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CCNL scuola 2025-2027: via libera del CdM ad aumenti e arretrati

CCNL scuola 2025-2027: via libera del CdM ad aumenti e arretrati

Il Consiglio dei Ministri ha dato ieri, martedì 16 giugno, il via libera definitivo alla parte economica del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. È l'ultimo passaggio politico prima della firma definitiva: per docenti e personale ATA significa aumenti medi mensili in busta paga e il pagamento degli arretrati, che potrebbero arrivare già nei prossimi mesi.

Il provvedimento riguarda oltre un milione e duecentomila lavoratrici e lavoratori della scuola e chiude di fatto l'iter del rinnovo contrattuale sottoscritto all'ARAN lo scorso 1° aprile 2026. La decisione del Governo arriva nei giorni più caldi dell'anno scolastico, tra scrutini ed esami di maturità, e sblocca un percorso atteso da tempo dal personale.

Quanto aumentano gli stipendi

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'incremento retributivo medio mensile è pari a circa 143 euro lordi per i docenti e a 107 euro lordi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Si tratta di importi medi: la cifra effettiva varia in base al profilo professionale e all'anzianità di servizio, perché la quota più consistente dell'aumento è destinata alla retribuzione tabellare.

A questi incrementi si aggiunge il pagamento degli arretrati, quantificati dal MIM in 855 euro per i docenti e in 633 euro per il personale ATA, a copertura del periodo già maturato.

Un aumento medio del 5,39%

Il dato complessivo è contenuto nel comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri: l'incremento retributivo medio previsto a regime è del 5,39%. La parte prevalente, pari al 5,15%, è destinata alla rivalutazione della retribuzione tabellare, mentre la quota restante, lo 0,23%, riguarda la rivalutazione delle indennità fisse di carattere accessorio.

Nel passaggio in CdM il Governo ha autorizzato il Ministro per la Pubblica Amministrazione a esprimere il parere favorevole sull'ipotesi di contratto sottoscritta dall'ARAN e dalle organizzazioni sindacali di categoria. Commentando l'approvazione, il Ministro Giuseppe Valditara ha parlato della volontà di "proseguire nel fondamentale impegno di valorizzare il personale della Scuola", indicando come priorità il miglioramento delle condizioni retributive e di welfare dei dipendenti.

L'iter: dal CdM alla firma definitiva

Il via libera del Consiglio dei Ministri non esaurisce del tutto il procedimento. Per i contratti del pubblico impiego, disciplinati dal D.Lgs. 165/2001, dopo il parere del Governo restano da completare i controlli degli organi di garanzia, tra cui la certificazione della Corte dei Conti sulla compatibilità dei costi, prima della sottoscrizione definitiva del testo all'ARAN.

Solo al termine di questi passaggi l'amministrazione potrà avviare le procedure tecniche per il calcolo e l'erogazione delle somme. È quindi una fase ormai conclusiva, ma ancora soggetta ai tempi amministrativi necessari.

Quando arrivano gli aumenti in busta paga

La domanda più diffusa tra docenti e ATA riguarda le tempistiche concrete. Una volta perfezionato l'iter, gli importi vengono lavorati dal MEF e liquidati attraverso il sistema NoiPA. Le previsioni degli esperti indicano che, salvo intoppi burocratici, sia i nuovi aumenti mensili sia gli arretrati potrebbero comparire sul cedolino già nel corso dell'estate, con un'attenzione particolare al mese di luglio, eventualmente tramite un'emissione speciale.

Va però ricordato che la data esatta dipenderà dalla rapidità dei passaggi amministrativi e dalla firma definitiva del contratto: finché l'iter non è chiuso, ogni indicazione sul mese di accredito resta una stima.

Tre contratti in questa legislatura

Il Ministero inquadra l'operazione all'interno di un percorso più ampio. Secondo quanto comunicato dal MIM, con questo rinnovo salgono a tre i contratti del Comparto Scuola sottoscritti dall'insediamento dell'attuale Governo, per un incremento retributivo mensile complessivo di 412 euro per i docenti e 304 euro per il personale ATA.

Il dicastero rivendica anche risorse aggiuntive messe a disposizione dal Ministero stesso oltre ai fondi delle leggi di bilancio: 300 milioni di euro per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024.

Cosa cambia per il personale

Per docenti e ATA il via libera rappresenta un risultato concreto, anche se l'attenzione si sposta ora sulle tempistiche di pagamento e sull'entità effettiva degli importi netti, che saranno inferiori al lordo per effetto della tassazione. Nelle prossime settimane saranno la firma definitiva all'ARAN e le successive istruzioni operative a stabilire con precisione quando e di quanto crescerà lo stipendio. Restano inoltre da definire, in sede di contrattazione, gli aspetti normativi del nuovo CCNL, su cui le organizzazioni sindacali hanno già avanzato richieste specifiche.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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