L'inizio dell'anno scolastico parte in salita per centinaia di famiglie nella provincia di Venezia. A causa dei ritardi nel completamento dell'organico dei docenti e della mancanza di personale di segreteria, l'avvio del tempo pieno e del correlato servizio di mensa scolastica nelle scuole elementari è stato ufficialmente posticipato. In gran parte degli istituti coinvolti le attività pomeridiane prenderanno il via solo dopo il 21 settembre, mentre in diverse scuole del Veneto Orientale lo slittamento arriva fino al 28 settembre.
La criticità non riguarda un singolo comune ma si estende a gran parte del territorio provinciale. Disagi e orari ridotti si registrano a Venezia e Mestre, così come a San Donà di Piave, Chioggia, San Stino di Livenza, Mirano, Ca' Savio e Jesolo. Senza il numero necessario di insegnanti in cattedra, gli Istituti Comprensivi non sono nelle condizioni di coprire i turni pomeridiani e garantire la vigilanza durante la refezione.
Organizzazione familiare a rischio e il dibattito politico
Il rinvio del rientro pomeridiano sta creando rilevanti complicazioni ai genitori lavoratori, costretti a riorganizzare i propri orari professionali, fare ricorso a permessi o sostenere i costi di servizi di baby-sitting e doposcuola privati per coprire le ore scoperte.
La vicenda è approdata anche sul piano politico amministrativo a Ca' Farsetti. Il consigliere comunale del Partito Democratico Paolo Ticozzi, insieme al gruppo consiliare e al consigliere Danny Carella, ha presentato un'interrogazione per chiedere chiarimenti sui ritardi nell'erogazione dei servizi a supporto delle famiglie, sottolineando l'impatto economico e gestionale che l'assenza della mensa comporta per chi lavora.
Dall'amministrazione comunale è arrivata la precisa risposta dell'assessora alle politiche educative, Maika Canton. L'assessora ha chiarito che il rinvio dell'avvio della mensa non è una scelta del Comune, ma nasce da un'esplicita richiesta avanzata dagli Istituti Comprensivi per ragioni organizzative interne legate all'organico dei docenti. Negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia a gestione comunale, infatti, il servizio di refezione è partito regolarmente.
Cattedre vuote e segreterie in sofferenza
Oltre alla scopertura dei posti di insegnamento nella scuola primaria, l'avvio del nuovo anno scolastico evidenzia sofferenze anche sul fronte del personale ATA, in particolare nei profili amministrativi. Le rinunce agli incarichi e le mancate sostituzioni immediate rallentano le attività operative degli uffici.
A delineare la situazione è Luigi Zennaro, dirigente scolastico a Chioggia e referente per la provincia di Venezia dell'Associazione Nazionale Presidi (ANP). Zennaro ha evidenziato come le carenze negli uffici di segreteria rischino di paralizzare l'operatività delle scuole: nella propria struttura l'anno è iniziato con tre segretari su sei previsti, mentre all'istituto Giulio Cesare di Mestre l'attività è partita con l'assenza totale del personale amministrativo in organico, costringendo i dirigenti a interventi d'emergenza.
Come si prevede il completamento degli organici
Per sbloccare l'attivazione del tempo pieno e ripristinare il servizio mensa, le scuole stanno attendendo l'assegnazione delle supplenze residue da parte degli Uffici Scolastici e lo scorrimento delle graduatorie. Laddove le liste ufficiali risultino esaurite o incapaci di coprire i fabbisogni in tempi brevi, gli istituti stanno ricorrendo alle chiamate tramite Messa a Disposizione (MAD) e alle riserve di aspiranti docenti per assegnare le cattedre rimaste vacanti.




