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Sciopero scrutini tecnici dal 13 al 21 giugno: la FLC CGIL

Sciopero scrutini tecnici dal 13 al 21 giugno: la FLC CGIL

Nuova tappa della mobilitazione contro la riforma degli istituti tecnici: la FLC CGIL ha proclamato uno sciopero breve nazionale di un'ora del personale docente impegnato negli scrutini finali delle scuole secondarie di secondo grado che comprendono gli istituti di istruzione tecnica. L'astensione si colloca nella finestra dal 13 al 21 giugno, in corrispondenza degli scrutini programmati da ciascuna scuola.

La proclamazione formale è stata comunicata dal sindacato lo scorso 3 giugno e, come riportato nell'avviso pubblicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (prot. n. 57 del 5 giugno), l'agitazione interessa il periodo degli scrutini finali del secondo ciclo. Restano escluse le operazioni propedeutiche allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione: una precisazione che, di fatto, tutela il regolare avvio della Maturità.

Che cosa prevede lo sciopero

Si tratta di uno sciopero "breve", della durata di un'ora, rivolto al solo personale docente impegnato negli scrutini finali e limitato alle istituzioni che comprendono percorsi di istruzione tecnica. La durata e le modalità sono quelle predeterminate dai piani delle attività di ciascuna istituzione scolastica interessata, nel rispetto della normativa vigente sui servizi pubblici essenziali.

In concreto, l'astensione può comportare un rinvio o un rallentamento di alcune operazioni di scrutinio nelle scuole coinvolte, ma non incide sugli scrutini delle classi terminali legati agli esami di Stato, che proseguono regolarmente.

Le ragioni della protesta

La mobilitazione si inserisce nella vertenza aperta dalla FLC CGIL contro il riordino degli istituti tecnici, ritenuto dal sindacato penalizzante per la qualità della didattica e per gli organici. Secondo le segnalazioni raccolte da diverse scuole e rilanciate dall'organizzazione, le modifiche al settore inciderebbero in particolare sugli insegnamenti di cultura generale e su quelli professionalizzanti, con possibili ricadute sull'offerta formativa e sul numero di posti di lavoro, sia per i docenti sia per il personale ATA.

Su questa base la FLC CGIL chiede il ritiro o, in subordine, il rinvio dell'attuazione della riforma, e ha presentato emendamenti in sede parlamentare per modificarne l'impianto. Il sindacato ha inoltre sollecitato un confronto sulle questioni oggetto della vertenza.

La cornice normativa e l'iter

Lo sciopero si svolge secondo le regole previste per le forme di astensione nei servizi pubblici essenziali, disciplinate dalla Legge 146/1990. Proprio in questo quadro, le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge risultano regolarmente esperite: secondo quanto reso noto dal sindacato, l'incontro si è tenuto il 27 aprile presso il Ministero del Lavoro.

Una mobilitazione più ampia

L'iniziativa non è isolata. La FLC CGIL la inserisce in un percorso di lotta che nelle ultime settimane ha visto altre azioni, tra cui lo sciopero del 7 maggio, l'astensione dalle prestazioni aggiuntive orarie nel periodo compreso tra il 22 maggio e il 21 giugno e la sospensione delle adozioni dei libri di testo.

Il mese di giugno, peraltro, vede sul fronte degli scrutini anche altre sigle in campo: il sindacato USB ha proclamato a sua volta uno sciopero breve degli scrutini nelle secondarie di secondo grado, con un proprio calendario. Per le famiglie significa che, in alcune scuole, la pubblicazione degli esiti finali potrebbe subire lievi slittamenti.

Cosa significa per studenti e famiglie

Per studenti e famiglie l'impatto concreto è generalmente contenuto: trattandosi di un'astensione di un'ora circoscritta alle operazioni di scrutinio, l'effetto più probabile è un possibile differimento nella chiusura dei verbali e nella pubblicazione dei tabelloni in alcuni istituti tecnici. Gli esami di Stato, invece, non sono toccati dall'agitazione.

Il consiglio pratico è seguire le comunicazioni della propria scuola, che è tenuta a informare le famiglie sulle modalità di svolgimento dello sciopero e sugli eventuali effetti sull'orario delle attività. Sul piano più generale, la protesta conferma quanto la riforma dell'istruzione tecnica resti un nodo aperto: un tema destinato a riproporsi anche all'avvio del prossimo anno scolastico.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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