Per aggiornarsi e far valere le ore di formazione, i docenti usano due piattaforme ministeriali diverse, con funzioni distinte: SOFIA per i corsi accreditati e il portfolio professionale, Scuola Futura per i percorsi legati al PNRR. Capire quale serve — e come si registrano le ore — evita di perdere tempo e attestati.
Due piattaforme, due usi diversi
SOFIA è il catalogo nazionale dei corsi riconosciuti dal Ministero: qui il docente cerca le iniziative degli enti accreditati o qualificati ai sensi della Direttiva 170/2016, si iscrive, scarica gli attestati e costruisce il proprio portfolio professionale. Vi si accede con SPID e molti corsi si possono pagare con la Carta del docente.
Scuola Futura è invece la piattaforma dei percorsi finanziati dal PNRR: la formazione incentivata per le cosiddette “figure di sistema” (tutor, orientatori, collaboratori del dirigente) e percorsi come OrientaMenti. L'accesso è con SPID o CIE e i corsi sono in genere online e in modalità asincrona.
Un terzo ambiente, il portale INDIRE dedicato ai neoassunti, riguarda invece i docenti in anno di formazione e prova.
“Crediti” o ore? Come funziona il riconoscimento
Nella scuola italiana la formazione in servizio non si misura con un sistema di crediti nazionale unico: ciò che conta è l'attestato di ogni corso e la registrazione delle ore. Quando l'ente che eroga il corso certifica la partecipazione su SOFIA, l'attestato entra nel portfolio del docente e resta consultabile. È da lì che si “fanno valere” le ore seguite.
Attenzione a un equivoco frequente: seguire un corso su SOFIA non equivale ad accumulare punteggio nelle graduatorie. I titoli che danno punteggio sono altri e definiti dalle rispettive tabelle di valutazione; i corsi di aggiornamento valgono soprattutto come crescita professionale e come formazione riconosciuta all'interno della scuola.
La formazione obbligatoria: cosa devi davvero fare
La formazione in servizio è obbligatoria per legge (Legge 107/2015), ma non esiste un monte ore nazionale fisso: è il Collegio dei docenti a deliberare il Piano di formazione dentro il PTOF. In pratica, le ore che “devi” fare sono quelle previste dal tuo istituto.
A queste si aggiungono obblighi specifici. Per i docenti — di sostegno e curricolari — che hanno in classe un alunno con disabilità sono previste 25 ore di formazione sull'inclusione. I neoassunti seguono il percorso di formazione e prova gestito da INDIRE. Per partecipare ai corsi, il CCNL riconosce inoltre alcuni giorni di permesso all'anno con esonero dal servizio, da concordare per tempo con il dirigente.
La novità: un percorso triennale sull'educazione digitale
Lunedì 6 luglio il Ministero dell'Istruzione e del Merito e INDIRE hanno annunciato un nuovo percorso di formazione triennale sull'educazione digitale, rivolto a tutto il personale della scuola — docenti, dirigenti e ATA — con particolare attenzione alle scuole superiori. Secondo il comunicato del MIM, il percorso tratta l'uso consapevole dei social, il benessere digitale, la prevenzione del cyberbullismo e l'intelligenza artificiale, e si inserisce nel Piano per l'educazione al rispetto già seguito da oltre metà delle scuole.
Per ora non ci sono iscrizioni da fare né scadenze da rispettare: la formazione passerà per i canali INDIRE già utilizzati, con videolezioni asincrone, e una seconda fase è attesa da settembre. Per i dettagli operativi conviene seguire le comunicazioni ufficiali di MIM e INDIRE e le circolari che arriveranno alle scuole.
Cosa fare adesso
Se vuoi metterti in pari con la formazione, in estate puoi: accedere a SOFIA per cercare i corsi accreditati e controllare gli attestati già presenti nel tuo portfolio; verificare se ti restano fondi sulla Carta del docente; e, se ricopri incarichi di coordinamento, tenere d'occhio Scuola Futura per l'eventuale nuova annualità della formazione incentivata, le cui iscrizioni negli anni scorsi si sono aperte a fine estate. Le date esatte vengono comunicate di volta in volta con apposita nota ministeriale.




