Oggi, martedì 5 maggio 2026, il sistema scolastico italiano vive una giornata di lavori intensi nei Collegi docenti per la definizione dell'offerta formativa del prossimo triennio. Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025, avvenuta in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026 ed entrato in vigore l'11 febbraio 2026, le istituzioni scolastiche stanno completando il percorso di superamento del DM 254/2012. Il nuovo quadro normativo delinea un modello educativo profondamente rinnovato per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo, con una tabella di marcia che prevede un'applicazione progressiva per garantire la sostenibilità del cambiamento.
Avvio graduale dal 2026/2027: cosa cambia e quando
Una delle precisazioni più rilevanti fornite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) con la Circolare n. 1312 del 12 marzo 2026, firmata dal Capo Dipartimento Carmela Palumbo, riguarda la tempistica di attuazione delle nuove Indicazioni Nazionali. Le novità non entreranno in vigore simultaneamente per tutte le classi: a partire dall'anno scolastico 2026/2027, l'adozione coinvolgerà tutte le sezioni della scuola dell'infanzia e le sole classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Le Indicazioni 2012 continueranno ad applicarsi per le classi intermedie fino a esaurimento, ovvero fino al 2030/2031 per la primaria e al 2028/2029 per la secondaria di primo grado.
Il Latino per l'educazione linguistica: opzionale e dalle seconde e terze medie
Tra le innovazioni più attese per la scuola secondaria di primo grado spicca l'introduzione del Latino per l'educazione linguistica (LEL). Non si tratta di un insegnamento grammaticale di stampo tradizionale, ma di un approccio metodologico volto a rafforzare le competenze linguistiche complessive degli studenti, con l'obiettivo di favorire la comprensione delle radici della lingua italiana e di potenziare le capacità di analisi critica e di riflessione semantica. La Circolare 1312/2026 chiarisce che il LEL è avviato, in via di prima applicazione e su base opzionale, a partire dalle classi seconde e terze funzionanti nell'anno scolastico 2026/2027. L'attivazione passa per il PTOF e per gli spazi di autonomia, flessibilità e ampliamento dell'offerta formativa, con almeno un'ora settimanale, anche utilizzando lo spazio di approfondimento in materie letterarie o organizzando le attività in orario extracurricolare per l'intera classe o per gruppi di alunni di classi diverse.
Valutazione e PTOF: i riferimenti operativi
Sul fronte organizzativo, i Collegi Docenti sono impegnati nell'aggiornamento del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF). La Circolare 1312/2026 fissa come orizzonte l'inizio dell'anno scolastico 2026/2027 per l'adeguamento del PTOF e la rielaborazione del curricolo d'istituto in coerenza con i nuovi traguardi di competenza. Su un piano distinto si colloca il sistema di valutazione, già pienamente operativo: la Legge 150 del 1° ottobre 2024, l'Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 e la Circolare ministeriale n. 2867 del 23 gennaio 2025 hanno disegnato il nuovo impianto della valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria.
Il ritorno ai giudizi sintetici – Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente, Non sufficiente – costituisce l'elemento di maggiore impatto per le famiglie e per la didattica quotidiana, applicato a ciascuna disciplina del curricolo, compresa l'educazione civica. I giudizi sintetici sono correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti, in una prospettiva formativa che mira a coniugare la funzione del feedback con una comunicazione trasparente e immediata del livello di preparazione conseguito dallo studente. Per la scuola secondaria di primo grado, la stessa Legge 150/2024 ha reintrodotto la valutazione del comportamento espressa con voto in decimi.
Impatto sul personale ATA e posizioni sindacali
L'attuazione del nuovo curricolo non riguarda solo la didattica, ma comporta carichi di lavoro aggiuntivi anche per il personale ATA. La gestione dei laboratori innovativi finanziati dal PNRR nell'ambito del piano Scuola 4.0 richiede un supporto tecnico e amministrativo costante. Gli Assistenti Tecnici sono chiamati a garantire la funzionalità delle nuove dotazioni, mentre gli Assistenti Amministrativi devono gestire la rendicontazione e l'aggiornamento inventariale dei beni acquistati, attività centrali nelle segreterie scolastiche.
Su questi aspetti sono arrivate le perplessità delle parti sociali. La FLC CGIL ha espresso forti riserve, sottolineando come la riforma rischi di tradursi in un eccessivo aggravio burocratico per docenti e ATA. Secondo l'organizzazione sindacale, la mancanza di un piano di formazione organico e di investimenti strutturali per il personale potrebbe ostacolare la reale efficacia delle nuove Indicazioni Nazionali. Resta dunque aperta la sfida di tradurre l'impianto normativo in un miglioramento effettivo della qualità scolastica a partire dal prossimo settembre 2026.
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