La mobilità ordinaria 2026/27 è ormai chiusa. I trasferimenti e i passaggi definitivi dei docenti sono stati pubblicati il 29 maggio scorso, quelli del personale ATA il 12 giugno: chi ha ottenuto un movimento cambia sede di titolarità dal 1° settembre, e gli esiti sono atti definitivi. I termini per i reclami si sono chiusi da settimane. Per chi è rimasto insoddisfatto, o non ha partecipato, adesso conta soprattutto una cosa: la mobilità annuale — assegnazioni provvisorie e utilizzazioni — la fase che ogni estate consente di avvicinarsi a casa per un solo anno.
Cosa significa "esiti definitivi"
La mobilità territoriale (cambio di scuola, comune o provincia nella stessa classe di concorso) e quella professionale (passaggio di cattedra o di ruolo) producono un trasferimento definitivo: cambia la sede di titolarità, quella che il docente si porta dietro anche negli anni successivi. Una volta pubblicati, i bollettini non si "riaprono": eventuali contestazioni passano ormai solo per le vie della giustizia amministrativa o civile, non più per un reclamo agli Uffici scolastici.
In pratica, chi ha ottenuto una preferenza espressa ha già la nuova sede per il 2026/27. Chi era stato individuato come perdente posto (in soprannumero) è stato ricollocato all'interno della stessa procedura conclusa a fine maggio. Per queste posizioni, quindi, non c'è nulla da fare adesso: il quadro è fissato.
Restano molti posti liberi
Il dato più utile per capire cosa accadrà a settembre riguarda le cattedre rimaste scoperte. Secondo l'elaborazione della UIL Scuola sui bollettini nazionali, dopo la conclusione della mobilità docenti risultano ancora circa 46.800 posti vacanti e disponibili in tutta Italia, distribuiti tra infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, sia su posto comune sia sul sostegno. Sono le disponibilità residue su cui si costruiranno le operazioni successive: immissioni in ruolo, mobilità annuale e supplenze.
Le disponibilità aggiornate provincia per provincia si consultano negli albi online degli Uffici scolastici territoriali di destinazione, dove sono pubblicati anche gli elenchi dei movimenti con sede assegnata, tipologia di posto e punteggio.
La prossima tappa: assegnazioni provvisorie e utilizzazioni
Chiusi i trasferimenti definitivi, si apre la mobilità annuale. È uno strumento diverso: dura un solo anno scolastico e permette al personale di ruolo di prestare servizio in una sede diversa da quella di titolarità — di norma per motivi familiari o di salute — senza però perdere la sede di appartenenza. L'utilizzazione risponde soprattutto a esigenze di servizio e ha priorità nell'ordine della procedura; l'assegnazione provvisoria si chiede per ricongiungimento al coniuge o al convivente, assistenza a familiari con disabilità ai sensi della Legge 104/1992 e altre situazioni tassative previste dal contratto.
Le regole generali sono già fissate: il contratto integrativo (CCNI) sulla mobilità annuale, sottoscritto il 10 luglio 2025, vale per il triennio 2025-2028 e il 2026/27 ne è il secondo anno. Manca però il passaggio operativo, cioè la nota ministeriale con calendario e modulistica. Finché quell'avviso non compare, ogni data che circola è una stima, non una scadenza. Le domande sono attese a luglio, come ogni estate — lo scorso anno la finestra andò dal 14 al 25 luglio 2025 — ma è bene ripeterlo: al momento le funzioni su Istanze Online non risultano aperte e non c'è nulla da inviare.
Cosa fare adesso
Chi punta all'assegnazione provvisoria può usare questi giorni per arrivare pronto, perché quando le funzioni si aprono i tempi per compilare sono in genere stretti:
- verificare che le credenziali SPID o CIE siano attive e funzionanti per accedere a Istanze Online;
- controllare di rientrare in un motivo ammissibile (ricongiungimento, assistenza L. 104, gravi motivi di salute) e nelle eventuali precedenze;
- mettere in ordine la documentazione: certificazioni, dichiarazioni di residenza dei familiari, eventuali titoli;
- preparare l'elenco delle preferenze (scuole, comuni, distretti) della provincia richiesta.
Un elemento da mettere in conto prima di decidere: l'anno trascorso fuori sede, di norma, non matura punteggio di continuità nella scuola di titolarità. È un dettaglio che pesa per chi valuta se chiedere un anno più vicino a casa o puntare a una sistemazione stabile con la mobilità ordinaria del prossimo anno.
Le date certe, la modulistica e le istruzioni compariranno sulla pagina ufficiale del Ministero dedicata a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: è lì che conviene tenere d'occhio l'avviso, senza fidarsi delle scadenze non ufficiali che girano in questi giorni.




