Sono arrivati da sabato, alla spicciolata, a Cagnano Varano: un paese del Gargano affacciato sul lago di Varano, in provincia di Foggia, che in questi giorni ospita un centinaio di studentesse e studenti delle superiori venuti da tutta Italia. Fino a martedì 28 luglio si svolge qui il XVI Congresso nazionale dell'Unione degli Studenti, il sindacato studentesco che dal 1994 organizza ragazzi e ragazze nelle scuole superiori del Paese.
Un congresso, per un'organizzazione come questa, non è un convegno con relatori e platea. È il momento in cui i delegati eletti dalle sedi locali si chiudono per giorni a discutere e votare: si rinnovano gli organismi dirigenti e si scrive la piattaforma politica e sindacale che guiderà l'associazione nei prossimi due anni. Sedute lunghe, emendamenti, mani alzate. La maggior parte dei presenti ha tra i sedici e i diciannove anni.
Perché proprio qui
Non è la prima volta che il Gargano fa da sede. Anche il XV Congresso nazionale, quello del luglio 2024 da cui è uscito il documento politico tuttora in vigore, si era tenuto a Cagnano Varano. Per un'organizzazione che ha il suo baricentro storico nelle grandi città del Centro-Nord, scegliere due volte di fila un paese del Sud interno è una scelta che gli stessi delegati rivendicano: la scuola di cui si discute, dicono, non è solo quella dei licei metropolitani.
Il congresso è aperto alla stampa, alle realtà sociali e associative e a chi voglia seguirlo dall'esterno: lo hanno precisato gli organizzatori nella nota di presentazione dell'appuntamento.
Di cosa stanno discutendo
I temi al centro dei lavori sono quelli che l'Unione degli Studenti porta avanti da anni, riletti alla luce di questi ultimi due: il diritto allo studio, le disuguaglianze sociali, economiche e territoriali, la difesa della scuola pubblica e il peso reale che gli studenti hanno nelle decisioni che li riguardano. Un capitolo specifico è dedicato al benessere psicologico e alle condizioni materiali di chi studia, dal costo dei libri a quello dei trasporti.
«Parlare oggi di diritto allo studio significa parlare delle condizioni materiali» in cui vivono migliaia di studenti, ha spiegato in una nota dell'organizzazione Alice Beccari, responsabile organizzazione dell'UdS: trasporti gratuiti, libri accessibili, spazi sicuri, supporto psicologico strutturale. Nello stesso passaggio Beccari ha indicato altri due filoni che il congresso è chiamato a mettere a fuoco: l'opposizione alla militarizzazione dei luoghi della formazione e i percorsi di antimafia sociale nei territori.
Quest'ultimo punto, in un congresso che si tiene in provincia di Foggia, non è un dettaglio retorico. L'Unione degli Studenti è nata il 12 marzo 1994 dalla confluenza di esperienze molto diverse tra loro, e tra le prime c'erano gli "Studenti napoletani contro la camorra" e le organizzazioni studentesche siciliane nate dopo la strage di Capaci. L'antimafia, in questa storia, viene prima di quasi tutto il resto.
Chi guida e chi guiderà
Alla vigilia dei lavori il coordinatore nazionale in carica è Tommaso Martelli, eletto al congresso del 2024. Tra i compiti di questa assemblea c'è appunto il rinnovo degli organismi dirigenti: chi guiderà l'organizzazione nei prossimi due anni si saprà solo a lavori conclusi.
Quello che il congresso lascerà in eredità, come due anni fa, sarà soprattutto un testo: il documento politico, cioè l'elenco degli obiettivi che l'associazione si impegna a perseguire fino al congresso successivo. È da lì che nascono, nella pratica, le campagne che poi si vedono nelle scuole a settembre e a novembre — le assemblee d'istituto, le vertenze sui trasporti, le mobilitazioni nazionali.
Nell'annuncio con cui ha convocato i delegati, l'organizzazione ha sintetizzato così il senso di questi quattro giorni: interrogarsi «in maniera chiara» sulle sfide, vecchie e nuove, che arrivano dal sistema scolastico e dai territori. Il resto lo diranno i voti dell'assemblea. Martedì i ragazzi ripartiranno per casa, con un documento in tasca e l'anno scolastico che comincia tra poco più di un mese.




