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Sciopero Lycée Chateaubriand: alta adesione per salvare l'istituto storico

Sciopero Lycée Chateaubriand: alta adesione per salvare l'istituto storico

Roma si è fermata per un giorno, o quasi, in difesa di un pezzo della sua storia educativa. Ieri, giovedì 23 aprile 2026, il Lycée Chateaubriand, prestigioso istituto francese nella Capitale, ha vissuto una giornata di sciopero con un'adesione altissima da parte del personale, un segnale inequivocabile della determinazione a proteggere la scuola da tagli che ne minacciano l'identità e la sostenibilità.

Il grido d'allarme e i numeri della protesta

L'astensione dal lavoro, indetta dalla FLC CGIL e dal sindacato francese SNES, ha registrato una partecipazione quasi totale. I dati parlano chiaro: tra i docenti con contratto locale, ben 47 su 50 in servizio hanno incrociato le braccia. Ancora più significativa l'adesione del personale ATA con contratto locale, con 57 lavoratori su 63. Anche il corpo docente francese ha risposto compatto, con 47 adesioni su 50 in servizio.

Un fronte unito che ha visto al proprio fianco anche le associazioni dei genitori, sia a livello locale sia attraverso un'interazione diretta con le autorità francesi. Questa massiccia mobilitazione sottolinea la profonda preoccupazione per il futuro di un'istituzione che da oltre un secolo, precisamente dal 1903, rappresenta un punto di riferimento per l'istruzione e lo scambio culturale a Roma.

Le radici della crisi: tagli, rette e l'ombra dell'AEFE

La protesta è la risposta a una grave crisi economica denunciata dalla Direzione del Lycée, una situazione che, secondo le rappresentanze sindacali, deriverebbe non solo da problematiche locali ma soprattutto da precise scelte di bilancio del governo francese. Le soluzioni prospettate dalla Direzione, e contestate dai lavoratori, prevedono infatti un drastico taglio dei salari e dei diritti del personale – sia italiano che francese – e una preoccupante riduzione della qualità dell'offerta formativa.

Al centro del dibattito vi sono anche le richieste dell'AEFE (Agence pour l'Enseignement Français à l'Étranger), che, nell'ambito di una riforma strutturale, ha deciso di trasferire una quota crescente degli oneri pensionistici del personale distaccato direttamente sugli istituti. Questa decisione comporterà per il Lycée Chateaubriand un onere aggiuntivo significativo: circa 800.000 euro già nel 2026, destinati a salire a un milione di euro nel 2027. Un impatto finanziario brutale che ha già portato a un aumento vertiginoso delle rette scolastiche, con un +18% per l'anno scolastico 2026/2027, un ulteriore +12% per il 2027/2028 e un +6% per il 2028/2029, per un incremento cumulato del 40% in tre anni. La FLC CGIL e il personale ritengono che tali misure, unendo tagli e aumenti delle rette, allontaneranno le famiglie, innescando una spirale recessiva che potrebbe compromettere irrimediabilmente la sostenibilità dell'istituto e la sua preziosa diversità sociale.

Un futuro incerto per un'eccellenza romana

La posta in gioco è alta: la tutela del Contratto Collettivo Aziendale, la salvaguardia dei posti di lavoro e la preservazione di un progetto educativo di eccellenza. La FLC CGIL ha dichiarato l'apertura dello stato di agitazione e, con la giornata di sciopero di ieri, giovedì 23 aprile 2026, ha ribadito il proprio impegno a proseguire ogni azione necessaria a difesa dei diritti e della sostenibilità del Lycée Chateaubriand. L'obiettivo è chiaro: recedere da ogni tentativo di riduzione della massa salariale e di modifica del contratto collettivo, per garantire un futuro all'istituto storico che, oggi, venerdì 24 aprile 2026, si interroga sul proprio destino.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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