Nuovo capitolo della vertenza sulla riforma degli istituti tecnici. Il 3 giugno scorso la FLC CGIL ha proclamato uno sciopero breve nazionale del personale docente impegnato negli scrutini finali delle scuole secondarie di secondo grado che comprendono gli istituti di istruzione tecnica, con decorrenza dal 13 al 21 giugno 2026. L'astensione resta circoscritta: durerà il tempo dello svolgimento dello scrutinio e non riguarderà gli scrutini propedeutici agli esami conclusivi dei cicli di istruzione, così da non bloccare la chiusura dell'anno per maturandi e candidati.
Come funziona lo sciopero breve degli scrutini
Si tratta di una forma di protesta mirata: lo sciopero interessa soltanto i docenti chiamati a partecipare agli scrutini finali negli istituti tecnici e negli istituti di istruzione secondaria superiore con indirizzi tecnici, per la durata predeterminata in fase di programmazione dai piani delle attività di ciascuna scuola. Sono espressamente esclusi gli scrutini collegati agli esami di Stato, in modo da rispettare i limiti previsti dalla disciplina sui servizi pubblici essenziali fissata dalla legge 146/1990.
In concreto, l'adesione di una parte del consiglio di classe può comportare la riprogrammazione o il differimento della seduta di scrutinio nei limiti consentiti, senza però compromettere gli adempimenti necessari per chi deve sostenere gli esami finali. Spetterà alle singole istituzioni scolastiche organizzare i lavori e comunicare eventuali variazioni di calendario.
Le ragioni della protesta
La mobilitazione si inserisce nella vertenza contro il riordino dell'istruzione tecnica, le cui modifiche ordinamentali traggono origine dal decreto-legge 144/2022 e la cui attuazione è stata definita con il decreto ministeriale del 19 febbraio 2026, che interviene su indirizzi, articolazioni e quadri orari a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2026/27.
Secondo la FLC CGIL il riordino è penalizzante per la didattica e per gli organici: il sindacato segnala in particolare il ridimensionamento di alcune discipline considerate centrali, sia sul piano della cultura generale sia su quello professionalizzante, e lamenta l'assenza di risorse aggiuntive adeguate a sostenere il cambiamento. Tra le richieste avanzate ci sono il rinvio dell'attuazione della riforma, l'apertura di un confronto effettivo con le organizzazioni rappresentative e una valutazione condivisa delle ricadute ordinamentali, didattiche, organizzative e professionali.
Una mobilitazione che dura da settimane
Lo sciopero degli scrutini è l'ultima di una serie di iniziative. La vertenza ha già prodotto lo sciopero del 7 maggio, l'astensione da tutte le prestazioni aggiuntive orarie dal 22 maggio al 21 giugno e la sospensione delle adozioni dei libri di testo nelle scuole interessate. La proclamazione del 3 giugno arriva dopo il mancato esito positivo del tentativo di conciliazione svolto il 27 aprile presso il Ministero del Lavoro, nell'ambito delle procedure di raffreddamento previste dalla normativa. Sul piano parlamentare, il sindacato ha inoltre chiesto un incontro ai capigruppo di Camera e Senato e predisposto emendamenti per ottenere il rinvio del riordino.
Va precisato che, a differenza della FLC CGIL, le altre sigle rappresentative — CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e Anief — ad aprile avevano sospeso lo stato di agitazione dopo un'intesa con il Ministero, che prevedeva l'avvio della riforma con correttivi da definire nei tavoli tecnici. La protesta di queste settimane è quindi promossa principalmente dalla FLC CGIL.
Cosa significa per studenti e famiglie
Per le famiglie degli studenti degli istituti tecnici l'effetto pratico più probabile è un possibile slittamento, nei limiti consentiti, delle sedute di scrutinio finale e quindi della pubblicazione di alcuni esiti. Restano invece al riparo gli adempimenti decisivi: gli scrutini di ammissione agli esami di Stato del primo e del secondo ciclo non sono toccati dall'astensione, così come non lo è il calendario delle prove di maturità, fissato al 18 giugno.
Il consiglio per studenti e famiglie è di seguire le comunicazioni della propria scuola attraverso il registro elettronico e le circolari, dove saranno indicate eventuali nuove date per scrutini e pubblicazione dei voti. La vertenza, intanto, resta aperta: il nodo del rinvio o della revisione del riordino dei tecnici tornerà con ogni probabilità al centro del confronto tra sindacati, Ministero e Parlamento anche dopo la chiusura dell'anno scolastico.
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