Estendere i buoni pasto al personale scolastico, valorizzare le figure di sistema e prevedere aumenti strutturali della retribuzione fondamentale. Sono le richieste rivolte al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU).

Le proposte sono al centro del confronto presso l'ARAN sul completamento del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, un negoziato in cui il Coordinamento segnala la necessità di definire con precisione le coperture economiche e le modalità di applicazione delle misure.

La proposta sui buoni pasto

Il CNDDU ha presentato una proposta per l'istituzione di un Fondo nazionale per il servizio sostitutivo di mensa, destinato a docenti e personale ATA per le giornate di servizio effettivo in presenza superiori alle sei ore e comprensive di una pausa. L'ipotesi prevede buoni pasto fino a 7 euro.

Secondo le stime presentate dal Coordinamento.

  • 100 milioni di euro nella prima annualità
  • 170 milioni nella seconda annualità
  • tra 220 e 230 milioni annui a regime

Gli importi, precisa il CNDDU, dovranno essere aggiornati in base al numero effettivo dei beneficiari e delle giornate ammissibili, e le coperture dovranno risultare aggiuntive rispetto ai fondi destinati alla didattica, al trattamento accessorio e al funzionamento delle scuole.

Figure di sistema e aumenti stipendiali

Un secondo capitolo riguarda le figure di sistema impegnate nel coordinamento didattico, nella progettazione e nella gestione organizzativa. Il Coordinamento chiede di definire nel contratto incarichi, criteri di attribuzione, responsabilità e parametri retributivi minimi attraverso una ricognizione nazionale degli incarichi e dei compensi, evitando che la valorizzazione economica avvenga a discapito del resto del personale.

Sul fronte retributivo generale, il CNDDU ribadisce la richiesta di un aumento strutturale della retribuzione fondamentale dei docenti di almeno 300 euro netti mensili per tredici mensilità, da realizzare tramite un piano pluriennale che disponga di coperture autonome.

Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons