L'educazione civica esce dai banchi di scuola per diventare un'esperienza concreta sul territorio. Nella giornata di ieri, giovedì 17 settembre 2026, gli alunni della classe quinta A della scuola primaria "Dolores Prato" di Treia hanno vestito i panni di giovani giornalisti, intervistando direttamente il sindaco Franco Capponi all'interno del palazzo comunale.

L'iniziativa ha trasformato l'ufficio del primo cittadino in una vera e propria redazione, offrendo ai piccoli studenti l'opportunità di comprendere da vicino il funzionamento della macchina amministrativa locale e l'importanza della partecipazione attiva alla vita della comunità.

Una mattina da "cronisti" in municipio

Accompagnati dai loro insegnanti, i bambini hanno varcato la soglia del municipio con block-notes e un lungo elenco di domande. L'incontro, nato con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni locali, si è sviluppato attraverso un dialogo spontaneo e costruttivo. Gli alunni hanno mostrato grande curiosità per il lavoro quotidiano che si svolge tra le mura del Comune, rivolgendo al sindaco quesiti precisi sulle sue mansioni, sulle responsabilità che derivano dalla guida di una città e sulle scelte amministrative che interessano il territorio di Treia.

Non si è trattato, però, di un colloquio a senso unico. Durante il confronto c'è stato spazio anche per i sogni e le aspirazioni dei piccoli intervistatori, che hanno confidato al primo cittadino cosa vorrebbero fare da grandi e come immaginano il proprio futuro all'interno della comunità.

Le parole del sindaco Franco Capponi

Il primo cittadino ha accolto con entusiasmo l'iniziativa, sottolineando il valore educativo del confronto diretto con i più giovani. Al termine dell'incontro.

«Incontri come questo sono preziosi perché ci ricordano quanto sia importante spiegare ai bambini, con parole semplici, come funziona il Comune e che cosa significa amministrare una città. Mi ha fatto piacere ascoltare le loro domande, la loro curiosità e il loro modo diretto di guardare alle cose. Il Comune è la casa di tutti e anche loro, con le loro idee e le loro domande, ne fanno parte».

Questo tipo di attività permette di abbattere le distanze percepite tra i cittadini e le istituzioni, mostrando anche ai più piccoli che il Comune non è un'entità astratta, ma un luogo aperto all'ascolto e al servizio della collettività.

Il valore pedagogico dell'educazione civica attiva

L'esperienza vissuta dalla classe quinta A della scuola "Dolores Prato" si inserisce nel percorso scolastico dedicato all'educazione civica. L'insegnamento di questa disciplina, reso obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado dalla Legge 20 agosto 2019, n. 92, prevede infatti lo sviluppo di competenze legate alla cittadinanza attiva e alla conoscenza delle istituzioni democratiche.

Le linee guida ministeriali incoraggiano metodologie didattiche attive ed esperienziali, capaci di andare oltre la semplice memorizzazione delle regole scritte. Visitare la sede del Comune, osservare i luoghi in cui vengono prese le decisioni e dialogare con chi rappresenta la comunità locale costituiscono strumenti fondamentali per aiutare gli studenti a sviluppare un forte senso di appartenenza e di responsabilità civile fin dai primi anni di scuola.

La sinergia tra scuola e territorio

Il progetto realizzato a Treia evidenzia l'importanza dell'alleanza educativa tra le istituzioni scolastiche e le amministrazioni locali. Quando la scuola e il Comune collaborano attivamente, le lezioni teoriche sulla Costituzione e sull'ordinamento dello Stato trovano un riscontro pratico immediato. Per i bambini della scuola primaria, comprendere concetti complessi come la rappresentanza democratica o la gestione dei servizi pubblici diventa molto più semplice se associato alla figura reale del sindaco e alla visita fisica degli uffici comunali.

Questo genere di iniziative contribuisce a formare cittadini consapevoli e attenti al bene comune. Sperimentare che la propria voce e le proprie domande hanno un peso agli occhi delle istituzioni stimola nei più piccoli il desiderio di prendersi cura del proprio territorio, rispettare i beni pubblici e partecipare attivamente alle decisioni future che riguarderanno la collettività.