La continuità didattica al centro del dibattito a Pompei. Circa trenta genitori degli alunni che frequentano le classi seconda e terza della scuola primaria “Capone”, parte dell’istituto comprensivo “Maiuri”, hanno inviato una lettera formale alla dirigente scolastica per richiedere il rientro dell’insegnante Pina Piedepalumbo, trasferita all'inizio di questo anno scolastico presso il plesso “Pontenuovo”.

La richiesta nasce dal desiderio delle famiglie di preservare il legame educativo instaurato nel tempo. La docente, infatti, ha prestato servizio presso il plesso di via Lepanto per circa vent’anni, diventando nel corso del tempo un punto di riferimento non solo per gli studenti, ma anche per l’intera comunità scolastica.

Il richiamo alla continuità didattica

Nel documento inviato agli uffici della dirigenza, i genitori sottolineano come il trasferimento improvviso rischi di interrompere un percorso formativo consolidato. Le famiglie pongono l'accento sul concetto di continuità didattica, definendolo come un elemento imprescindibile per garantire agli alunni un ambiente di apprendimento stabile, coerente e rispettoso delle diverse fasi di crescita.

A supporto della loro istanza, i firmatari richiamano l'importanza della stabilità del corpo docente, principio cardine nell'ambito dell'autonomia scolastica sancito dal D.P.R. 275/1999, che affida alle istituzioni scolastiche il compito di organizzare l'impiego delle risorse professionali in funzione del raggiungimento degli obiettivi formativi.

Va ricordato, tuttavia, che le procedure di mobilità interna e l'assegnazione dei docenti ai plessi rientrano nelle competenze esclusive del Dirigente Scolastico, il quale esercita i poteri di gestione delle risorse umane secondo quanto previsto dal D.Lgs 165/2001, nel rispetto del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), documento in cui l'istituto esplicita le proprie scelte pedagogiche e i criteri organizzativi adottati.

La richiesta di incontro

Oltre alla richiesta di riassegnazione, i genitori hanno sollecitato un incontro urgente con i vertici dell'istituto. L'obiettivo dichiarato è quello di discutere direttamente con la dirigenza le ragioni della scelta organizzativa, ribadendo che la loro mobilitazione non è motivata da preferenze personali, ma dalla convinzione che il benessere degli alunni debba sempre guidare le decisioni amministrative.

Nella lettera, i firmatari ricordano inoltre il ruolo svolto dalla docente in passato come responsabile di plesso, periodo durante il quale — secondo le famiglie — si era instaurato un clima di particolare serenità e collaborazione tra docenti e genitori. La speranza, ora, è che la dirigenza possa accogliere l'appello e rivedere la disposizione, permettendo alla maestra Pina di riprendere il suo lavoro con le classi seconda e terza del plesso Capone.