Il primo giorno di scuola, nella palestra del Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio, non ci sono solo i professori ad aspettare le matricole. Ci sono anche loro: circa cinquanta studenti di quarta e quinta, selezionati e preparati nei mesi precedenti, pronti ad accogliere i ragazzi delle prime classi e accompagnarli nel passaggio forse più delicato di tutta la carriera scolastica.
Cambiano gli spazi, i ritmi di studio, i compagni, i professori. Il salto dalla scuola media alle superiori è un momento in cui entusiasmo e ansia si mescolano, e trasformare il secondo nel primo è l'obiettivo del Progetto Accoglienza che da anni le scuole della Versilia portano avanti. Al Barsanti e Matteucci è una pratica consolidata, curata con passione dai professori Daniele Toscano e Arianna Pecchia Ramacciotti.
Tre giorni intensi, poi il seguito per tutto l'anno
«Siamo nel pieno delle attività», racconta il professor Toscano. Il primo giorno, dopo l'appello in palestra, i tutor hanno accompagnato le matricole nelle rispettive aule insieme all'insegnante di turno. Da lì si snodano tre giornate consecutive di attività: giochi interattivi per la conoscenza di sé e degli altri, la visita guidata dell'istituto e della presidenza, la spiegazione del regolamento scolastico, del protocollo anti-bullismo e delle norme sul divieto di uso dei cellulari a scuola.
Il lavoro di squadra è l'elemento cardine. Alla fine di ogni giornata, insegnanti e tutor si ritrovano per un debriefing: «I ragazzi più grandi riescono a cogliere dettagli e sfumature emotive che agli insegnanti inevitabilmente sfuggono nei primissimi giorni», spiega Toscano. Il terzo giorno è dedicato alla riflessione: si mostra come un problema possa essere affrontato da più punti di vista e si trasmette il valore del rispetto per le opinioni altrui.
Ma il percorso non si esaurisce in quei tre giorni. L'affiancamento dei tutor proseguirà per tutto l'anno scolastico, sotto la guida costante dei docenti referenti. E prima della chiusura delle attività iniziali, a fine settembre, è in programma una grande festa in pineta: giochi di squadra, una merenda condivisa e il classico gioco della bandierina, per allentare la tensione e cementare i legami.
Una macchina organizzata mesi prima
Dietro il Progetto Accoglienza c'è un'organizzazione che si mette in moto con largo anticipo. La finalità, spiega la professoressa Pecchia Ramacciotti, è accogliere i ragazzi delle prime attraverso il peer tutoring, ovvero facendoli affiancare dagli studenti delle quarte e delle quinte.
Il reclutamento dei tutor avviene durante l'anno precedente, tramite circolare e incontri diretti nelle classi. I candidati si presentano via email, rispondendo a domande sulle proprie competenze scolastiche ed extra-scolastiche. A giugno, in pineta, inizia la formazione per i circa cinquanta tutor selezionati: tre giorni di lezioni pratiche e giochi pensati per stimolare la consapevolezza di sé e dell'altro. «Sperimentano in prima persona le medesime attività che poi andranno a proporre alle matricole a settembre», conclude la professoressa.
Per gli studenti che aderiscono, l'impegno è significativo anche in termini di tempo. Ma ci sono dei riconoscimenti: i tutor sviluppano competenze relazionali e umane, e ottengono crediti scolastici e ore valide per la formazione scuola-lavoro. Un vantaggio reciproco, in cui chi accoglie cresce tanto quanto chi viene accolto.
Accoglienza come cultura della scuola
Quello del Barsanti e Matteucci non è un episodio isolato. Le scuole della Versilia promuovono da diversi anni progetti strutturati di accoglienza, pensati per guidare i ragazzi dei primi anni verso un inserimento sereno, graduale e consapevole nel nuovo contesto scolastico. Il modello del peer tutoring — gli studenti più grandi che si prendono cura dei più giovani — è una pratica che si sta diffondendo in molti istituti italiani, perché restituisce alla scuola il senso di una comunità in cui ci si prende cura gli uni degli altri.
A Viareggio, questa cura ha un volto concreto: cinquanta ragazzi che a giugno hanno scelto di dedicare il proprio tempo a imparare come accogliere, e che a settembre si sono ritrovati in palestra, il primo giorno di scuola, per dire ai nuovi compagni che quel posto è anche loro.




