La scuola ferrarese cambia volto e registra una presenza sempre più consistente di alunni senza cittadinanza italiana, che oggi rappresentano quasi uno studente su cinque nelle aule della provincia.

È la fotografia scattata da un'elaborazione del Sole 24 Ore sui dati del ministero dell'Istruzione e del Merito, relativa all'anno scolastico 2024/2025 e al confronto con il quinquennio precedente.

I numeri nella provincia di Ferrara

Nella provincia estense la percentuale di studenti senza cittadinanza italiana si attesta al 19%, un dato che colloca il territorio al quindicesimo posto nella graduatoria nazionale. Negli ultimi cinque anni, gli alunni stranieri sono aumentati del 28,9%, mentre quelli italiani hanno fatto registrare una flessione del 7,4%.

Questo trend si inserisce in un contesto regionale che vede l'Emilia-Romagna profondamente trasformata, seppure con differenze marcate tra le diverse province. A guidare la classifica regionale è Piacenza, seconda in Italia con il 25,7% di studenti senza cittadinanza, seguita da Mantova (22,1%) e Parma (22%). Ferrara si posiziona subito dopo le prime realtà regionali, precedendo Modena (19,8%), Bologna (18,3%), Ravenna (18,3%), Reggio Emilia (18,2%) e Forlì-Cesena (16,4%).

Il quadro nazionale e le sfide future

A livello nazionale, tra il 2019/2020 e il 2024/2025, gli studenti stranieri sono cresciuti del 10,1% — pari a 83.835 alunni in più — a fronte di una diminuzione degli studenti italiani dell'8,3% (circa 612mila in meno). La media italiana si attesta all'11,8%.

La geografia della presenza straniera mostra una netta divisione: Prato guida la classifica nazionale con il 29,4%, mentre le prime dieci posizioni sono occupate quasi interamente da province del Nord. Dall'altra parte, gli incrementi percentuali più marcati negli ultimi cinque anni si registrano in Campania, con Salerno e Avellino in crescita rispettivamente del 40% e del 38%.

Una trasformazione demografica che pone interrogativi centrali per il sistema scolastico, chiamato a gestire non soltanto la composizione delle classi, ma anche l'integrazione, l'apprendimento della lingua e la risposta a bisogni educativi sempre più articolati.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Fonte: il Resto del Carlino