L’ultima nota ministeriale per l’assegnazione integrativa al Programma Annuale 2026 rimodula i parametri del Fondo di Funzionamento per il prossimo biennio, introducendo un taglio delle quote per la Formazione scuola-lavoro per studente previste per l'anno scolastico 2026/2027. La denuncia arriva direttamente dalla FLC CGIL, che evidenzia come le risorse per studente siano destinate a crollare.

La riduzione delle risorse per gli ex PCTO

Il confronto tra i parametri stabiliti per l'anno scolastico 2025/2026 e quelli programmati per il 2026/2027 evidenzia una diminuzione generalizzata della quota variabile per alunno. Questa contrazione delle risorse destinate alle attività didattiche e ordinarie colpisce direttamente l'autonomia scolastica, limitando i margini operativi dei singoli istituti.

La contraddizione sui settori tecnici e professionali

Secondo il sindacato, questo definanziamento strutturale appare in contrasto con le priorità dichiarate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Da un lato si punta sul potenziamento della formazione scuola-lavoro estendendola a partire dalle classi seconde degli istituti tecnici e nei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale; dall'altro si riducono del 26% i fondi a disposizione di ciascun iscritto proprio nei settori tecnici e professionali, che subiscono le riduzioni più pesanti in termini assoluti.

Il divario retributivo e l'allarme OCSE

La FLC CGIL sottolinea inoltre come l'asfissia finanziaria si rifletta sulla dignità del personale scolastico. Il Rapporto OCSE Education at a Glance 2026 certifica che gli stipendi dei docenti italiani rimangono agli ultimi posti in Europa, con un divario che supera il 19% rispetto alla media europea (pari a 12.509 dollari in meno a parità di potere d'acquisto). Per il sindacato, queste misure confermano un modello di scuola aziendalista e orientato al sottofinanziamento, contro cui continuerà la mobilitazione in vista della prossima legge di bilancio.