Uno studente su tre degli ultimi anni delle superiori ha già in mente un'idea di impresa e il 65% sarebbe interessato a un percorso formativo per diventare imprenditore. È la fotografia scattata dalla ricerca "Generazione Z e Generazione impresa", commissionata dal Comitato Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio di Padova e realizzata da Farestat, il centro di consulenza del Dipartimento di Scienze Statistiche dell'Università di Padova. I dati sono stati presentati ieri sera, lunedì 12 ottobre, al Centro Culturale San Gaetano nel corso della seconda edizione di Espresso Talks, format dedicato ai giovani imprenditori.
I numeri della ricerca
L'indagine ha coinvolto 524 studenti di 13 istituti (professionali, tecnici e licei), undici tra Padova e provincia e due fuori regione. Secondo quanto racconta PadovaOggi, i risultati mostrano un'apertura inattesa verso il fare impresa, considerato il basso tasso di natalità delle imprese giovanili in Italia.
- 33% degli intervistati ha già un'idea di impresa; tra questi, il 20% dichiara di aver iniziato a dare concretezza al progetto.
- 65% si dice interessato a un percorso formativo per futuri imprenditori.
- Al primo posto tra i criteri di scelta della carriera c'è l'equilibrio vita-lavoro (indicato da circa il 70% del campione).
- Tra i settori delle idee emerse: meccanica, ristorazione, gaming, skincare, fino a nicchie come cat café e k-pop.
- Motivazioni principali: crescita economica (40%), esprimere creatività (17%), avere tempo per sé (14%).
- Paure maggiori: responsabilità (27%), rischi non controllabili (26%), assenza stipendio fisso (19%).
Il gap di genere e la fiducia nel futuro
Resta significativo il divario tra ragazzi e ragazze. Solo il 17% delle studentesse immagina un futuro nell'imprenditoria contro il 44% dei coetanei maschi. Le ragazze risultano però più aperte all'idea di vivere all'estero (65% contro 55%), ma mostrano minore fiducia nelle proprie capacità occupazionali (60% fiduciose vs 72% dei maschi).
«L'Italia è agli ultimi posti tra i Paesi sviluppati per tasso di attività imprenditoriale iniziale. I dati ci dicono che c'è un'apertura: dobbiamo chiederci perché queste idee non si traducono in attività. Spesso manca banalmente la conoscenza degli strumenti a disposizione»
ha dichiarato Laura Sposato, presidente del Comitato Imprenditoria Giovanile e startupper, sottolineando la necessità di valorizzare modelli femminili per ispirare le giovani.
Per Nicoletta Parise, analista Farestat che ha illustrato lo studio, «i giovani sono pronti per il mondo del lavoro» e la forte domanda di formazione segnala dove intervenire. Tobia Zorzetto, vicepresidente del Comitato, ha evidenziato come sia fondamentale «raccontare un'impresa nuova», mostrando che l'attività imprenditoriale non è necessariamente in antitesi con la conciliazione vita-lavoro, priorità assoluta per la Gen Z.




