

  • La riduzione dell'affollamento delle classi, fissando l'obiettivo a 15-20 alunni per aula;
  • La diminuzione dei carichi burocratici e l'adeguamento delle retribuzioni;
  • Misure di welfare per il personale fuori sede, quali buoni pasto, agevolazioni sui trasporti e contributi per gli affitti;
  • Maggiori tutele a fronte delle aggressioni al personale e strumenti contro il rischio di burnout.

A conclusione dell'iniziativa, il Comitato si è rivolto a tutte le forze parlamentari e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo che il percorso avviato a Palazzo Madama si traduca in provvedimenti legislativi definitivi, superando la logica degli interventi tampone e garantendo tempi certi per la stabilizzazione.