Nei prossimi tre anni chi lavora a scuola avrà a disposizione una formazione dedicata a social, intelligenza artificiale e benessere online. Non c'è nessuna domanda da presentare né una scadenza da rispettare: è un percorso di aggiornamento che entra stabilmente nell'offerta del Ministero e a cui si accede tramite i canali di formazione già usati dalle scuole.

L'iniziativa è stata annunciata il 6 luglio dal Ministero dell'Istruzione e del Merito insieme a INDIRE. Si tratta di un percorso triennale sull'educazione digitale rivolto a tutte le figure professionali della scuola — docenti, dirigenti e personale ATA — con un'attenzione particolare alle scuole secondarie di secondo grado, dove il tema dell'uso del cellulare e dei social è più sentito.

Cosa entra nelle scuole

L'idea di fondo è semplice: prima di poter accompagnare gli studenti in un uso più consapevole del digitale, servono strumenti in mano a chi insegna. Per questo il percorso parte dalla formazione del personale, con l'obiettivo dichiarato di trasferire metodi e pratiche direttamente nella vita di classe, non di fermarsi alla teoria.

Secondo quanto comunicato dal Ministero, sono già stati avviati tre moduli formativi, con videolezioni da 20 ore ciascuno, dedicati a benessere digitale nell'era dei social, connessioni consapevoli e cittadinanza digitale. Le lezioni sono fruibili in modalità asincrona sulla piattaforma INDIRE, così ognuno può seguirle nei propri tempi.

Il nuovo percorso non nasce isolato: si aggiunge al piano già avviato da MIM e INDIRE sull'educazione al rispetto e alla parità di genere, a cui — sempre secondo il Ministero — ha aderito oltre la metà delle scuole italiane, con una partecipazione elevata nelle aree più in difficoltà del Paese.

Da settembre la seconda fase

La parte più concreta arriverà con il nuovo anno scolastico. Da settembre partirà infatti una seconda fase, articolata su più livelli in base al profilo professionale e all'esperienza già maturata dalla singola scuola. È qui che si affronteranno i temi più vicini alla quotidianità delle classi: cyberbullismo, cybersecurity, uso consapevole dell'intelligenza artificiale, gestione dell'identità sui social, ma anche isolamento, dipendenza da cellulare e sovraccarico cognitivo, con le loro ricadute fisiche, mentali e sociali.

In altre parole, non solo competenze tecniche, ma anche una lettura degli effetti che un uso sregolato degli schermi può avere sul benessere dei ragazzi. Un approccio che il Ministero collega alle nuove Linee guida sull'educazione civica e alle recenti Indicazioni nazionali.

Perché riguarda anche le famiglie

Anche se la formazione è pensata per il personale scolastico, il tema tocca da vicino i genitori. Cyberbullismo, sicurezza online e primo contatto dei più giovani con l'intelligenza artificiale sono ormai questioni che si giocano tanto a casa quanto a scuola. Avere insegnanti formati su questi fronti significa, in prospettiva, poter dialogare in modo più informato quando in classe si affrontano regole d'uso dei dispositivi, riconoscimento delle fake news o gestione dei rapporti sui social.

Il ministro Giuseppe Valditara ha inquadrato l'iniziativa come uno sviluppo del piano già in corso sull'educazione alle relazioni e al rispetto, con «particolare attenzione al corretto utilizzo dei canali social e alla salvaguardia della salute dei giovani». Il messaggio, insomma, è che la scuola vuole essere presente nel mondo online dei ragazzi, non lasciarli soli.

Cosa fare adesso

Per il momento non c'è nulla da compilare o inviare. Chi lavora nella scuola, e in particolare nelle superiori, farà bene a tenere d'occhio due canali: le comunicazioni ufficiali del Ministero e la piattaforma INDIRE, dove verranno pubblicate le videolezioni e le indicazioni operative. Le circolari con i dettagli sulla seconda fase sono attese in vista dell'avvio di settembre; nel frattempo i tre moduli introduttivi sono già disponibili per chi vuole cominciare.

Al di là della singola iniziativa, il segnale è che l'educazione digitale non sarà più un'attività occasionale ma una presenza fissa nell'aggiornamento del personale per i prossimi tre anni. Un tema destinato a diventare parte stabile del lavoro quotidiano di chi sta in classe.