Gli arretrati del nuovo contratto scuola arriveranno d'ufficio su NoiPA, senza alcuna domanda da presentare, ma la cifra accreditata sarà sensibilmente più bassa delle stime lorde che circolano in questi giorni. Il motivo non è un errore di calcolo: sulla somma pesano le trattenute contributive e, per la parte riferita al 2025, la tassazione separata, un regime fiscale specifico per gli emolumenti riferiti ad anni precedenti.
Facciamo ordine, perché la confusione tra lordo e netto è la prima fonte di delusione quando si apre il cedolino.
Da dove nascono gli arretrati e quanto valgono al lordo
La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata sottoscritta in via definitiva all'ARAN il 1° luglio scorso, dopo la certificazione positiva della Corte dei Conti. Poiché la firma è arrivata nel secondo anno del triennio contrattuale, al personale spetta anche la quota di aumento non ancora corrisposta: gli arretrati coprono il periodo che va da gennaio 2025 a giugno 2026.
Secondo le stime diffuse dall'ARAN, calcolate al 30 giugno 2026, gli importi maturati oscillano indicativamente tra circa 815 e 1.250 euro lordi, con valori più alti per i profili a maggiore anzianità. Secondo la FLC CGIL, per scuola e AFAM il pagamento tramite NoiPA potrebbe avvenire già ad agosto; a oggi, però, non c'è un calendario ufficiale confermato.
Il punto è proprio quell'aggettivo: lordi. Nessuno riceverà sul conto 815 o 1.250 euro.
Perché il netto scende: contributi e due regimi fiscali diversi
Sul lordo degli arretrati si applicano prima di tutto le trattenute previdenziali e assistenziali, esattamente come su ogni voce retributiva ordinaria. Già questo riduce la base su cui si calcolano le imposte.
Poi entra in gioco l'IRPEF, e qui gli arretrati si dividono in due blocchi:
- La quota riferita al 2026 (da gennaio a giugno di quest'anno) segue la tassazione ordinaria: si somma agli altri redditi dell'anno e sconta le aliquote progressive consuete.
- La quota riferita al 2025 segue invece la tassazione separata, il regime previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi per gli emolumenti arretrati corrisposti per anni precedenti a causa, tra l'altro, di contratti collettivi sopravvenuti — esattamente il nostro caso.
Con la tassazione separata, l'imposta non si calcola sommando l'arretrato al reddito di quest'anno, ma applicando un'aliquota media ricavata dai redditi dei due anni precedenti a quello di percezione. In pratica: si fa la media dei redditi del biennio, si calcola quanta IRPEF vi corrisponde in percentuale, e quella percentuale si applica all'arretrato.
Attenzione a un equivoco diffuso: la tassazione separata non è una penalizzazione. È nata al contrario per tutelare il lavoratore, evitando che una somma maturata su più anni, incassata tutta insieme, faccia scattare aliquote più alte. Resta però il fatto che una parte consistente del lordo se ne va in trattenute: per questo il netto che comparirà sul cedolino sarà, per tutti, visibilmente inferiore alle cifre circolate.
Come leggere le voci sul cedolino
Quando gli arretrati verranno liquidati, sul cedolino NoiPA compariranno come voci distinte dallo stipendio ordinario, con le relative trattenute fiscali e contributive indicate separatamente. La ritenuta sulla quota a tassazione separata è applicata direttamente da NoiPA come sostituto d'imposta: non c'è nulla da calcolare o versare per conto proprio. L'Agenzia delle Entrate potrà poi riliquidare l'imposta negli anni successivi, applicando d'ufficio il regime più favorevole al contribuente.
Gli importi sono individuali: NoiPA li calcola in base a profilo professionale, anzianità e periodi effettivamente lavorati. Il consiglio è quindi di non prendere per buona nessuna cifra "standard" letta in giro: fa fede solo il proprio cedolino.
Cosa fare adesso
La risposta è semplice: niente domande, niente moduli, niente scadenze. Gli arretrati arrivano d'ufficio a chi ne ha diritto, precari compresi, in proporzione al servizio prestato. Le uniche accortezze utili sono queste:
- tenere attive le credenziali di accesso a NoiPA (SPID, CIE o CNS), soprattutto per chi ha chiuso una supplenza al 30 giugno: i pagamenti post-cessazione arrivano con emissioni straordinarie sullo stesso conto registrato in anagrafica;
- verificare che l'IBAN in anagrafica sia corretto e aggiornato;
- controllare nelle prossime settimane sia il cedolino mensile sia la sezione dedicata ai pagamenti, dove le emissioni straordinarie possono comparire per prime.
Se ad agosto le voci non dovessero ancora comparire, non è necessariamente un'anomalia: i tempi tecnici di lavorazione su oltre un milione di posizioni non sono stati fissati da un calendario ufficiale. Quel che è certo, dopo la firma del 1° luglio, è che gli importi sono dovuti: la differenza tra lordo e netto, ora, non vi coglierà di sorpresa.




