Un traguardo che affonda le radici nella storia e guarda con determinazione al futuro. Il Serafico di Assisi ha celebrato in questi giorni i suoi 155 anni di attività, un percorso nato nel 1871 per volontà di San Ludovico da Casoria con l'obiettivo di offrire istruzione e assistenza a chi, a causa di disabilità sensoriali, rischiava l'esclusione sociale.
Oggi l'istituto rappresenta un punto di riferimento nazionale per la presa in carico di ragazzi con disabilità gravi. La missione, come sottolineato dalla presidente Francesca Di Maolo, si è evoluta nel tempo, trasformandosi in una struttura che integra competenze sanitarie d'avanguardia con percorsi educativi e riabilitativi personalizzati. Per approfondire l'offerta dei servizi o mettersi in contatto con la struttura, le famiglie possono consultare il sito ufficiale serafico.org.
Oltre l'assistenza: il progetto di vita
Il Serafico non si limita alla cura sanitaria, ma punta a garantire una qualità della vita piena attraverso attività che promuovono l'espressione personale e l'autonomia. Il team multidisciplinare – composto da medici, terapisti, educatori e operatori sociosanitari – lavora quotidianamente per far sì che ogni ospite possa sentirsi protagonista del proprio percorso.
- Laboratori di ceramica e attività grafico-pittoriche.
- Progetti di teatro e radio, strumenti fondamentali per la relazione e la comunicazione.
- Ortoterapia, che permette il contatto con la natura e stimola la sensibilità sensoriale.
"Anche quando siamo un ponte fra il cielo e la terra, il bambino o il ragazzo ha delle giornate piene di attività", spiega Francesca Di Maolo, ricordando come ogni gesto, anche il più piccolo, rappresenti un riconoscimento della dignità della persona, indipendentemente dalla gravità del quadro clinico.
Un sostegno concreto alle famiglie
Una parte fondamentale della missione del Serafico riguarda il supporto alle famiglie, spesso costrette ad affrontare in solitudine le sfide legate alla disabilità grave dei propri figli. La struttura dispone di 86 posti residenziali e 30 posti letto semiresidenziali, oltre a offrire servizi ambulatoriali e centri di valutazione per la definizione di piani riabilitativi e progetti di vita.
L'istituto gestisce inoltre posti letto riservati a famiglie che necessitano di periodi di sollievo, confermando il ruolo di "carità organizzata" che guida l'opera fin dalle sue origini. "Noi arriviamo dove troviamo le famiglie sole", ribadisce la presidente, sottolineando come la presenza dell'istituto sia una costante anche di fronte a patologie degenerative per le quali non è possibile prevedere una guarigione, ma in cui la qualità del tempo trascorso resta l'obiettivo primario.
A 155 anni dalla fondazione, il Serafico di Assisi continua a essere un esempio di come l'istruzione e l'inclusione possano andare di pari passo con la cura medica, offrendo uno spazio dove la fragilità non è un limite, ma il punto di partenza per una vita vissuta pienamente fino all'ultimo.




