Il nuovo anno scolastico 2026/2027 si preannuncia già segnato dalle prime mobilitazioni sindacali. Il SISA (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente) ha ufficialmente proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per l'intera giornata di venerdì 16 ottobre 2026. La protesta riguarderà tutto il personale docente, dirigente e ATA, di ruolo e precario, in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché nelle scuole italiane all'estero.

L'annuncio, giunto con largo anticipo rispetto alla data fissata, punta a riaccendere i riflettori sulle criticità strutturali del sistema istruzione che, secondo l'organizzazione sindacale, non avrebbero trovato risposta nelle ultime manovre governative. Trattandosi di una mobilitazione nazionale, le istituzioni scolastiche saranno tenute ad attivare le procedure previste dalla normativa vigente in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Le ragioni della protesta: la piattaforma del SISA

La piattaforma rivendicativa presentata dal SISA per la giornata del 16 ottobre tocca i punti nevralgici della gestione del personale scolastico. Non si tratta di norme già approvate, ma di una serie di richieste che il sindacato intende portare all'attenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e del Governo.

Ecco i punti principali che motivano lo sciopero:

  • Aumento degli stipendi: il sindacato richiede un adeguamento salariale che tenga conto dell'inflazione accumulata negli ultimi anni, puntando a parificare le retribuzioni dei docenti italiani alla media europea.
  • Stabilizzazione dei precari: si contesta l'attuale sistema di reclutamento, chiedendo percorsi di immissione in ruolo più rapidi e certi per chi ha maturato almeno 36 mesi di servizio, superando l'eccessiva frammentazione dei concorsi.
  • Organici ATA: il SISA sollecita un piano straordinario di assunzioni per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ritenuto numericamente insufficiente a gestire le crescenti incombenze burocratiche e la vigilanza nei plessi.
  • Pensionamenti: viene richiesta una revisione delle norme sull'accesso alla pensione, con la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro senza penalizzazioni eccessive, considerando lo stress psicofisico connesso alle professioni educative.
  • Abolizione del precariato storico: il sindacato preme per la trasformazione dell'organico di fatto in organico di diritto, per garantire continuità didattica e stabilità lavorativa.

Cosa succede nelle scuole il 16 ottobre

Lo sciopero indetto dal SISA, pur essendo proclamato da una sigla indipendente, comporta precisi obblighi per le dirigenze scolastiche. Come previsto dall'Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali, i dirigenti scolastici dovranno invitare il personale a comunicare in anticipo la propria intenzione di aderire o meno alla protesta. Si ricorda che tale comunicazione è **volontaria** e non obbligatoria per il lavoratore.

Le famiglie dovranno essere informate con congruo anticipo circa la possibilità di disservizi. In base all'entità delle adesioni comunicate o stimate, il dirigente scolastico potrà disporre:

  • La riduzione dell'orario delle lezioni;
  • La sospensione delle attività didattiche in alcuni plessi;
  • La chiusura totale della scuola, qualora non sia possibile garantire la vigilanza e la sicurezza degli alunni.

Per monitorare ufficialmente la proclamazione e i dettagli della mobilitazione, è possibile consultare il Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego gestito dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dove vengono registrati tutti gli atti formali relativi alle astensioni dal lavoro.

Il contesto: un autunno caldo per l'istruzione

La scelta del 16 ottobre non appare casuale. Collocandosi a circa un mese e mezzo dall'inizio delle lezioni, lo sciopero cade in un momento in cui le criticità legate alle nomine dei supplenti e alla formazione delle classi sono solitamente ancora evidenti. Il SISA punta a trasformare la giornata in un momento di riflessione collettiva sul valore sociale della scuola pubblica.

Nonostante la mobilitazione sia stata annunciata da una singola sigla, non è escluso che nelle prossime settimane altre organizzazioni sindacali possano convergere sulla stessa data o indire iniziative parallele. Al momento, tuttavia, la proclamazione resta legata esclusivamente all'iniziativa del SISA.

"La scuola ha bisogno di risposte concrete e non di continui rinvii. Lo sciopero del 16 ottobre è un atto necessario per ridare dignità a chi ogni giorno lavora per il futuro del Paese", si legge in una nota del sindacato.

Cosa devono fare i lavoratori

Il personale docente e ATA che intende aderire allo sciopero non è tenuto a svolgere alcuna prestazione lavorativa per l'intera giornata. Per i lavoratori con contratto a tempo determinato, l'adesione non interrompe il punteggio né la validità del servizio ai fini della carriera, ma comporta naturalmente la trattenuta della retribuzione giornaliera in busta paga.

Le segreterie scolastiche, entro i termini stabiliti, dovranno inserire i dati relativi all'adesione nel portale SIDI, affinché il Ministero possa elaborare le statistiche sulla partecipazione alla protesta. Per ulteriori dettagli sulle modalità di sciopero e sui servizi minimi da garantire (come lo svolgimento di esami o scrutini, qualora previsti in quel periodo), si rimanda alla circolare che ogni istituto pubblicherà nei giorni immediatamente precedenti l'evento.