È iniziato oggi, lunedì 21 settembre 2026, a Roma, il Go Public Southern Europe Strategy Meeting, un importante confronto strategico che vede riuniti i rappresentanti sindacali del settore istruzione provenienti da tutta l’Europa meridionale. L'incontro, ospitato nella sede nazionale della FLC CGIL, si inserisce nel solco della campagna globale “Go Public! Fund Education”, promossa da Education International (EI), i cui documenti programmatici e i dettagli sulla mobilitazione internazionale sono consultabili direttamente sul sito ufficiale di Education International, e dal Comitato sindacale europeo per l’istruzione (ETUCE).

La due giorni di lavori, in programma fino a domani, martedì 22 settembre, ha l'obiettivo di costruire una piattaforma comune per affrontare le criticità che accomunano i sistemi scolastici dell'area mediterranea. Le delegazioni presenti — che includono rappresentanti da Italia, Cipro, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna — si confronteranno sulle sfide condivise: dalla cronica carenza di personale docente alle condizioni di lavoro, fino all'impatto del sottofinanziamento pubblico.

Le priorità del confronto: precarietà e investimenti

Ad aprire la sessione di apertura è stata la Segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, che ha sottolineato la necessità di una cooperazione internazionale solida. "In tutta l’Europa meridionale i nostri sistemi di istruzione affrontano molte delle stesse sfide: carenza di insegnanti, carichi di lavoro eccessivi, precarietà e sottofinanziamento cronico", ha dichiarato Fracassi, ribadendo che "nessun sindacato può affrontare queste sfide da solo". Ulteriori approfondimenti sulle posizioni sindacali e sui documenti di analisi prodotti per questo incontro sono disponibili sui portali di ETUCE e della FLC CGIL.

Il cuore della discussione ruota attorno alla necessità di rimettere l'istruzione pubblica al centro dell'agenda politica, trasformando le esperienze nazionali in un'azione sindacale coordinata. Il percorso intrapreso punta a valorizzare le lavoratrici e i lavoratori del settore, garantendo investimenti adeguati e stabili.

Dall'intelligenza artificiale alle politiche europee

L'agenda del meeting dedica ampio spazio anche alle trasformazioni tecnologiche e alle nuove direttive comunitarie. In particolare.

  • Intelligenza artificiale: sotto la guida di Howard Stevenson, professore emerito dell’Università di Nottingham, e dei rappresentanti del segretariato di ETUCE, i partecipanti stanno analizzando le ricadute dell'IA nel mondo della scuola, cercando di definire strategie di contrattazione collettiva capaci di governare l'impatto di queste tecnologie sul lavoro docente.
  • Politiche UE: un'apposita sessione, coordinata dai vertici di ETUCE, è dedicata al confronto sulla Union of Skills e sulla Teachers Agenda della Commissione europea, con l'obiettivo di comprendere come le istanze sindacali nazionali possano influenzare le nuove iniziative a livello comunitario.

Verso un piano d'azione comune

La giornata di domani sarà dedicata al passaggio dall’analisi alla definizione di priorità strategiche concrete. I sindacati lavoreranno alla stesura di un cronoprogramma condiviso, individuando modalità di sostegno reciproco che permettano di rafforzare la capacità di negoziazione in ogni singolo Paese. Per chi desidera approfondire le dinamiche di reclutamento e il supporto al sistema scolastico.

Come ribadito in apertura, il principio cardine che guida l'iniziativa resta inequivocabile: l'istruzione è un bene pubblico e, come tale, richiede un impegno finanziario costante da parte degli Stati. Il meeting di Roma rappresenta, dunque, un passaggio fondamentale per trasformare questa convinzione in una pressione politica coordinata ed efficace in tutta Europa.