Le indiscrezioni relative a una nuova rimodulazione al ribasso della Carta del Docente sollevano la protesta delle rappresentanze sindacali. Sulla questione è intervenuta la Segreteria Nazionale di Confintesa Lavoratori della Conoscenza, attraverso una nota firmata dalla professoressa Roberta Cavasino, denunciando il progressivo depotenziamento del contributo destinato alla formazione: il bonus, originariamente di 500 euro e già ridotto a meno di 400 euro, rischierebbe di scendere ulteriormente fino a circa 350 euro, con l'introduzione di nuovi vincoli procedurali che ne modificherebbero la natura originaria.
Secondo l'organizzazione sindacale, questo provvedimento rappresenta un segnale grave nei confronti di una categoria professionale chiamata a operare quotidianamente con serietà e competenza.
Il dibattito sullo sciopero bianco e il nodo etico
Nei canali di confronto scolastico si è diffusa l'ipotesi di adottare la linea di protesta intrapresa in Trentino e in Alto Adige, basata sull'attuazione di un rigoroso "sciopero bianco": limitarsi esclusivamente al rispetto dell'orario contrattuale, escludendo progetti extrascolastici, uscite didattiche e qualsiasi incarico aggiuntivo.
Pur dichiarando di comprendere le motivazioni di tale reazione, Confintesa L.C. ha evidenziato le criticità etiche e professionali di una simile azione: “emulando integralmente quel modello, a pagarne le conseguenze sarebbero esclusivamente i discenti”. L'organizzazione sottolinea che i docenti italiani non intendono penalizzare gli studenti per rivendicare tutele che dovrebbero essere garantite dalle istituzioni, ribadendo che la scuola non può poggiare sul ricatto morale nei confronti di chi lavora con vocazione.
La mobilitazione: stop ai carichi burocratici e rispetto delle mansioni
Per indirizzare la protesta verso le criticità del sistema senza compromettere il diritto allo studio, il sindacato propone una differente articolazione delle iniziative:
- Sciopero bianco limitato alle sole attività burocratiche e non didattiche: blocco della compilazione su piattaforme ritenute ridondanti, rinuncia ai progetti gravati da rendicontazioni estenuanti e rifiuto di incarichi aggiuntivi non equamente retribuiti. Restano invece garantite l'offerta formativa curricolare, le attività con esperti esterni e i viaggi di istruzione.
- Rispetto rigoroso del mansionario: rifiuto di compiti impropri, stop alle sostituzioni a tappeto e astensione da qualunque mansione che non rientri nello specifico profilo professionale.
Tale strategia, spiega la sigla sindacale, mira a rendere visibile il carico amministrativo che grava sul personale scolastico senza sottrarre occasioni educative agli studenti. Il sindacato evidenzia infine come siano le istituzioni a danneggiare indirettamente gli alunni tagliando la Carta del Docente e mantenendo stipendi tra i più bassi d'Europa, concludendo con l'appello a non lasciare sola la scuola.




