Un incremento netto in busta paga che potrebbe raggiungere fino a 3.000 euro all'anno per i docenti e il personale ATA. È questo l'obiettivo del pacchetto di misure economiche e fiscali lanciato dal sindacato Anief per contrastare la perdita del potere d'acquisto causata dall'inflazione e ridurre lo storico divario retributivo tra la scuola e gli altri comparti della Pubblica Amministrazione.

La proposta, illustrata dal presidente nazionale del sindacato autonomo Marcello Pacifico, punta ad agire su tre direttrici principali: la restituzione dell'anno 2013 ai fini della progressione di carriera, l'introduzione di un'indennità integrativa specifica e una riforma mirata delle aliquote fiscali per la categoria.

Il blocco della carriera e il recupero del 2013

Tra i punti cardine della vertenza retributiva c'è il riconoscimento del 2013 ai fini dello scatto stipendiale. L'annualità era stata bloccata dalle misure di contenimento della spesa pubblica e la sua mancata validazione continua a ripercuotersi sull'anzianità di servizio e sugli stipendi di centinaia di migliaia di insegnanti e collaboratori scolastici.

Secondo il sindacato, il blocco dell'anno 2013 incide negativamente soprattutto nei primi nove anni di ruolo, arco temporale durante il quale la retribuzione di base rimane ferma. L'effetto è ancora più marcato sul personale precario, penalizzato dalla lentezza della progressione retributiva. Il ripristino dell'anno ai fini giuridici ed economici consentirebbe il ricalcolo immediato della fascia stipendiale di appartenenza su NoiPA.

Cosa cambia in concreto per il personale scolastico: il congelamento dell'anno 2013 comporta lo slittamento temporale di 12 mesi per il raggiungimento del gradone stipendiale successivo. In termini pratici, questo ritardo produce una perdita economica mensile costante sulla busta paga, penalizzando la ricostruzione di carriera sia dei docenti sia del personale ATA (sia già di ruolo sia in fase di immissione). Il blocco ha inoltre un impatto diretto a lungo termine sul calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR/TFS) e sul montante contributivo per la pensione.

La riforma fiscale: da 3 a 6 aliquote IRPEF

L'altro pilastro della proposta riguarda la pressione fiscale sugli stipendi dei dipendenti scolastici. Secondo l'Ufficio Studi dell'Anief, il meccanismo attuale di tassazione finisce per riassorbire gran parte degli aumenti contrattuali ottenuti ai tavoli negoziali. Per ovviare a questo problema, il sindacato sollecita un passaggio da tre a sei aliquote fiscali per il settore scolastico.

Nel dettaglio, le modifiche fiscali sollecitate prevedono:

  • Tassazione massima al 23% per i redditi fino a 40.000 euro (rispetto all'aliquota ordinaria che per la seconda fascia raggiunge il 33%);
  • Tassazione agevolata al 15% applicabile al salario accessorio e al compenso per le ore di lavoro straordinario;
  • Imposta sostitutiva del 5% da applicare in modo esclusivo a tutti i futuri aumenti derivanti dai rinnovi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL);
  • Incremento stipendiale fisso di 150 euro a titolo di Indennità Integrativa Speciale per tutto il personale.

Come funziona la proposta sul salario accessorio: attualmente, i compensi per le ore eccedenti, i progetti del Fondo di Istituto (FIS) o gli incarichi legati al PNRR subiscono la tassazione IRPEF marginale ordinaria, assottigliando il guadagno netto. Con un'aliquota separata e agevolata al 15%, le ore straordinarie e le funzioni aggiuntive garantirebbero un importo netto sensibilmente più alto, premiando l'impegno effettivo sul campo di insegnanti e personale ATA.

Sintesi delle misure proposte da Anief

Ambito di intervento Situazione attuale Proposta Anief
Anno 2013 Non utile ai fini della carriera Recupero integrale ai fini degli scatti
Aliquote IRPEF 3 aliquote ordinarie (fino al 33%) 6 aliquote con tetto al 23% fino a 40k€
Straordinario e accessorio Tassazione ordinaria IRPEF Aliquota agevolata al 15%
Aumenti contrattuali Soggetti a tassazione ordinaria Aliquota separata al 5%
Indennità speciale Assente nei termini richiesti +150 euro mensili in busta paga

Il divario retributivo con le Funzioni Centrali

L'intervento viene ritenuto urgente dall'organizzazione sindacale anche alla luce delle forti disparità retributive interne al pubblico impiego. I dati evidenziano come il personale della scuola registri un divario negativo che può raggiungere i 10.000 euro all'anno nei confronti dei dipendenti occupati nei Ministeri e nelle Funzioni Centrali dello Stato.

“Se i compensi e gli aumenti contrattuali vengono assorbiti dalla tassazione ordinaria, la perdita del potere d'acquisto diventa insostenibile”, ha evidenziato Marcello Pacifico. “Chiediamo al Governo di intervenire sulle aliquote fiscali dedicate al comparto istruzione. Con una rimodulazione dell'IRPEF e l'applicazione di una tassazione ridotta sugli straordinari e sulle componenti accessorie, potremmo garantire al personale almeno un 2% in più di stipendio netto, arrivando a un beneficio fino a 3.000 euro l'anno per i redditi medio-bassi”.

Le richieste si inseriscono nel dibattito sulle risorse da destinare al comparto scuola in vista della prossima manovra di bilancio, sulla quale il sindacato ha già annunciato l'intenzione di sollecitare un confronto formale con il Ministero dell'Istruzione e del Merito e con il Governo.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ascuolaoggi.com.