Oltre la metà dei nuovi studenti convocati per un posto letto negli alloggi ER.GO ha rinunciato o non si è presentata per prenderne possesso. È quanto emerso a Bologna durante un question time in Assemblea legislativa regionale, a seguito di un'interrogazione presentata da Elena Ugolini, presidente del gruppo assembleare Rete Civica.

I dati forniti dall'assessore competente Giovanni Paglia evidenziano una netta divisione tra le conferme e le nuove richieste. Se le conferme del posto in alloggio — pari a 1.094 — sono arrivate quasi tutte, la situazione cambia radicalmente per le matricole e i primi richiedenti. Su un totale di 1.430 nuovi convocati, infatti, solo 595 hanno accettato e preso alloggio, mentre 90 posizioni risultano sospese. Dall'altra parte si registrano 365 rinunce e 380 mancate presentazioni, con una percentuale di accertati e sospesi che si attesta attorno al 47,9%.

Il dibattito tra qualità dell'offerta e mercato degli affitti

La questione ha aperto un confronto politico sulle reali motivazioni che spingono gli studenti a rifiutare la sistemazione pubblica, in un contesto cittadino segnato da proteste contro il carovita e difficoltà nel reperire abitazioni. L'interrogazione ha posto l'attenzione anche sull'utilizzo dei fondi PNRR destinati all'housing universitario e sul nodo della soglia ISEE regionale, ferma a 25.000 euro rispetto ai 28.000 euro previsti a livello nazionale.

Secondo Elena Ugolini, i dati dimostrano che il problema non riguarda esclusivamente la quantità di posti letto o il caro affitti: “Questi numeri mettono seriamente in discussione la narrazione secondo la quale il problema sarebbero soltanto la mancanza di posti letto e il caro affitti, sintetizzabile nelle immagini degli studenti che protestano con le tende in piazza”. Per la capogruppo di Rete Civica, l'offerta non risulterebbe sufficientemente attrattiva, anche a causa della prevalenza di camere doppie rispetto alle singole — che rende meno appetibile la soluzione pubblica — e delle criticità sollevate in merito alla qualità complessiva degli alloggi.

A replicare è l'assessore Giovanni Paglia, il quale ha spiegato che le rinunce avvengono per motivi personali che l'ente non registra in modo sistematico, come la distanza dalle singole facoltà o valutazioni autonome su come investire la borsa di studio: “Gli studenti che rinunciano al posto letto scelgono di trovare una sistemazione in autonomia per motivi che Ergo non registra”. Paglia ha inoltre precisato che i posti non restano vuoti, ma vengono immediatamente riassegnati a chi segue in graduatoria, annunciando l'intenzione di avviare una rilevazione specifica per comprendere meglio queste scelte.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Fonte: il Resto del Carlino