Arriva un nuovo sostegno economico per le famiglie con figli piccoli in Trentino: la Provincia autonoma di Trento ha approvato la disciplina per l'abbattimento delle rette dei servizi educativi e conciliativi della prima infanzia. La misura introduce un rimborso fino a 2.500 euro all'anno per ciascun figlio, arrivando ad azzerare completamente la quota a carico dei genitori per le fasce economiche più basse.

Il provvedimento punta ad alleggerire le spese sostenute dai nuclei familiari per la frequenza dei servizi 0-3 anni, integrandosi con le altre agevolazioni già esistenti a livello nazionale e provinciale.

A chi spetta il contributo e i requisiti di accesso

L'intervento provinciale si rivolge ai nuclei familiari con bambini di età compresa tra 3 mesi e fino ad agosto dell'anno in cui compiono i 3 anni. L'agevolazione è riconosciuta per i primi due figli della medesima madre (biologica o adottiva), purché conviventi nel nucleo familiare del richiedente.

  • nidi d'infanzia comunali e convenzionati;
  • nidi d'infanzia nei luoghi di lavoro;
  • nidi familiari gestiti tramite il servizio Tagesmutter;
  • servizi conciliativi accreditati per i Buoni di servizio FSE+.

Per presentare la domanda, il genitore richiedente deve possedere la residenza anagrafica e un indicatore della condizione economica familiare (ICEF Famiglia) non superiore a 0,70. È inoltre richiesto un passaggio preliminare indispensabile: aver già presentato la richiesta e incassato il bonus asilo nido erogato dall'INPS.

Come funzionano gli importi: fino a 2.500 euro a figlio

Il nuovo aiuto provinciale interviene a copertura della quota di spesa effettivamente rimasta a carico delle famiglie. Il calcolo viene infatti effettuato al netto delle altre misure già percepite per la stessa causale.

  • il contributo asilo nido INPS;
  • il valore dei Buoni di servizio FSE+;
  • ogni altro eventuale contributo pubblico ricevuto per le medesime finalità.

Sulla spesa residua, il rimborso annuo può toccare un tetto massimo di 2.500 euro a figlio. Per i nuclei familiari che presentano un indicatore ICEF fino a 0,40, la copertura della retta residua può raggiungere il 100% dell'importo rimasto da pagare, garantendo la piena gratuità del servizio.

Spese ammesse e decorrenza

Il riferimento temporale per le spese ammissibili parte dal 1° settembre 2026. Tutte le fatture e le ricevute relative alla frequenza dei servizi educativi devono rispettare un vincolo formale preciso: i documenti di spesa devono essere intestati alla stessa persona del nucleo familiare che presenta la domanda all'INPS per il contributo nazionale e alla Provincia per il bonus territoriale.

Finestra di domanda e gestione delle pratiche

La richiesta del contributo non va presentata mese per mese, ma a consuntivo. Le domande dovranno essere trasmesse nel periodo compreso tra aprile e settembre dell'anno solare successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa. Per i pagamenti effettuati a partire da settembre 2026, la finestra per richiedere il rimborso si aprirà dunque ad aprile 2027.

  • online, accedendo con la propria identità digitale alla piattaforma dedicata sul portale istituzionale della Provincia autonoma di Trento;
  • di persona, tramite l'assistenza gratuita degli enti di patronato convenzionati sul territorio.

I criteri generali della misura sono stati definiti dall'Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento, mentre la gestione operativa delle domande e l'erogazione materiale dei fondi sono affidate all'Agenzia provinciale per l'assistenza e la previdenza integrativa (Apapi).

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ufficiostampa.provincia.tn.it.