Sui siti degli Uffici Scolastici Regionali sono in pubblicazione in questi giorni gli elenchi regionali degli idonei, il nuovo canale di reclutamento dei docenti che entra in gioco per le immissioni in ruolo 2026/27. È una novità importante per chi ha superato un concorso degli ultimi anni senza rientrare tra i vincitori: ecco come funziona e chi può trarne vantaggio.
Gli elenchi regionali non sostituiscono le graduatorie dei concorsi, ma si affiancano ad esse come strumento aggiuntivo per coprire le cattedre rimaste libere. Capirne il meccanismo è utile soprattutto agli idonei che attendono una chiamata per l'anno scolastico che inizierà a settembre.
Cosa sono gli elenchi regionali
Si tratta di graduatorie su base regionale, distinte per grado, tipologia di posto e classe di concorso, da cui l'amministrazione scolastica può attingere per le immissioni in ruolo una volta esaurite le graduatorie di merito ordinarie. Sono stati introdotti dal decreto-legge 45/2025, convertito nella Legge 79/2025, che ha inserito una specifica previsione nel Testo Unico della scuola (il D.Lgs. 297/1994). Le modalità di costituzione e funzionamento sono state poi definite con il decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026.
Chi può farne parte
Possono iscriversi agli elenchi i docenti risultati idonei nei concorsi banditi dal 1° gennaio 2020: i concorsi ordinari e straordinario del 2020, il concorso STEM, quello abilitante per l'educazione motoria alla primaria e i concorsi PNRR1 e PNRR2. La condizione è aver superato la prova orale (o la media di prova pratica e orale) con almeno 70 punti su 100 e non essere già titolari di un contratto a tempo indeterminato o di un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.
Un altro requisito riguarda la tempistica: le graduatorie dei concorsi superati dovevano essere state pubblicate entro il 10 dicembre 2025. La domanda di inserimento è stata presentata sul Portale Unico del Reclutamento tra il 6 e il 25 maggio 2026.
Come funzionano: un canale sussidiario
Il punto chiave è che gli elenchi regionali entrano in gioco solo come canale aggiuntivo. Per ciascuna classe di concorso, gli uffici li utilizzano dopo aver esaurito le graduatorie di merito di vincitori e idonei dei concorsi ordinari. Se le graduatorie ordinarie coprono già tutti i posti autorizzati, dall'elenco non si attinge. L'ordine di inserimento segue un criterio cronologico, che dà priorità ai concorsi banditi per primi.
Le nomine: ordine e scelta della sede
Le pubblicazioni avvengono regione per regione e in modo non simultaneo, perché dipendono dai tempi di lavorazione degli uffici. Le nomine arriveranno con le ordinarie operazioni di immissione in ruolo per l'a.s. 2026/27, gestite dagli Uffici Scolastici Regionali nel periodo estivo, dopo l'autorizzazione del contingente di posti da parte del MEF. Il docente viene chiamato secondo la propria posizione e sceglie prima la provincia e poi la sede tra i posti disponibili nell'organico regionale.
Attenzione all'accettazione
Chi accetta un contratto a tempo indeterminato, o un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, viene cancellato dagli altri elenchi regionali in cui risulta inserito: è quindi una scelta da valutare con attenzione, soprattutto per chi figura in più regioni. I tempi per decidere sono stretti, in linea con le regole sulle immissioni in ruolo che prevedono l'accettazione o la rinuncia entro pochi giorni dalla nomina, pena la decadenza.
Cosa conviene fare ora
Per chi ha presentato domanda, il consiglio pratico è muoversi su più fronti: individuare il decreto di approvazione dell'elenco per la propria classe di concorso sul sito dell'USR di riferimento, verificare posizione, punteggio ed eventuali riserve o preferenze nell'area personale della piattaforma del reclutamento, e tenere d'occhio gli aggiornamenti, dato che le pubblicazioni proseguono. In parallelo, resta utile monitorare le ordinarie procedure di immissione in ruolo, perché è da lì che dipende quanti posti arriveranno effettivamente fino agli elenchi regionali.
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