Aule fredde e termosifoni spenti all'istituto omnicomprensivo "Fanfani-Camaiti" di Pieve Santo Stefano, dove le temperature nelle classi non superavano i 15 gradi. La situazione ha spinto a indire una giornata di sciopero, come raccontato da La Nazione.

Il presidente della Provincia di Arezzo, Alessandro Polcri, interpellato sulla vicenda legata all'edilizia scolastica superiore di competenza dell'ente, ha spiegato che la ditta incaricata è intervenuta sulla centrale termica per programmare gli orari. L'impianto di riscaldamento è tornato regolarmente in funzione dalle 6:30 di stamattina per garantire calore agli studenti.

La riattivazione è stata confermata anche dal dirigente scolastico dell'istituto, il professor Giuseppe De Iasi, il quale ha ricordato che si è proceduto al collaudo per ripristinare l'impianto, dopo le difficoltà registrate lo scorso anno con la caldaia che avevano reso necessaria la sostituzione. In merito alle segnalazioni su ulteriori problemi di manutenzione, il dirigente ha precisato di provvedere tempestivamente con le comunicazioni formali quando necessario, pur non riscontrando al momento criticità di tale entità.

L'istituto superiore conta complessivamente circa 300 studenti iscritti tra gli indirizzi forestale, agrario e alberghiero — quest'ultimo situato nella sede distaccata di Caprese Michelangelo — oltre a circa 140 ragazzi ospiti del convitto provenienti da comprensori anche distanti dalla Valtiberina.

A rendere il clima particolarmente teso contribuiscono inoltre le recenti discussioni sul futuro della scuola, tra cui la proposta avanzata dal Comune di Caprese di staccarsi dall'attuale organizzazione didattica per confluire nell'istituto comprensivo di Anghiari e Monterchi. Un'operazione che, secondo il sindaco di Pieve Santo Stefano Claudio Marcelli, rischierebbe di depotenziare il "Fanfani-Camaiti", con possibili ripercussioni sui posti di lavoro e sulla mobilità del corpo docente.

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