In Veneto una gara d'appalto su sei riguarda oggi un edificio scolastico: è il dato più rilevante per chi lavora nella scuola che emerge dal rapporto trimestrale di Ance Veneto sugli appalti pubblici. Tradotto in pratica: in molte scuole della regione l'estate è occupata da cantieri che devono chiudere in fretta, perché le lezioni ripartono giovedì 10 settembre e diverse opere finanziate con il PNRR hanno un termine ancora più stretto, fissato al 31 agosto.

Secondo i dati diffusi dall'associazione dei costruttori veneti, nel secondo trimestre del 2026 gli esiti di gara pubblicati sono saliti a 2.282, con un aumento del 32,8% rispetto al trimestre precedente, per un valore aggiudicato di circa 326 milioni di euro. L'edilizia scolastica rappresenta il 16,6% delle gare, sostenuta dalle risorse del PNRR e dei fondi europei FESR. È bene ricordare, come segnala la stessa Ance Veneto nei suoi rapporti, che si tratta di dati in parte provvisori: gli esiti di gara vengono comunicati con tempi diversi e le cifre possono essere riviste nei report successivi.

Perché la quota scolastica è così alta

Il 16,6% non è un numero qualsiasi. Nei rapporti dei trimestri precedenti l'incidenza delle gare di edilizia scolastica in Veneto si era mossa attorno al 12% (11,7% nel primo trimestre 2025, 12,1% nell'ultimo trimestre 2024). La crescita si spiega con la fase in cui si trova il Piano nazionale di ripresa e resilienza: siamo nel tratto finale, quello in cui gli enti locali devono chiudere i lavori già finanziati, affidare gli ultimi lotti, completare le lavorazioni residue. Non è quindi l'inizio di una nuova stagione di investimenti, ma la corsa conclusiva di una stagione che si sta esaurendo.

Il quadro territoriale conferma questa lettura: la Città metropolitana di Venezia e la provincia di Padova concentrano ciascuna circa il 20% delle gare sopra i 40 mila euro. A muovere il grosso delle procedure sono i Comuni, che promuovono più della metà delle gare pur gestendo una quota minore delle risorse, mentre Province ed enti regionali controllano la parte più consistente degli importi messi a gara. È esattamente la divisione di competenze che le scuole conoscono bene: i Comuni si occupano degli edifici di infanzia, primaria e secondaria di primo grado, le Province e la Città metropolitana di quelli delle superiori.

Il vero spartiacque è il 31 agosto

Qui sta il punto che interessa direttamente dirigenti scolastici, personale e famiglie. Con una nota del 17 luglio scorso, l'Unità di missione PNRR del Ministero dell'Istruzione e del Merito ha trasmesso agli enti locali le indicazioni operative per la rendicontazione finale dei target e per la richiesta di saldo degli interventi di edilizia scolastica. L'indicazione più stringente riguarda i tempi: il certificato di ultimazione dei lavori non può essere emesso oltre il 31 agosto 2026 e va caricato sulla piattaforma ReGiS entro pochi giorni dall'emissione. Dopo quella data, la documentazione non è più utilizzabile per dimostrare il raggiungimento degli obiettivi europei.

Significa che i Comuni e le Province hanno poche settimane per portare a termine le opere e metterle nero su bianco. Le indicazioni ministeriali sono consultabili sul sito del Ministero, nella sezione dell'Unità di missione per il PNRR.

Cosa vuol dire per il rientro a settembre

Nella maggior parte dei casi il lavoro estivo si chiude in tempo e a settembre non se ne accorge nessuno. Ma dove il cantiere è in ritardo, gli effetti si vedono subito: aule non riconsegnate, palestre indisponibili, ali dell'edificio ancora transennate, classi spostate in sedi provvisorie, orari da riorganizzare nelle prime settimane. Sono situazioni che si gestiscono molto meglio se se ne parla ad agosto anziché il 9 settembre.

Cosa fare adesso

  • Dirigenti scolastici e DSGA: chiedere per iscritto all'ente proprietario dell'edificio (Comune per infanzia, primaria e secondaria di primo grado; Provincia o Città metropolitana per le superiori) una data certa di riconsegna dei locali e conferma della relativa documentazione di agibilità, così da programmare per tempo eventuali spostamenti di classi.
  • Personale ATA: verificare quando gli spazi torneranno effettivamente accessibili, perché pulizie di fine cantiere e ricollocazione degli arredi richiedono giorni, non ore.
  • Famiglie e rappresentanti: seguire le comunicazioni della scuola e del Comune nelle ultime settimane di agosto; è lì che vengono annunciate eventuali soluzioni provvisorie.

Il calendario regionale resta il punto di riferimento per la data di rientro: le informazioni ufficiali sono pubblicate sul portale della Regione del Veneto. Sul dopo-PNRR, invece, il tema è apertamente sul tavolo dei costruttori: il presidente di Ance Veneto, Alessandro Gerotto, ha collegato la tenuta del sistema degli appalti alla necessità di guardare oltre il Piano, indicando come nodo principale quello della casa. Per le scuole la domanda è analoga: che cosa finanzierà, dal 2027, la manutenzione degli edifici quando i fondi europei del ciclo attuale saranno esauriti.