Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il territorio bolognese inaugura un nuovo modello di welfare educativo. È partita ufficialmente l’iniziativa “Scuole Aperte Metropolitane”, un progetto che mira a trasformare gli istituti scolastici in presidi sociali permanenti, garantendo l’accesso ai plessi anche oltre l’orario canonico delle lezioni.

L’intervento, promosso dalla Città metropolitana di Bologna con il sostegno della Regione Emilia-Romagna tramite i fondi FSE+ 2021-2027, coinvolge 49 istituti comprensivi e 72 plessi scolastici distribuiti in 54 Comuni del territorio metropolitano, con l’esclusione del capoluogo dove sono già attive progettualità affini.

Obiettivi e attività per gli studenti

Il progetto nasce per contrastare la povertà educativa e prevenire l’isolamento giovanile, offrendo a oltre 5.300 preadolescenti e adolescenti spazi sicuri e inclusivi. L’offerta formativa e ricreativa, interamente gratuita, è stata definita attraverso un percorso di coprogettazione che ha visto la partecipazione di scuole, enti locali, servizi territoriali e una rete diffusa di realtà del Terzo Settore.

  • Laboratori creativi e artistici.
  • Attività sportive di gruppo.
  • Percorsi di educazione digitale e nuove tecnologie.
  • Esperienze pratiche e laboratoriali orientate alla socializzazione.

Particolare attenzione è stata riservata all’inclusività, con l’obiettivo di garantire la piena partecipazione anche agli studenti con disabilità, favorendo un’integrazione reale tra il tempo scuola e il tempo libero.

Un nuovo paradigma di responsabilità collettiva

“Scuole Aperte Metropolitane” non si limita a offrire un servizio di doposcuola, ma intende consolidare un’infrastruttura sociale stabile. L’alleanza tra il mondo della scuola e il Terzo Settore mira a superare la frammentazione degli interventi, rendendo la scuola un punto di riferimento per l’intera comunità.

Secondo le linee guida del progetto, la responsabilità educativa non ricade esclusivamente sulla famiglia o sulla singola istituzione scolastica, ma diventa un compito condiviso. Questo approccio sistemico, strutturato in sei distretti territoriali, punta a ridurre le disuguaglianze e a offrire pari opportunità a tutti i giovani, a prescindere dal comune di residenza.

Le famiglie possono consultare l'elenco completo dei 49 istituti comprensivi aderenti e le relative sedi direttamente sul sito istituzionale della Città metropolitana di Bologna, nella sezione dedicata ai progetti educativi. Ulteriori dettagli sulle attività specifiche previste nei diversi distretti sono disponibili presso i canali informativi dei singoli Comuni o consultando la pagina dedicata sul portale del Comune di Budrio, che funge da hub informativo per le novità del territorio.