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Carta del docente anche ai supplenti brevi: dopo la sentenza UE le pronunce di Brescia e Catania aprono a ricorsi e arretrati fino a 2.500 euro

Carta del docente anche ai supplenti brevi: dopo la sentenza UE le pronunce di Brescia e Catania aprono a ricorsi e arretrati fino a 2.500 euro

La Carta del docente spetta anche ai precari con supplenze brevi e saltuarie. Ad affermarlo, in modo sempre più netto, sono le ultime pronunce dei giudici italiani, che stanno dando seguito alla decisione storica della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 3 luglio 2025. Migliaia di insegnanti che fino a oggi sono rimasti esclusi dal bonus formazione possono ora rivendicare il diritto a riceverlo, anche per gli anni passati.

Cosa ha stabilito la Corte di Giustizia UE

Con la sentenza emessa il 3 luglio 2025 nella causa C-268/24 (ZT contro Ministero dell'Istruzione e del Merito), la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha riconosciuto che escludere i docenti precari con supplenze brevi dal beneficio della Carta del docente costituisce una violazione del principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e a tempo indeterminato. I giudici di Lussemburgo hanno richiamato la clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva 1999/70/CE, secondo cui la sola durata del contratto non costituisce ragione oggettiva sufficiente a giustificare un trattamento differenziato sul piano degli strumenti di formazione professionale.

Il principio è chiaro: se il docente precario svolge le stesse attività del collega di ruolo, l'esclusione automatica dal bonus formazione non regge. La pronuncia rappresenta un punto di svolta in un percorso giurisprudenziale iniziato con la sentenza CGUE del 18 maggio 2022 e proseguito con la sentenza della Cassazione n. 29961 del 27 ottobre 2023, che aveva esteso il beneficio ai supplenti annuali al 31 agosto e fino al 30 giugno.

I giudici italiani applicano il principio europeo

Dopo la sentenza europea, le corti italiane hanno iniziato a muoversi. La Corte d'Appello di Brescia, Sezione Lavoro, con sentenza depositata il 5 febbraio 2026, ha riconosciuto il diritto alla Carta del docente a un'insegnante che aveva svolto supplenze brevi e temporanee negli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad accreditare il bonus di 500 euro per ciascuna annualità. Pochi giorni dopo, il Tribunale di Catania, con pronuncia del 10 febbraio 2026, ha ordinato il rimborso di quattro annualità arretrate, per un totale di 2.000 euro, a una docente che aveva insegnato con contratti brevi consecutivi.

Il punto interpretativo comune alle due decisioni è che il diritto al beneficio non dipende dalla qualificazione formale del contratto, ma dalla concreta comparabilità dell'attività svolta. In altre parole, conta cosa si è insegnato, non quanto è durato il contratto.

La situazione amministrativa attuale

Sul piano amministrativo, però, il quadro non si è ancora del tutto allineato a quello giurisprudenziale. Per l'anno scolastico 2025/2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha riattivato la Carta del docente dal 9 marzo 2026 con un importo ridotto rispetto al passato e una platea estesa ai docenti di ruolo, ai supplenti con contratto annuale fino al 31 agosto, ai docenti con incarico fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno e al personale educativo dei convitti ed educandati. I supplenti brevi e saltuari restano tuttavia ancora esclusi dall'accredito automatico sulla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it.

Significa che, allo stato, il diritto di questa categoria di docenti emerge soprattutto sul terreno del contenzioso: per ottenere il bonus serve un'azione legale, non basta una semplice domanda al Ministero.

Le due strade per ottenere il bonus

Sul piano operativo, le iniziative legali oggi attive si articolano lungo due direttrici. La prima è il ricorso al giudice del lavoro per il recupero degli arretrati: possono presentarlo i docenti che negli ultimi cinque anni scolastici abbiano svolto supplenze brevi o saltuarie senza ricevere la Carta. Tenuto conto del termine di prescrizione quinquennale, il rimborso massimo ottenibile è pari a 2.500 euro complessivi, ovvero 500 euro per ciascuna delle annualità riconoscibili. È necessario risultare ancora inseriti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) o nelle graduatorie di istituto.

La seconda è il ricorso al TAR per impugnare il decreto interministeriale che disciplina la Carta del docente per l'anno in corso, nella parte in cui esclude i supplenti brevi e saltuari, al fine di ottenere il riconoscimento del beneficio per l'anno scolastico 2025/2026. Quest'ultima azione è promossa, fra gli altri, da Anief e da diversi studi legali specializzati nel contenzioso scolastico.

Come si spende la Carta del docente

Vale la pena ricordare cosa è possibile acquistare una volta ottenuto il bonus. La Carta, introdotta dalla legge 107/2015, è destinata alla formazione e all'aggiornamento professionale degli insegnanti e copre l'acquisto di libri e riviste, hardware e software, biglietti per musei, mostre, eventi culturali, spettacoli teatrali e cinematografici, nonché iscrizioni a corsi di aggiornamento e a corsi post lauream coerenti con il profilo professionale. Tra i percorsi più richiesti rientrano i corsi per il conseguimento di certificazioni informatiche e linguistiche valide ai fini delle graduatorie e della mobilità: Formacenter, ente accreditato MIM e Polo Universitario eCampus, eroga numerosi corsi acquistabili direttamente con la Carta, dalla certificazione CIAD DigComp 2.2 ai percorsi linguistici di British Institutes fino ai master e ai corsi di perfezionamento riconosciuti per la mobilità professionale.

Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi

L'orientamento ormai consolidato della giurisprudenza europea e di merito rende plausibile, secondo molti osservatori, un nuovo intervento normativo che estenda il beneficio a tutti i docenti precari, compresi i supplenti brevi e saltuari. È già accaduto in passato: il governo, dopo le prime sentenze a favore dei supplenti annuali, è stato di fatto costretto ad ampliare la platea dei beneficiari con il decreto interministeriale 2024 che ha incluso i contratti al 31 agosto. La pressione del contenzioso, oggi alimentata anche dalla pronuncia europea del 2025, potrebbe condurre a una nuova revisione delle regole, con conseguente probabile riduzione dell'importo individuale ma allargamento della copertura.

Nel frattempo, per chi ha lavorato con supplenze brevi negli ultimi anni, il consiglio degli operatori del diritto è di non lasciar maturare la prescrizione quinquennale: i 500 euro per ogni anno di servizio prestato non si recupereranno automaticamente, ma soltanto attraverso una formale azione legale.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

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