Trovare un appartamento in affitto sta diventando un'impresa proibitiva per insegnanti e personale ATA trasferiti in Friuli Venezia Giulia. A denunciare la situazione è la Uil Scuola Friuli Venezia Giulia, che attraverso una lettera firmata da Ugo Previti ha chiesto l'apertura di un confronto con il presidente della Regione, i sindaci e gli assessori competenti per individuare soluzioni abitative sostenibili.

Il problema, secondo quanto segnalato dal sindacato, non riguarda soltanto il costo elevato dei canoni di locazione, ma anche la difficoltà concreta di trovare proprietari disposti a stipulare contratti di durata compatibile con quella degli incarichi scolastici. Una situazione che spinge molti lavoratori a condividere stanze e appartamenti anche in età adulta, oppure a cercare sistemazioni molto distanti dalla sede di servizio, sobbarcandosi ulteriori spese e ore di viaggio.

Stipendi a rischio e impatto sulla continuità didattica

Alla base delle difficoltà ci sono retribuzioni che faticano a coprire le spese quotidiane. Come evidenziato dalla Uil Scuola, un insegnante a inizio carriera percepisce all'incirca 1.480 euro al mese, mentre lo stipendio medio del personale ATA si attesta intorno ai 1.300 euro. Da queste cifre bisogna sottrarre le spese per l'affitto, le bollette, i trasporti e il carburante.

Questa condizione rischia di avere ripercussioni dirette sul funzionamento degli istituti scolastici. Se accettare una supplenza o un ruolo in una determinata sede comporta costi insostenibili per l'alloggio o lunghi spostamenti, le scuole rischiano di diventare meno attrattive, alimentando il turnover del personale e mettendo a rischio la continuità didattica.

Le proposte del sindacato

Nella lettera inviata alle amministrazioni, il sindacato non si limita a denunciare il problema, ma avanza diverse proposte concrete. Tra queste figurano la verifica della disponibilità di immobili pubblici inutilizzati da destinare temporaneamente al personale scolastico e la definizione di accordi con proprietari e associazioni per favorire contratti a canoni calmierati.

La Uil chiede inoltre strumenti per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di alloggi e forme di supporto economico per i lavoratori fuori sede. Sul fronte nazionale, il sindacato ribadisce infine la necessità di intervenire sulle retribuzioni e di potenziare il welfare contrattuale, includendo non solo la casa ma anche la mobilità, la formazione e la genitorialità.

Fonte: UdineToday