Si è conclusa nei giorni scorsi a Reggio Emilia la fase sperimentale del progetto Scuole Aperte, l'iniziativa che ha trasformato 15 plessi scolastici cittadini in presidi educativi e civici attivi prima della prima campanella. Dal 31 agosto al 14 settembre 2026, circa 700 bambini e bambine hanno potuto frequentare laboratori, percorsi scientifici e attività sportive gratuite, consentendo alle famiglie di conciliare i tempi di vita e lavoro nelle settimane più delicate di rientro dalle ferie estive.
La misura, promossa dalla Regione Emilia-Romagna e recepita dal Comune di Reggio Emilia, ha visto l'accoglimento del 100% delle domande inoltrate entro il primo agosto, coprendo la fascia degli alunni iscritti dalla seconda alla quinta classe della scuola primaria, sia statale che paritaria.
Una risposta concreta all'organizzazione familiare
Il passaggio dalla pausa estiva alla ripresa delle lezioni rappresenta ogni anno un banco di prova per i genitori lavoratori. Il modello attuato a Reggio Emilia ha puntato ad anticipare l'apertura delle strutture scolastiche, strutturando la mattinata in modo da unire finalità educative e supporto pratico. L'accesso è stato interamente gratuito per i partecipanti grazie al concorso delle risorse del Programma Regionale FSE+ 2021/2027 e ai fondi destinati al Comune per la gestione operativa.
- 08:30 – 10:00: prima sessione di attività motorie e laboratori multidisciplinari;
- 10:30 – 12:30: seconda sessione dedicata a percorsi espressivi, tecnologici e corporei;
- 12:30 – 13:00: momento di restituzione comunitaria, assemblea di chiusura e ricongiungimento con i genitori.
Laboratori, scienze e sport: la rete del Terzo Settore
L'offerta educativa è stata strutturata attraverso un avviso pubblico di co-progettazione che ha coinvolto cooperative sociali, enti del Terzo Settore e realtà sportive del territorio. L'impostazione pedagogica ha messo al centro la socializzazione, la cooperazione tra pari e il recupero delle routine comunitarie dopo la pausa estiva.
- Percorsi scientifico-naturalistici: nei plessi Zibordi, Cà Bianca e Boiardo (con il coordinamento della cooperativa sociale L'Ovile e i partner scientifico-sportivi Heron, Pangea ed Ecosapiens) è stato proposto un viaggio esperienziale ispirato alle esplorazioni di Charles Darwin, con laboratori multisportivi inclusivi svolti per almeno due mattine a settimana.
- Espressione corporea e linguaggi artistici: sotto la guida di realtà come la cooperativa Reggiana Educatori, le attività motorie gestite da Heron ASD e Onde Chiare ASD hanno garantito un minimo di due ore al giorno di pratica sportiva focalizzata su movimento, regole di convivenza e cittadinanza attiva.
- Teatro sociale e narrazione visiva: il gruppo coordinato da Accento Cooperativa, insieme a partner come UISP Reggio Emilia, Kublaikan e Teatro delle Brame, ha impiegato scenografie con materiali di recupero e fotografia sociale, destinando oltre il 30% del monte ore alle discipline motorie per prevenire la sedentarietà.
- Cittadinanza e comunità: con il progetto "Connessioni" a cura della Cooperativa Sociale San Giovanni Bosco, le scuole hanno sperimentato una didattica incentrata su creatività e relazioni empatiche.
Inclusione e supporto alle disabilità
Uno degli aspetti qualificanti del programma ha riguardato la piena accessibilità. Gli stanziamenti hanno coperto in modo dedicato i servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità certificata (ai sensi della Legge 104/1992) o con bisogni educativi specifici. La presenza di personale qualificato ha consentito l'integrazione di tutti i partecipanti all'interno delle attività ordinarie senza barriere relazionali o fisiche.
Per consultare le linee guida e i dettagli dei progetti educativi territoriali è possibile fare riferimento alla pagina dedicata sul portale istituzionale del Comune di Reggio Emilia.




