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Istituti tecnici, sciopero degli scrutini dal 13 al 21 giugno

Istituti tecnici, sciopero degli scrutini dal 13 al 21 giugno

La mobilitazione contro la riforma degli istituti tecnici entra nella fase più delicata dell'anno. La FLC CGIL ha proclamato lo sciopero del personale docente impegnato negli scrutini finali, in programma dal 13 al 21 giugno nelle scuole con indirizzi tecnici. L'astensione interessa il momento più sensibile del calendario di fine anno e si inserisce in una vertenza che va avanti ormai da settimane.

Cosa prevede lo sciopero

L'azione riguarda i docenti in servizio negli Istituti tecnici e negli Istituti di istruzione secondaria superiore (IISS) con indirizzi tecnici, impegnati nelle operazioni di scrutinio finale. Lo sciopero degli scrutini è una forma particolare di astensione: la durata e le modalità sono predeterminate, per ciascuna istituzione scolastica, dai piani delle attività deliberati a inizio anno. La proclamazione si colloca nel quadro delle regole sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, fissate dalla Legge 146/1990.

Gli scrutini esclusi

Un punto è centrale per studenti e famiglie: lo sciopero esclude gli scrutini propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione. In altre parole, restano fuori dall'astensione le operazioni necessarie all'ammissione agli esami di Stato. La protesta colpisce quindi soprattutto gli scrutini delle classi non terminali, mentre il percorso verso la maturità non dovrebbe subire interruzioni dirette per effetto di questa specifica azione.

Una vertenza che dura da settimane

Lo sciopero degli scrutini è solo l'ultimo atto di una mobilitazione articolata. La vertenza ha avuto un passaggio formale il 27 aprile, con le procedure di raffreddamento e conciliazione presso il Ministero del Lavoro. Da lì sono scaturite diverse azioni: lo sciopero del 7 maggio, l'astensione da tutte le prestazioni aggiuntive orarie dal 22 maggio al 21 giugno e, in molti istituti, la sospensione delle adozioni dei libri di testo per le classi prime, motivata dalla volontà di non far gravare spese ritenute non necessarie sulle famiglie.

L'astensione dalle attività aggiuntive richiama gli articoli 43 e 44 del CCNL del 18 gennaio 2024, relativi alle prestazioni eccedenti l'orario di lezione obbligatorio e alle attività funzionali aggiuntive previste nel piano delle attività dei docenti.

Le ragioni della protesta

Con lo sciopero degli scrutini la FLC CGIL chiede il ritiro della riforma degli istituti tecnici e, in subordine, il suo rinvio, sollecitando l'apertura di una fase di revisione. Secondo il sindacato, il riordino penalizzerebbe numerosi insegnamenti, sia di cultura generale sia professionalizzanti, con ricadute sulla qualità della didattica e con il rischio di una riduzione dei posti di lavoro per docenti e personale ATA. La mobilitazione si lega anche alle critiche già espresse sulle nuove Indicazioni nazionali e sull'impostazione complessiva del secondo ciclo.

Cosa succede ora

Nei prossimi giorni, con l'avvio degli scrutini di fine anno, si potrà valutare l'effettiva adesione all'iniziativa, che varierà da scuola a scuola. Per i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti si pone il tema della gestione delle operazioni di scrutinio in presenza di astensioni, nel rispetto della disciplina di settore e della tutela del servizio. Per le famiglie, l'aspetto rassicurante è l'esclusione esplicita degli scrutini legati all'ammissione agli esami di Stato.

La partita resta aperta sul piano politico-sindacale: la richiesta di ritiro o rinvio della riforma non ha finora trovato accoglimento, e ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime settimane. NewsIstruzione.it continuerà a seguire la vertenza e le eventuali risposte del Ministero.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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