Si è conclusa nei giorni scorsi la settima edizione della PATHS Summer School, l’appuntamento annuale promosso da INDIRE in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L'iniziativa, tenutasi dall'8 al 10 settembre 2026, ha visto una significativa partecipazione di docenti di ogni ordine e grado, confermando un trend di crescita costante rispetto alla prima edizione.
Il cuore dell'evento, che ha coinvolto numerosi insegnanti attraverso le diverse attività del percorso PATHS, è stato il tema dell'intelligenza artificiale. Tuttavia, l'approccio scelto dagli organizzatori ha privilegiato una prospettiva pedagogica rispetto a quella puramente tecnica: al centro del dibattito non sono stati gli strumenti, ma il linguaggio, la capacità di giudizio e il pensiero critico. Per approfondire i contenuti trattati e consultare la documentazione ufficiale, è possibile visitare la pagina dedicata sul portale INDIRE.
Oltre lo strumento: il ruolo del docente
La domanda che ha attraversato le tre giornate di lavoro è stata chiara: cosa conviene delegare a una macchina e cosa, invece, richiede necessariamente l'intervento umano? Gli interventi, che hanno messo in dialogo ricercatori, filosofi, linguisti e informatici, hanno evidenziato come l'intelligenza artificiale non debba essere considerata soltanto come una nuova tecnologia da adottare, ma come un ambiente che trasforma profondamente il modo in cui cerchiamo informazioni e organizziamo le nostre conoscenze.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha sottolineato come la vera sfida per la scuola sia costruire una cultura in grado di "abitare" l'intelligenza artificiale. Non si tratta solo di imparare a usare chatbot o piattaforme, ma di governare l'innovazione attraverso il giudizio critico, la verifica delle fonti e la consapevolezza dei processi.
Il funzionamento dei modelli linguistici
Un momento centrale della Summer School è stato l'approfondimento tecnico sui Large Language Models (LLM). Il chiarimento è stato fondamentale: questi modelli generano testi prevedendo la plausibilità linguistica, il che non costituisce in alcun modo una garanzia di verità. Per supportare i docenti che non hanno potuto partecipare in presenza, l'INDIRE ha reso disponibili sul proprio sito web i materiali di approfondimento, le slide e le registrazioni degli interventi principali, consultabili liberamente per finalità di aggiornamento professionale.
La sfida educativa, dunque, consiste nell'imparare a non scambiare la forma, spesso fluida e persuasiva, con la conoscenza reale. In questo contesto, il fact-checking diventa una pratica costante: non si tratta di cercare solo l'errore finale, ma di interrogare le premesse, le prospettive privilegiate e le alternative escluse durante tutto il processo di produzione del testo.
Dall'automazione all'aumento
Come emerso durante i lavori della Summer School, la direzione auspicata è il passaggio "dall'automazione all'aumento" (from automation to augmentation). Mentre l'automazione mira a sostituire l'attività umana, l'approccio dell'augmentation cerca di costruire una collaborazione in cui la tecnologia consenta di migliorare i risultati senza espellere dal processo le competenze critiche dei docenti e degli studenti.
La Summer School si conferma così uno spazio di confronto essenziale per costruire una comunità di pratiche tra scuole, università e ricerca, capace di rispondere alle trasformazioni della contemporaneità non con il sospetto, ma con la consapevolezza necessaria per esercitare una responsabilità consapevole nell'uso delle nuove tecnologie. Per ulteriori informazioni sulle iniziative di formazione.




