Un cortometraggio girato interamente con uno smartphone, un'estetica nostalgica ispirata agli anni '80 e un messaggio profondo sulla prevenzione dei tumori della pelle. Con questa formula creativa, un gruppo di studentesse dell'Istituto professionale "B. Lanino" di Vercelli ha conquistato il primo premio al concorso nazionale "Il Sole per Amico: impariamo a proteggere la pelle", promosso dall'Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) in collaborazione con Sidermast e ADOI.
Il progetto, nato tra i banchi di scuola durante l'anno scolastico 2025/2026, dimostra come la sensibilità dei giovani e il linguaggio cinematografico possano trasformare un tema delicato come la prevenzione sanitaria in un messaggio immediato, capace di catturare l'attenzione dei coetanei.
Un'idea nata tra i banchi di scuola
A partecipare all'iniziativa sono state quattro allieve della classe 2ª A del corso Servizi Socio Sanitari (oggi frequentanti la 3ª A), guidate e sostenute in ogni fase del percorso dalla professoressa Stefania Nardin. Invece di realizzare una classica presentazione scolastica o una lezione teorica, le studentesse hanno scelto di percorrere una strada diversa, puntando tutto sull'impatto visivo ed emotivo.
La studentessa Alessandra Popa, che ha vestito i panni di regista del cortometraggio, spiega la genesi dell'opera: "Abbiamo scelto un’estetica ispirata alle atmosfere anni ’80 e ’90 con immagini del mare, della natura, dei fiori e del Sole. Volevamo creare qualcosa che avesse un aspect quasi cinematografico, capace di trasmettere emozioni ancora prima delle parole".
Le riprese sono state realizzate da Alessandra Popa con il proprio smartphone, integrando altre immagini e brevi filmati selezionati dai social network, poi modificati e adattati per uniformarli allo stile del video. L'intero lavoro di post-produzione e montaggio è stato eseguito dalle ragazze utilizzando l'applicazione gratuita CapCut.
I dialoghi e la colonna sonora
Anche la componente sonora è stata studiata nei minimi dettagli per accompagnare il cambio di tono della narrazione. La scelta del brano musicale è ricaduta su "Eyes Without a Face", un classico che contribuisce a creare un'atmosfera malinconica e tipicamente cinematografica.
Il fulcro del cortometraggio è rappresentato dai dialoghi tra un gruppo di amiche dopo una giornata trascorsa in spiaggia. A prestare le voci sono state Greta Opezzo, Giada Conti e Rania Veggiotti, compagne di classe e migliori amiche della regista, che hanno collaborato attivamente al progetto come doppiatrici.
La scena si apre su una situazione di assoluta normalità: la spiaggia, la tintarella, la spensieratezza estiva. Attraverso una conversazione quotidiana e spontanea, emerge però quanto sia facile e comune sottovalutare i rischi legati a un'errata esposizione ai raggi solari. Gradualmente, il video cambia registro: le immagini si fanno più suggestive e il messaggio si fa più profondo, ricordando che la pelle, anche quando è giovane e bella, necessita di protezione.
"Oggi siamo in 3ª A, ma quella esperienza rimane per noi qualcosa di speciale. Ci ha insegnato che non servono necessariamente grandi strumenti per realizzare qualcosa di significativo, a volte bastano un'idea, un gruppo di persone che ci credono e la voglia di trasformare un messaggio importante in qualcosa capace di arrivare agli altri."
La prevenzione del melanoma: un tema che riguarda i giovani
L'iniziativa dell'Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), in sinergia con le società dermatologiche Sidermast e ADOI, punta a colmare un vuoto informativo cruciale tra le nuove generazioni. I dati scientifici confermano infatti che l'esposizione scorretta ai raggi solari e le scottature durante l'infanzia e l'adolescenza rappresentano i principali fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma in età adulta. Campagne educative di questo tipo non si limitano a premiare la creatività degli studenti, ma promuovono l'adozione di semplici e fondamentali regole di fotoprotezione: evitare l'esposizione diretta nelle ore centrali della giornata (tra le 11:00 e le 16:00), utilizzare costantemente filtri solari con fattore di protezione alto (SPF 30 o superiore) e monitorare regolarmente l'aspetto dei propri nei secondo la regola dell'ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Diametro, Evoluzione). Per gli istituti scolastici, la partecipazione a questi progetti rappresenta un'efficace declinazione dell'educazione alla salute e alla cittadinanza attiva.
Il riconoscimento nazionale e il viaggio a Bologna
La notizia della vittoria è arrivata durante la pausa estiva, comunicata alle ragazze dalla professoressa Nardin. Un traguardo inaspettato per un'opera nata in modo semplice e amatoriale, che ha trasformato l'impegno e le ore di lavoro pomeridiano in un successo riconosciuto a livello nazionale.
La vittoria del concorso apre ora le porte a un importante appuntamento istituzionale. L'Istituto di Istruzione Superiore "C. Cavour" (di cui fa parte l'istituto professionale Lanino) è stato ufficialmente invitato a partecipare alla cerimonia inaugurale del XXXII Congresso nazionale IMI, in programma a Bologna dal 16 al 18 ottobre 2026. A rappresentare la scuola durante la giornata di apertura del 16 ottobre saranno la regista Alessandra Popa e la professoressa Stefania Nardin.




