Pensioni scuola 2027: dal prossimo anno servono 67 anni e un mese. Chi rischia di restare bloccato in servizio senza volerlo

Pensioni scuola 2027: dal prossimo anno servono 67 anni e un mese. Chi rischia di restare bloccato in servizio senza volerlo

Dal 1° gennaio 2027 per andare in pensione di vecchiaia non basteranno più 67 anni. Ne servirà uno in più: 67 anni e un mese. Sembra una differenza minima. Per la maggior parte dei lavoratori italiani lo è davvero. Ma per docenti e personale ATA, con la loro finestra di uscita fissata al 1° settembre di ogni anno, un solo mese di differenza può significare rimanere in servizio un anno scolastico intero in più. E chi è nato in estate — giugno, luglio, agosto — rischia di restare bloccato fino a settembre 2028 senza averlo scelto.

L'aumento scatta per effetto dell'adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, previsto dalla riforma Fornero e confermato dalla Legge di Bilancio 2026. Il meccanismo è biennale: ogni due anni l'ISTAT pubblica i dati demografici aggiornati e la Ragioneria Generale dello Stato adegua di conseguenza i requisiti anagrafici per il pensionamento. Per il biennio 2027-2028 l'adeguamento è di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028. Dopo il 2029 il percorso continuerà: secondo lo scenario demografico mediano dell'ISTAT, l'età per la pensione di vecchiaia supererà i 68 anni nel 2037 e potrebbe avvicinarsi ai 69 nel 2051.

Fino al 31 dicembre 2026: 67 anni. Dal 1° gennaio 2027: 67 anni e un mese

Il cambiamento è netto e senza gradualità. Chi compie 67 anni entro il 31 dicembre 2026 e ha almeno 20 anni di contributi può andare in pensione dal 1° settembre 2026 se fa domanda nei tempi previsti. Chi compie 67 anni il 1° gennaio 2027 deve aspettare di avere 67 anni e un mese — quindi fino al 1° febbraio 2027 — prima di maturare il requisito. Per un lavoratore del settore privato questo slittamento di un mese è gestibile: si va in pensione a febbraio invece che a gennaio. Per un docente o un collaboratore scolastico, quella mensilità può costare un anno intero.

Il motivo è la finestra unica di uscita della scuola. A differenza di tutti gli altri comparti del pubblico impiego e del settore privato, il personale scolastico può andare in pensione solo con decorrenza 1° settembre. Non esiste una data di uscita a febbraio, a marzo o a luglio. Chi matura i requisiti il 15 gennaio può lasciare il 1° settembre dello stesso anno. Chi li matura il 2 ottobre deve aspettare il 1° settembre dell'anno successivo. Questo meccanismo, pensato per garantire la continuità didattica, si trasforma in una trappola quando i requisiti crescono di un mese e la finestra rimane al 1° settembre.

Chi rischia di restare bloccato un anno in più

Il problema colpisce in modo specifico chi è nato nei mesi estivi. Ecco perché.

Un docente nato il 15 giugno 1960 compirà 67 anni il 15 giugno 2027. Con il nuovo requisito di 67 anni e un mese, lo maturerà il 15 luglio 2027 — prima del 31 agosto. Potrà quindi uscire il 1° settembre 2027, con un ritardo di un mese rispetto a chi ci andava nel 2026.

Un collaboratore scolastico nato il 10 agosto 1960 compirà 67 anni il 10 agosto 2027. Con il nuovo requisito, lo maturerà il 10 settembre 2027 — dopo il 31 agosto. Non potrà uscire il 1° settembre 2027. Dovrà aspettare il 1° settembre 2028, lavorando fino a 68 anni e 1 mese. Un ritardo di un anno intero causato da un solo mese di differenza nella data di nascita.

Chi è nato tra l'1 e il 31 agosto 1960 si trova esattamente in questa situazione. Un mese di nascita in più o in meno rispetto a un collega può determinare uno scarto di dodici mesi di lavoro in più. Non è una questione teorica: è una distorsione concreta che colpisce una fascia precisa di lavoratori in modo sproporzionato rispetto all'aumento effettivo dei requisiti.

Dal 2028 il requisito sale ancora: 67 anni e tre mesi

Per il 2028 il decreto interministeriale del Ministero dell'Economia e del Ministero del Lavoro, pubblicato a dicembre 2025, ha già fissato il requisito a 67 anni e tre mesi. Per la pensione anticipata serviranno 43 anni e un mese di contributi per gli uomini, 42 anni e un mese per le donne. Questo secondo scatto amplifica ulteriormente l'effetto della finestra unica: chi è nato tra luglio e settembre 1960 e non riesce a maturare il requisito entro agosto 2028 dovrà aspettare settembre 2029.

Con questa traiettoria, un docente nato nell'estate del 1962 — che in un sistema normale potrebbe andare in pensione a 67 anni nel 2029 — si potrebbe trovare a dover lavorare fino a settembre 2030, a quasi 68 anni e mezzo, per effetto combinato dell'aumento dei requisiti e della finestra di settembre.

Chi è escluso dagli aumenti

Non tutti i docenti subiscono questi aumenti. Gli insegnanti di scuola dell'infanzia e dei nidi sono esclusi dall'adeguamento perché la loro attività è classificata come lavoro gravoso: possono quindi continuare ad accedere alla pensione con i requisiti precedenti, o con condizioni più favorevoli. Stessa esenzione per chi svolge attività usuranti o gravose da almeno sette anni negli ultimi dieci di carriera, o sei anni negli ultimi sette.

Tutti gli altri — docenti di primaria, medie, superiori, personale ATA, educatori — sono soggetti all'aumento. L'Anief ha raccolto oltre 130.000 firme per chiedere il riconoscimento del lavoro gravoso all'intero personale scolastico, con pensionamento anticipato a 63 anni e mezzo. La proposta è in Parlamento con la proposta di legge della senatrice Bucalo (FdI), che prevede anche il riscatto agevolato della laurea a 900 euro per anno di studi. Al momento è ferma in commissione.

Cosa fare se si è nati in estate e si sta per compiere 67 anni

Per chi si avvicina alla soglia pensionistica nel 2027 o nel 2028, il consiglio pratico è verificare la propria posizione contributiva su NoiPA e sul sito INPS prima di presentare domanda di cessazione. Le domande per il pensionamento al 1° settembre 2027 dovranno essere presentate attraverso il portale POLIS entro l'autunno 2026 — la circolare ministeriale viene di solito pubblicata a settembre-ottobre. Chi non è sicuro di maturare il requisito entro il 31 agosto 2027 può presentare la domanda con riserva: in questo modo la cessazione viene confermata solo se l'INPS accerta effettivamente il diritto alla pensione, e in caso contrario il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni.

Il meccanismo della domanda con riserva è uno strumento importante che molti docenti e ATA non conoscono: evita di ritrovarsi senza lavoro e senza pensione nel caso in cui i requisiti non vengano riconosciuti. Per chi ha dubbi sulla propria posizione contributiva, il consiglio è rivolgersi al patronato del proprio sindacato di riferimento, che offre assistenza gratuita per la presentazione delle domande all'INPS.

Il quadro completo dei requisiti 2026, 2027 e 2028

Per chiarezza, questi sono i requisiti pensionistici per il personale scolastico nei tre anni a confronto. Nel 2026 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e 20 anni di contributi entro il 31 agosto; quella anticipata richiede 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Nel 2027 la vecchiaia sale a 67 anni e un mese, l'anticipata a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, con l'aggiunta della finestra mobile di tre mesi. Nel 2028 la vecchiaia arriverà a 67 anni e tre mesi, l'anticipata a 43 anni e un mese per gli uomini e 42 anni e un mese per le donne.

Un mese in più all'anno. Per chi è nato nel momento sbagliato dell'anno, quel mese può valere dodici.

Vincenzo Schirripa

Autore di NewsIstruzione