Mobilità docenti 2026: hai tempo fino al 2 aprile, ma questi errori in fase di compilazione costano caro

Mobilità docenti 2026: hai tempo fino al 2 aprile, ma questi errori in fase di compilazione costano caro

La domanda di mobilità 2026/2027 è aperta da ieri e scade il 2 aprile. Quasi tre settimane di tempo — apparentemente tante. Ma chi sottovaluta la complessità della procedura rischia di ritrovarsi con un trasferimento negato, un punteggio azzerato o, peggio, una domanda presentata da chi non ne aveva nemmeno il diritto.

Tre settimane sembrano tante. Non lo sono, se si considera quanto è articolata la domanda di mobilità 2026/2027 e quanti sono i dettagli che possono fare la differenza tra un trasferimento ottenuto e uno negato. La procedura è aperta dal 16 marzo al 2 aprile su Istanze Online — POLIS, accessibile con SPID o CIE — e riguarda i docenti di ruolo che vogliono cambiare sede, ordine di scuola o provincia per l'anno scolastico 2026/2027. Gli esiti saranno pubblicati il 29 maggio.

Ma prima di aprire il portale e iniziare a compilare, vale la pena fare un passo indietro e capire quali sono gli errori che costano più caro. Alcuni emergono subito, altri si pagano a maggio quando gli esiti arrivano e la domanda è già stata elaborata.

Errore 1: presentare la domanda quando non si poteva

È il primo e il più grave. Non tutti i docenti di ruolo possono partecipare alla mobilità 2026/2027, e dare per scontato di rientrare tra gli aventi diritto è il modo più veloce per perdere tempo e creare problemi.

Sono esclusi in modo assoluto, senza possibilità di deroga, i docenti che nel 2025/2026 risultano assunti a tempo determinato da GPS prima fascia sostegno, da concorso straordinario bis o da concorso PNRR in attesa di abilitazione. Questi non sono ancora immessi in ruolo a tutti gli effetti e non possono partecipare.

Sono invece soggetti al vincolo triennale — e quindi esclusi salvo deroghe specifiche — i docenti assunti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2024, chi ha avuto la decorrenza economica dal 1° settembre 2025, e chi negli anni 2024/25 o 2025/26 ha ottenuto la titolarità su una scuola indicata puntualmente con domanda volontaria. In quest'ultimo caso il vincolo triennale scatta automaticamente, indipendentemente da quanti anni si è già stati in quella sede.

La trappola più frequente è quella dei docenti assunti da GPS prima fascia sostegno nel 2024, confermati in ruolo nel 2025 con retrodatazione giuridica al 1° settembre 2024: anche in questo caso il triennio di blocco decorre dalla data giuridica, non da quella economica. Chi non lo sa e presenta domanda comunque rischia un'istanza nulla.

Errore 2: contare su una deroga che non esiste più

Quest'anno il CCNI 2025/2028 ha introdotto due modifiche alle deroghe al vincolo triennale che hanno sorpreso molti docenti, alcuni dei quali avevano già pianificato la propria domanda contando sulla normativa precedente.

La prima: il limite di età dei figli per ottenere la deroga è sceso da 16 a 14 anni. Chi ha figli tra i 14 e i 16 anni e contava su questa clausola per potersi trasferire si ritrova ora senza quella copertura.

La seconda, ancora più impattante: è stata eliminata del tutto la deroga per il ricongiungimento al genitore over 65. Una deroga che in passato permetteva a molti docenti del Sud trasferiti al Nord di rientrare assistendo i genitori anziani. Adesso non esiste più, e non ci sono disposizioni transitorie per chi l'aveva già utilizzata in passato come punto di riferimento per i propri piani familiari.

Chi presenta domanda invocando una deroga che non è più valida non ottiene il trasferimento ma può anche compromettere la propria posizione in graduatoria.

Errore 3: allegati mancanti o incompleti

La domanda di mobilità non è solo la compilazione online: richiede una serie di autodichiarazioni e allegati che devono essere caricati attraverso la funzione "Gestione allegati" di Istanze Online. Tra i documenti necessari ci sono le dichiarazioni sull'anzianità di servizio, la continuità del servizio, le esigenze di famiglia, i titoli culturali, le eventuali precedenze e il superamento dell'anno di prova.

Una domanda inviata senza allegati, o con allegati incompleti, può essere valutata con punteggio pari a zero sulle voci non documentate. In alcuni casi la domanda stessa può essere considerata irregolare. Il sistema permette di riutilizzare documenti già caricati in anni precedenti, ma questi vanno verificati e aggiornati: presentare una dichiarazione relativa all'anno scolastico sbagliato è un errore banale con conseguenze concrete.

Particolare attenzione va all'Allegato G, il modello per l'autocertificazione delle deroghe al vincolo triennale. Chi intende avvalersi di una deroga deve compilarlo correttamente e allegarlo alla domanda: senza questo documento la deroga non viene riconosciuta, indipendentemente dalla situazione reale del richiedente.

Errore 4: confondere deroga e precedenza

Sono due concetti distinti che producono effetti diversi, e confonderli porta a aspettative sbagliate.

La deroga consente semplicemente di presentare la domanda nonostante il vincolo triennale. Non garantisce il trasferimento, non migliora il punteggio, non dà priorità sull'assegnazione. Serve solo ad aprire la porta.

La precedenza, invece, attribuisce una priorità nell'assegnazione rispetto agli altri docenti, secondo una gerarchia stabilita dal CCNI. Alcune situazioni — come l'assistenza a un familiare con disabilità grave — danno diritto sia alla deroga che alla precedenza. Altre — come alcune situazioni familiari meno gravi — consentono solo la deroga. Chi non conosce questa distinzione può presentare una domanda tecnicamente valida ma senza le priorità che si aspettava, ritrovandosi poi scavalcato da altri docenti con punteggi più bassi ma precedenze riconosciute.

Errore 5: le preferenze inserite male

La domanda di mobilità permette di indicare fino a 15 preferenze di sede, ordinate per priorità. L'ordine conta: la prima preferenza ha la massima probabilità di essere soddisfatta, poi si scende. Chi inserisce una sola preferenza puntuale su una scuola molto richiesta senza alternative rischia di non ottenere nulla se quella sede non è disponibile al momento dell'assegnazione.

C'è poi una novità rilevante per i docenti titolari su posto di sostegno nella scuola secondaria che vogliono trasferirsi su posto comune: il modulo online prevede una nuova sezione "Classe di concorso richiesta", in cui va indicata una sola classe di concorso per cui si possiede l'abilitazione. La compilazione è obbligatoria per questa categoria. Chi la salta o la compila in modo generico rischia di vedere la domanda bloccata o mal gestita.

Cosa fare adesso

La scadenza è il 2 aprile, ma aspettare l'ultimo giorno è sempre una cattiva idea — lo insegna l'esperienza GPS di appena ieri, con Istanze Online in tilt proprio nel giorno di chiusura. La cosa più utile da fare adesso è verificare con precisione se si ha davvero il diritto di presentare domanda, raccogliere tutta la documentazione necessaria prima di aprire il portale, e non dare per scontato che le regole di quest'anno siano uguali a quelle dell'anno scorso. Perché non lo sono.

Vincenzo Schirripa

Autore di NewsIstruzione