L'avvio dell'anno scolastico doveva essere un momento di festa e di ripartenza, ma per una giovane studentessa con disabilità del Feltrino si è trasformato in un'amara disavventura. Al termine delle lezioni, la ragazza non è riuscita a salire sull'autobus di linea per fare rientro a casa a causa del forte sovraffollamento del mezzo, rimanendo a terra tra la calca dei compagni.
L'episodio, verificatosi nei primi giorni di riapertura degli istituti, ha sollevato l'immediata protesta del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che ha acceso i riflettori su un problema ricorrente: la gestione dei trasporti pubblici e l'effettiva tutela del diritto allo studio e all'autonomia per tutti gli studenti.
La replica del gestore e il nodo degli orari provvisori
Dall'azienda di trasporto locale, Dolomiti Bus, la criticità è stata ricondotta alla forte concentrazione di passeggeri nelle corse della fascia meridiana. Nei primi giorni di scuola, infatti, la quasi totalità degli istituti adotta orari provvisori con uscite anticipate, concentrando centinaia di ragazzi sulle medesime corse di rientro.
Una spiegazione che tuttavia, secondo i docenti dei diritti umani, non giustifica il disservizio. Le variazioni di orario e i picchi di richiesta all'inizio di settembre rappresentano una dinamica del tutto prevedibile, che si ripete puntualmente a ogni riapertura delle aule.
L'impatto sull'autonomia e sulle famiglie
Il presidente del CNDDU, il professor Romano Pesavento, ha evidenziato come l'episodio non debba essere considerato un semplice contrattempo logistico, ma un fatto che tocca da vicino la dignità e i percorsi di inclusione dei ragazzi più fragili.
“Non riuscire ad accedere alla corsa abitualmente utilizzata può rappresentare molto più di un ritardo: può interrompere un percorso di autonomia, generare disorientamento e rendere nuovamente indispensabile l’intervento della famiglia.”
Per uno studente con disabilità, riuscire a prendere i mezzi pubblici in modo indipendente costituisce spesso una conquista fondamentale, frutto di mesi di lavoro educativo e personale. Trovarsi esclusi all'improvviso rischia di vanificare questi sforzi, costringendo i genitori a corse improvvisate per sopperire alle mancanze del servizio pubblico.
Cosa serve: programmazione e dialogo preventivo
La normativa comunitaria, in particolare il Regolamento (UE) n. 181/2011 sui diritti dei passeggeri nel trasporto con autobus, sancisce precisi obblighi di non discriminazione e assistenza per le persone con disabilità e a mobilità ridotta. L'accessibilità, ricorda il Coordinamento, non si esaurisce nelle caratteristiche tecniche della pedana del pullman, ma deve tradursi nella possibilità concreta di viaggiare ogni giorno in sicurezza.
La richiesta rivolta a istituzioni scolastiche, enti locali e aziende di trasporto non è quella di impiegare risorse straordinarie a vuoto.
- Scambio preventivo dei calendari: comunicare per tempo alle aziende di trasporto gli orari di uscita scaglionati o provvisori decisi dai singoli istituti;
- Rimodulazione temporanea delle corse: rafforzare i collegamenti nelle fasce orarie critiche dei primi giorni, evitando la saturazione immediata dei mezzi;
- Monitoraggio delle fragilità: garantire che gli studenti con bisogni specifici abbiano la certezza di poter usufruire del tragitto casa-scuola senza ostacoli.
L'auspicio è che quanto accaduto nel Bellunese spinga a superare la logica degli interventi a danno già avvenuto, facendo della programmazione condivisa lo strumento principale per garantire una scuola realmente accessibile a tutti.




