La sveglia suona alle 5:30 del mattino a Impruneta, tra le colline fiorentine. Da lì comincia una giornata fatta di quasi settanta chilometri all'andata e altrettanti al ritorno, per raggiungere l'Istituto tecnico agrario "Ricasoli" di Siena. È la routine quotidiana di Mirco Giacalone, docente di 42 anni, che da un decennio percorre ogni giorno la strada che collega la provincia di Firenze a quella senese per salire in cattedra.
Una storia di dedizione e sacrifici che racconta uno spaccato di vita frequente tra il personale scolastico italiano, tra contratti annuali, costi di gestione personale e una forte passione per il proprio lavoro che spinge a superare ostacoli logistici ed economici.
Dieci anni sulla strada: 34mila chilometri all'anno per insegnare
I numeri raccontano la dimensione dell'impegno quotidiano del docente: circa 700 chilometri percorsi ogni settimana per motivi di lavoro, circa 2.800 al mese, per un totale che sfiora i 34mila chilometri all'anno. Una routine vissuta affrontando qualsiasi condizione meteo, dal freddo invernale al caldo torrido dell'estate, lungo l'arteria della superstrada "Palio" o deviando per le strade collinari interne.
Originario di Marsala, Giacalone è arrivato in Toscana una ventina d'anni fa per frequentare la facoltà di Agraria all'Università di Firenze. Dopo una prima sistemazione nel quartiere fiorentino dell'Isolotto, con l'inizio del servizio presso l'istituto senese ha scelto di avvicinarsi a Siena trasferendosi a Impruneta, dove ha successivamente acquistato casa. Da allora, per dieci anni consecutivi, ha ricevuto la chiamata annuale come docente precario sempre presso la stessa struttura.
«Se entro al "Ricasoli" alle 8, già alle 5:30 sono in piedi. Per raggiungere Siena in macchina impiego, se fila tutto liscio, dai 50 minuti a un'ora, e altrettanti ne servono per tornare», spiega il docente. Viaggi che si ripetono con orari variabili a seconda dell'orario di lezione della giornata.
L'impatto economico: la spesa per il carburante è raddoppiata
Accanto alla fatica fisica dei tempi di percorrenza, la scelta di mantenere la propria sede lavorativa a Siena comporta anche un peso economico rilevante sul bilancio familiare. Negli ultimi anni, i rincari del carburante hanno inciso pesantemente sulle spese per il pendolarismo.
«I primi anni spendevo circa 150 euro al mese di diesel. Adesso siamo passati a non meno di 300 euro», racconta Giacalone. Un raddoppio dei costi che si somma al carico del mutuo di casa e alle bollette energetiche ordinarie, assorbendo una quota consistente dello stipendio mensile.
A complicare il tragitto quotidiano si sono aggiunti anche disagi di viabilità locale. Lo scorso anno, per via della chiusura dell'ingresso di San Casciano — lo snodo più vicino alla sua abitazione —, il professore ha inviato una segnalazione formale tramite PEC all'Anas per evidenziare le criticità del cantiere, trovandosi costretto ad allungare i tempi percorrendo strade secondarie e centri abitati prima di riprendere la superstrada.
Dall'innovazione digitale alla didattica sul campo
Nonostante la distanza e i costi, a trattenere il docente al "Ricasoli" è il profondo legame stabilito con la comunità scolastica. Nel corso di questo decennio, la scuola gli ha affidato incarichi di rilievo organizzativo.
Oltre alle lezioni quotidiane in classe, Giacalone svolge il ruolo di animatore digitale, gestisce il sito web dell'istituto e cura la formazione dei docenti sull'utilizzo del registro elettronico. In passato è stato anche docente referente e coordinatore per i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (PCTO, ex alternanza scuola-lavoro).
Un elemento centrale della vita dell'istituto senese è rappresentato dalla presenza di un'azienda agraria annessa di molti ettari, un laboratorio a cielo aperto che consente di affiancare la teoria applicata sul campo e far sperimentare agli studenti il lavoro pratico nel settore.
Le prospettive per il futuro
Nonostante l'ottimo rapporto con la dirigenza, il personale ATA e gli studenti, la prospettiva di un pendolarismo di questo tipo non è sostenibile a tempo indeterminato. Il docente stesso riconosce come la situazione attuale sia destinata a cambiare in futuro.
La permanenza nell'abitazione di Impruneta è momentaneamente legata a questioni tecniche e fiscali che richiedono di attendere almeno un altro biennio prima di poter procedere alla vendita dell'immobile senza svantaggi economici. L'obiettivo futuro resta quello di avvicinarsi stabilmente alla sede di lavoro per ridurre tempi e costi d'esercizio, riconquistando spazi da dedicare alle proprie passioni personali, dalle attività sportive fino al mondo dell'informatica.




